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Leggo spesso [minimarketing]: è stato il primo blog che ho letto in assoluto, circa due anni fa (…davvero! Non lo dico per captatio benevolentiae nè perchè Gianluca Diegoli è l’ideatore e il giurato principe del primo contest italiano per junior blog di marketing, a cui sono iscritto…), e si trovano spesso spunti interessanti, conditi dalla giusta dose di ironia, che non guasta mai in un ambiente (quello markettaro) pieno di guru e personaggi tronfi …
Oggi ho trovato questo spunto sul rapporto tra uffici stampa e blogger: incredibile, mi ci ritrovo sia da un lato che dall’altro della “barricata mediatica”. Mi spiego: spesso sono impegnato in attività di PR e media relation che mi portano ad interagire con giornalisti e redattori delle testate più diverse, e anche con i blog … il rapporto con i blogger non può e non deve essere il medesimo che si ha con i mezzi “convenzionali”, in quanto - come dice Gianluca - le fonti predilette da chi blogga non sono i comunicati stampa (strumento antiquato, ma in parte ancora necessario, a mio avviso, per la comunicazione a largo raggio) bensì gli altri blog, i tag/feed di technorati, google news, alert, ecc. ecc.
Chi blogga lo fa per i motivi più diversi e - anche i blogger più influenti - non sono meri ricettacoli di notizie e contenuti … chi blogga è coinvolto totalmente nella propria [mini]creatura (anche a me sta accadendo la stessa cosa!) e non tollera che qualcuno riversi i propri spoloqui mediatici nella casella email senza aver neanche consultato i post, i commenti, senza aver lasciato un commento
Un blog è una piazza virtuale (oddio, le definizioni!) in cui aprire discussioni, in cui incazzarsi, in cui scambiarsi idee, opinioni, in cui mostrari felici o infelici per qualcosa che si è fatto … un mezzo elastico e permeabile che non ha nulla (o quasi) a che vedere con un giornale.
Personalmente ho avuto modo di interagire positivamente con alcuni dei blogger “più famosi” e “influenti”: con tutti ho gradito lo spirito, libero, franco e totalmente informale con cui ci siamo parlati: con qualcuno di loro ho “lanciato” e scambiato spunti legati alle attività di un’azienda di cui seguo la comunicazione, con altri stiamo valutando progetti di corporate blogging più complessi … con altri c’è stato un semplice scambio di saluti … Stefano Quintarelli mi ha addirittura regalato il nuovo header di questo blog
Dall’altro lato, essendo anche io ormai un bloggante (junior), ricevo costantemente comunicati stampa e segnalazioni da parte di aziende, enti, associazioni, privati … a volte è fastidioso ricevere un messaggio che ha molto probabilmente intasato la casella email di migliaia di altri giornalisti … anche qui son d’accordo con Gianluca: l’invito è quello di iniziare a parlare, o a conversare, semplicemente, come tutti noi…
Il Wii è un prodotto di successo: lo confermano le statistiche e i dati di vendita, per ora impietosi rispetto alla PS3 che è, però - ricordiamolo per l’ennesima volta - , un oggetto destinato a durare nel tempo e a costruire un concetto nuovo di “entertainment” in casa della gente.
Il Wii, comunque, sta andando bene: e piace davvero a grandi e piccini … mi sono fatto prendere anche io … qui sopra il mio Mii, l’avatar che riproduce (in stile manga) le mie fattezze e che i giocatori di Wii usano per confrontarsi con gli altri.
Tante sono le storie di persone - anche al di fuori del mondo del game - che si sono incuriositi al nuovo “giocattolo” di casa Nintendo: ecco, per esempio, quella raccontata QUI da Davide Pessach nel suo blog.
Un grande (per ora) successo del marketing della grande N, che ha azzeccato - con semplici elementi tecnici e di design - un prodotto che sa tenere testa a console ben più performanti e “pesanti”.




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