Oliviero Toscani ha colpito ancora. Questa volta il soggetto ripreso dal geniale uomo di comunicazione è una ragazza, Isabelle Caro, 165 cm per 31 kg, una vita in lotta contro l’anoressia. Un’immagine estremamente cruda e reale, un corpo sofferente, una vita stravolta dal dolore e dal disequilibrio. Il tutto patrocinato da No.l.ita, uno dei brand “fashion” del Gruppo Flash & Partners, che ha pianificato uscite sui quotidiani (vista ieri su Repubblica ma il Corriere ha detto “no”) e maxi affissioni a Milano, dove è in corso proprio ora la Settimana della Moda.

Per Toscani la moda non è da criminalizzare in quanto sono i media in genere, e la società nella sua interezza, a proporre alle ragazze modelli assurdi. E finalmente - aggiunge - un’azienda ha capito l’importanza del problema “anoressia” a ha avuto il coraggio di associare il proprio nome ad una campagna sicuramente “scomoda” e di forte impatto.

Il ministro della salute Livia Turco si è dichiarata favorevole alla campagna, in grado di aprire efficacemente un canale comunicativo originale e privilegiato con il pubblico giovane.

A me qualche dubbio viene. E’ proprio necessario mettere in piazza il dolore (con la scusa di sensibilizzare i mali della società) per farsi pubblicità? E’ proprio necessario questo buonismo/moralismo/paternalismo? E’ giusto fare propri i disastri del nostro tempo per reclamizzare un marchio fashion?

Toscani si didende: io ho fatto, come sempre, un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo. Si. Con le tasche piene.