Ha ben detto Gianluca Grignani, intervistato durante Domenica In, il giorno seguente alla proclamazione dei vincitori del Festival di Sanremo: il buon Gianluca, che non è solo un rocker apparentemente “maledetto” ma anche un artista sensibile alle nuove forme di comunicazione, ha spiegato che la crisi dei dati di ascolto del Festival di Sanremo 2008 non è imputabile solo a eventuali problemi di qualità dei contenuti ma ad un generale cambiamento del panorama mediale. Anche in Italia.
Il pubblico si sta orientando verso nuove forme di fruizione: non è solo internet o YouTube, la geografia mediatica mostra sempre nuovi confini.
Quali sono le principali tendenze in atto? Vediamole, molto schematicamente:
-crescente frammentazione dei media e delle audience
-crisi dell’attenzione e dei modelli tradizionali di pubblicità
-centralità sempre più importante del contenuto e non del canale (qualcuno ha detto in passato che “content is the king”)
-passaggio dal concetto di “prime time” (in cui anche le “casalinghe di Voghera” hanno più monitor PC accesi che schermi televisivi) al “my time” (Babelgum, Joost e tutte le nuove forme di palinsesto “home made” e in generale il fenomeno delle web TV)
-conseguenti nuovi modelli di fruizione dei contenuti
-l’utente riveste un ruolo sempre più attivo, non solo nella fruizione e nella scelta dei contenuti, ma anche nella creazione degli stessi e nell’immissione nel circuito mediale
In fin dei conti Baudo non può ritenersi così insoddisfatto dei propri dati di ascolto. Bella consolazione, comunque.





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