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Un anno fa non avevo un blog. Si, lo ammetto! Da anni mi occupo di tecnologia, dal 2004 sono nella comunicazione di Giunti Labs, società “eLearning” di Giunti editore, eppure non avevo un blog. Li leggevo. Il primo è stato [mini]marketing, e altri “storici” come Vittorio Pasteris, e Marco Camisani Calzolari. Leggevo. Aggregavo. Mi informavo. Ma non partecipavo. Non interagivo. Paura? Forse. Timore del nuovo. Di confrontarmi con commenti aperti e con un’immensa rete di relazioni e contatti. Di mettermi davvero in gioco. Poi l’ho fatto. E non me ne sono pentito. Perchè per professare l’innovazione bisogna esserne utenti. Come dice il già citato Marco Camisani in questo bel post. Esserne utenti vuol dire iniziare umilmente  ad utilizzare certi strumenti, certe opportunità. Mettersi a disposizione. Non voglio essere retorico. Tuttavia aprire un blog (e usare altre “applicazioni sociali”) mi ha – metaforicamente – aperto moltissimo la testa. Come diceva un indimenticato Telly Savalas in una pubblicità storica: fate come me!

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Via La casalinga di Voghera, blog molto “sensato” che leggo spesso, ecco un esempio di marketing del buon senso: il claim, ormai storico, de Il Libraccio, catena di librerie che vende testi per la scuola – per lo più usati – ed anche libri nuovi … qui c’è solo da fare il proprio lavoro.

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Accolgo con piacere il lancio italiano di Idealista, un portale immobiliare che ha spopolato in Spagna (tra i primi 50 siti più popolari, 5 milioni di fatturato, 1.6 milioni di utile).

Molto pulita e Google style è la pagina iniziale e quelle interne: pochi fronzoli, niente lucine, bannerini, strass, ricchi premi e cotillons … solo un ottimo motore di ricerca, che in pochi click mi ha dato risposte chiare ed esaurienti … bella l’idea delle mappe (qui proprio quelle di Google) e molto semplici le schede degli immobili in vendita/affitto. Ancor più interessante la vista aerea reale con georeferenziazione precisa (ma con ovvi rovesci della medaglia, qualora l’alloggio non sia di competenza esclusiva dell’agenzia che lo propone…chi fa l’agente immobiliare mi capisce…).

Trovo un pò esagerato il fatto di sbandierare come “2.0″ (non se ne può più…) e innovativi alcuni concetti che diversi portali generalisti e di singole insegne in franchising hanno già lanciato da tempo: le mappe stesse, le visite virtuali (quando ero in Vista Mare, sette anni fa, venne da me un fotografo/webmaster che mi propose qualcosa del genere e venne bollato come pazzo…), gli avvisi personalizzati (“la casa cerca te”) … apprezzo il fatto che l’azienda che sta dietro ad Idealista -  e qui cito un post di Vincenzo De Tommaso, che ne cura ottimamente la comunicazione – incoraggi la creazione di contenuti generati dagli utenti (ma come potrebbe popolarsi un portale immobiliare generalista senza la loro collaborazione?), abbia un modello di business ispirato alla “long tail” (e fatturati polverizzati che compongono potenzialmente e sperabilmente grandi numeri), guardi con favore al fenomeno dei blog … ma basta questo per fare davvero innovazione?

Mi piacciono molto alcuni “motivi” scelti per il lancio, tra cui l’obiettivo di porre fine all’ansia e alla frustrazione di chi cerca casa…a volte le ricerche sono davvero “tunnel” da cui non si vede la luce…in bocca al lupo al team di Idealista, in cui brilla la stella di Paolo Zanetti, ex Head of Marketing & Sponsorship di Torino 2006…mi piacerebbe davvero confrontarmi con voi perchè ho l’impressione che siate bravissimi ma che nessuno di voi abbia mai calcato un marciapiede a suonare campanelli per acquisire una casa o “fare zona” (neanche io, ma – fidatevi – so cosa vuol dire!).

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C’è un paese che mi sta molto a cuore, perchè ci vivono i miei genitori, tanti amici e ci ho passato l’infanzia: si chiama Cervo, ed è situato in Liguria, tra Savona e il confine francese, non lontano da Imperia. Un borgo medioevale a picco sul mare, pieno di storia, musica e magia, che sta vivendo una seconda rinascenza. Qui stanno aprendo diverse attività commerciali: bar, ristoranti, negozi di souvenir, ateliers e bed & breakfast. Ed è proprio di uno di questi che voglio parlare: l’Arrocco.

Il nome è tutto un programma: il posto è incastonato, infatti, nel cuore del centro storico di Cervo, nell’antico palazzo Bormida Silla, una costruzione signorile a piani sfalsati e terrazze dalla vista incantevole, sospeso tra mare e cielo. Definirlo b&b è forse riduttivo, in quanto si tratta in realtà di un’associazione culturale, un luogo di ritrovo in cui fermarsi per gustare un particolare dolce fatto in casa, un tè o una tisana, leggere un libro raro, ammirare veri scudi etiopi o scoprire la propria immagine nello specchio che fu del conte Camillo Benso di Cavour: un curioso e contaminato melting pot di stili e reminiscenze piemontesi, liguri ed africane.

Ottima ed appealing quindi la proposta e l’immagine, con un sito finalmente all’altezza della situazione e molto più evocativo ed interessante di tanti altri di aziendone più grandi.

Intrigante il testo ed il percorso web che incuriosisce e arricchisce anche me che pure ci sono già stato fisicamente.

Adeguata la proposta commerciale sul b&b: ne vale davvero la pena.

Tutto molto curato, nel complesso, e poi Piercarlo e fanciulla, i tenutari, sono davvero due persone godibili. E piene di simpatiche sorprese. Fine della marketta. Ma ci voleva, perchè meritata.

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In Europa già da alcuni anni sono presenti i cosiddetti “MVNO” (Mobile Virtual Network Operators), aziende che – non avendo una rete telefonica proprietaria – ne prendono “in affitto” una parte costruendo una proposta commerciale e di marketing adeguata. Anche l’Italia si è finalmente adeguata, vincendo le resistenze dei carrier storici: e così Coop, Carrefour, e poi a seguire Poste Italiane, British Telecom, Mediaset, Pam, Iper, Tiscali, Virgin Italia, etc etc venderanno servizi di telefonia mobile. Se per le insegne della Grande Distribuzione si tratta di un modo intelligente di fidelizzare ulteriormente il cliente finale, è diverso il caso delle Poste, la prima società postale al mondo a lanciare servizi di telefonia.

Gli obiettivi numerici sono degni di nota: 2 milioni di clienti entro 3 anni. E soprattutto lanciare e definire i pagamenti via cellulare. In progetto un telefono con due chip, uno per la SIM telefonica e l’altro per la “carta di debito”. Il telefono di Poste consentirà di pagare le bollette, inviare comunicazioni come le raccomandate (!), comprare ticket per i mezzi pubblici e tracciare le spedizioni fatte. Un sistema “user friendly” utile a servire clienti con poca dimestichezza con le nuove frontiere dell’elettronica …

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Seguendo le inclite orme di Linkedin, ecco la business community “Milanin“, un social network di casa nostra composta di professionisti dai settori più disparati, aggregati e federati per sfrutare al massimo le possibilità offerte dall’incontro. Sono già circa un migliaio gli iscritti.

 

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