Affascinante questo post di Kurai che a sua volta cita Kyle Orland di Escapist. Il paragone è tra web e videogame: visitatori e posizionamenti affini ai punteggi, i network di LinkedIn come i Pokèmon (gotta catch’em all!), i trucchetti che tante persone (scorrette) usano come i cheat dei giochi, la competizione come la corsa alla popolarità e alla crescita degli accessi.
Kurai aggiunge poi molto intelligentemente che il web non è un gioco semplice, tipo Pac Man per intenderci, con schemi e punteggi fissi e ripetitivi: è, invece, un free-roaming game dove le possibilità e le variabili sono infinite e (quasi) incontrollabili.
E - aggiungo io - si tratta di un gioco in cui l’iniziativa individuale è valida fino ad un certo punto, in quanto solo con la collaborazione (modalità multiplayer…) si raggiungono grandi risultati.




No comments
Feed dei commenti di questo articolo