La persistenza dei claim – reprise

febbraio 17, 2008 § Lascia un commento

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Questa volta non parlerò di Mistubishi – mi stupisci ma di alcuni claim che ho coniato io.

Quando lavoravo per Fondocasa, in qualità di responsabile marketing dell’agenzia di pubblicità della Holding.

Con tenerezza – ed anche con una punta di orgoglio – ho scoperto che diversi claim creati a suo tempo (2002-2004) sono ancora usati da un’azienda così importante, protagonista del franchising immobiliare in Italia.

Ed ecco che “mille soluzioni per comprare e vendere casa” resiste ancora nella head banner del portale. Avevo pensato che chi compra casa spesso affronta paure e problemi, anche ingenti. Ed ecco il bisogno di una consulenza onesta e leale. Non potento copiare il bellissimo “La tranquillità di fare centro” di Tecnocasa (leader assoluto in Italia nel franchising), sono andato su un più generico “mille soluzioni”.

Anche la rete di agenzie finanziarie e di muto casa (Mavrefin) conserva il claim “soddisfa la tua voglia di casa”. Casa intesa come edificio e luogo fisico, ma più facilmente come luogo dell’anima, come focolare domestico che è possibile vivere ed avere grazie ai mutui di Mavrefin.

Anche lo slogan della ricerca di personale, problema annoso di tutte le reti immobiliari, in cui c’è un grande turnover, è rimasto lo stesso: “Trovare lavoro è troppo difficile? In Fondocasa il lavoro c’è!”. Forse con una vaga allusione a tanti bamboccioni che si lamentano di non trovare lavoro salvo poi non “sporcarsi” le mani partendo da un lavoro oscuro e faticoso come ad esempio l’acquisitore immobiliare, quello che suona i campanelli…

Tutti slogan semplici, quasi banali, direi … slogan che – resistendo nel tempo – dimostrano che diverse cose buone ho lasciato dietro di me…

Dell’informazione tecnologica in Italia

febbraio 17, 2008 § Lascia un commento

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L’argomento mi solletica molto: mi occupo di comunicazione e marketing, sia in vesti manageriali che consulenziali.

E – lungi dall’essere una personale lamentazione sul tema – credo che il lavoro di chi comunica tematiche tecnologiche e hi-tech in Italia non sia così facile.

A fronte di tantissimi professionisti preparati ed competenti, e di freelance che vivono praticamente sorretti solo dalla passione in attesa di tempi e contratti migliori, esiste tutta una congerie di giornalisti e operatori che non ascoltano. Che vivono di notizie scandalistiche e gonfiate … scoperta l’acqua su Marteon line il sito che permette di ritrovare il proprio guanto smarrito e spaiatonel 2050 l’uomo diventerà un cyborg

Tutto questo accade soprattutto nei media generalisti, TV e giornali su tutti.

La TV resta (purtroppo) accesa tutto il giorno nelle nostre case, è l’elettrodomestico da compagnia più diffuso. Ma quanti programmi di informazione tecnologica vanno effettivamente in onda? Pochi, pochissimi, si fa fatica ad identificarli. Penso per esempio a Neapolis, che va in oda dalla sede RAI di Napoli: ottimo esempio di divulgazione. Penso a TG3 Leonardo, che non tratta solo scienza e tecnologia ma anche salute, ambiente, economia. Tutti programmi di nicchia. Se parliamo di divulgazione a “più ampio raggio” sconfiniamo nei vari Quark, Macchina del Tempo, Enigma (!) … ma siamo ben lontani dalle tematiche hi-tech …

E sulla carta stampata? Qui c’è sicuramente un’attenzione e una scelta maggiore: non possiamo non citare Nòva 24, Affari & Finanza e CorrierEconomia, che però ha un approccio meno “tecnico” e “scenaristico” mentre Corriere – Scienze & Tecnologie è più spostato sulla medicina e sulla scienza in genere. Meglio allora Il Mondo (sempre RCS), con l’estesa rubrica “hi tech”. Voglio citare Circuits (MF in joint venture con Italia Oggi), che esce però due sole volte al mese. Ed anche il Corriere delle Comunicazioni, un quindicinale dedicato esclusivamente all’ICT, da poco riemerso dalle proprie ceneri. Non c’è molto altro. Senza contare gli ottimi giornali che purtroppo chiudono, come WeekIT.

In generale, a parte alcuni altri piccoli inserti dedicati dei grandi quotidiani, la stampa generalista non si occupa molto di hi-tech. Non e’ ora così di moda come in tempi di Bolla. Fa più audience parlare di bullismo a scuola e video su YouTube. Di motociclisti folli che si filmano mentre rischiano la propria e l’altrui vita a velocità assurde.

L’informazione “hi-tech” che promana dai media tradizionali è troppo spesso banalizzata. Sensazionalistica. Affrontata senza adeguata preparazione. Senza calarsi nel contesto. Alla costante ricerca dell’audience, dello scoop.

Per questo dobbiamo poter affiancare sempre più i media on line, le web TV, i social network come veicoli ideali della nostra comunicazione. Dobbiamo poter parlare di tecnologia senza rincorrere qualche punto in più di share. Senza condizionamenti pubblicitari, senza malafede.

Le aziende lo devono capire. Dobbiamo andare a cercarci i nostri benedetti target parlando con i siti, i blog, i portali, le net TV … dobbiamo coinvolgerli in un processo che non è più quello – antico – dell’invio di un banale comunicato stampa. Dobbiamo dialogare. Scendendo dal piedistallo. Mi sta bene che un’azienda mi chieda di sensibilizzare i grandi quotidiani e gli inserti tematici. Ma senza dimenticare il lavoro – a tappeto e irrinunciabile – di dialogo con il web, con la magmatica realtà che – ricordiamolo – anche in Italia fa più utenti della TV generalista nel prime time.

Contenuti generati dagli utenti

febbraio 14, 2008 § Lascia un commento

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Il buon Andy Wharol già lo caldeggiava…

Multimedia Game parla di NITHO

febbraio 8, 2008 § Lascia un commento

Oggi alle pagine 7/8 di Multimedia Game(mmwga_29_060208.pdf), magazine b2b dedicato al mercato videoludico italiano, c’è una mia intervista in cui parlo di NITHO e delle nostre strategie 2008.

Fiera di Norimberga: il giocattolo non si è rotto, ma…

febbraio 8, 2008 § Lascia un commento

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Si parte per la fiera di Norimberga, appuntamento cruciale per il mondo del giocattolo.

Sarò su per NITHO, ad incontrare clienti, giornalisti, partner attuali e potenziali.

Perchè il mercato del giocattolo non va male, ma tanti player “tradizionali” stanno guardando con interesse al mondo del multimedia e del gaming. Un settore in forte crescita, grazie alla nuova generazione di console e all’approccio più verticale e “casual” di colossi come Nintendo con il suo Wii, per esempio. Che fa proseliti anche al di fuori della cerchia dei giocatori incalliti.

Dove sono?

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