Tutti a Cannes per Idef 2008

giugno 17, 2008 § Lascia un commento

Anche nel 2008 Nitho sarà presente a Idef, la fiera videoludica b2b dedicata ai mercati del sud Europa.

L’importante kermesse si tiene, come tradizione, negli ultimi giorni di giugno (24/26) a Cannes al Palazzo del Festival. L’appuntamento è di quelli che contano, in quanto vede la partecipazione delle principali aziende europee (sia SW che HW) operanti nel mercato videoludico, riunite insieme per incontrare i maggiori buyer di settore.

Idef rappresenta l’occasione per annunciare i Piani e le principali Novità che costituiranno i piatti forti del Natale 2008: a Cannes aziende e insegne si incontrano per pianificare al meglio le uscite di fine anno. E Nitho proporrà, in sinergia con il proprio distributore esclusivo Leader Spa per quanto concerne il mercato italiano, una line up da urlo, con gli accessori più innovativi per le console di nuova generazione.

A Idef Nitho proporrà le proprie novità e il piano delle attività anche al nascente network di clienti e distributori europei. Se latito con il blog ora conoscete il motivo.

Astenersi dinosauri

giugno 12, 2008 § 14 commenti

A volte le aziende mi sorprendono.

Questo qui sotto è un annuncio per una posizione “marketing” comparso recentemente su monster.it. Ho solo un dubbio riguardante il “marketing all’americana”…

 

Azienda leader nel proprio settore ricerca  “Marketing  Genius”, esperto, creativo, brillante, entusiasta.

In grado di fare il copy, la creatività, il brand, l’identità aziendale e di  coordinare le attività operative dell’ufficio mktg.

Esperto di direct mktg e possibilmente con esperienza significativa nel Btoc e  Ptop e nel mktg all’americana.

Lingua inglese richiesta. Capacità di lavorare in team.

Astenersi noiosi, dinosauri e senza requisiti.

Trattamento commisurato alle reali capacità.

Sede di lavoro Milano.

Uffici stampa e blogger, ovvero la storia di un dialogo possibile

giugno 6, 2008 § 8 commenti

 

Qualche tempo fa ho parlato dei rapporti fra comunicatori e giornalisti, non sempre idilliaci.  Oggi voglio scrivere qualche nota sui rapporti tra uffici stampa e blogger.

Al di là del floklore e delle leggende metropolitane, giova ricordare che il blogger non sempre è un giornalista e che un blog non è un giornale. Banalità? Forse. Però spesso i comunicatori, soprattutto quelli più giovani e meno avvertiti, si dimenticano che un blog vive, sperimenta e mette in atto dinamiche totalmente diverse da quelle di una testata registrata. Un blog è uno strumento di condivisione e di comunicazione, certo. Ma anche una piazza nella quale l’Autore – editore di se stesso – scrive liberamente di ciò che preferisce. Senza commistioni e forzature promo-pubblicitarie. Senza filtri. Spesso in maniera totalmente non mediata.

Talvolta i comunicatori che scrivono ai blogger non hanno mai letto un blog (sembra strano ma è così, moltissimi non hanno alcuna familiarità con i network sociali e tantomeno con alcune forme elementari di messaggistica). Pochissimi hanno un proprio blog, anzi sarebbe interessante farne un censimento: conosco al massimo una decina di PR e communication manager che bloggano…

Il blog è la piazza della conversazione: è impensabile cercare di relazionarsi con un blogger con un atteggiamento formale, unidirezionale, univoco, monomediale, monocorde. Occorre invece scendere dal famoso piedistallo, inziare a leggere ed ascoltare…PER CAPIRE…

Occorre appassionarsi alle conversazioni, e poi magari partecipare … commentare … studiare … ed anche creare contenuti…veri contenuti…

A mio parere non serve e non basta erogare i cosiddetti “social media press release”, ossia comunicati stampa in versione duepuntozero infarciti di link e contributi interattivi, multimediali e “sociali”: è l’atteggiamento che fa la differenza. Conosco blogger e giornalisti che non sono minimamente interessati a questi comunicati in salsa “social”. Loro cercano un contenuto “notiziabile”, un’informazione interessante, un’eventuale “esclusiva”, uno scoop. La forma spesso, invece, travalica il contenuto.

Come dice spesso Luca Conti, una strategia di comunicazione “sociale” richiede tempo e pazienza. Hanno le aziende tutta questa pazienza? Sono pronte ad aspettare per vedere i primi frutti? Hanno interesse a dialogare in modo nuovo? Sono pronte le agenzie di comunicazione a supportare le aziende in questo cammino non facile?

Il marketing è morto, viva il marketing

giugno 5, 2008 § 2 commenti

Il nuovo libro di Giampaolo Fabris, Societing, sta già suscitando azioni &reazioni dentro e fuori la Rete. Molto interessante la disamina sociologica che Fabris compie, “annusando” e riportando su carta cambiamenti che hanno già dell’epocale.

Consumatori non più subalterni e succubi, marche incapaci di cogliere i mutamenti della società del consumo, crisi del modello seriale della produzione, comportamenti di acquisto determinati non più solo dal “bisogno” ma da un complesso mix di emozioni e socialità.

Ed ecco che i clienti, i cosiddetti “fruitori”, non sono più una “massa grigia” e una “madding crowd” da iniziare alle meraviglie del nuovo millennio, ma un gruppo eterogeneo di persone che non consuma semplicemente i prodotti ma li interpola, li sfrutta, li ricombina.

Categorie ormai scolastiche e libresche come le 4P di di McCarthy e le 4C di Kotler sembrano vacillare di fronte ad un consumatore attento ed avvertito che si riunisce in comunità, che ascolta, legge, indaga, testa, crea, prova …

Il nodo è l’interazione tra marche e fruitori: bastano le categorie del marketing conversazionale e del cosiddetto duepuntozero a definire e spiegare questa interazione? Non abbiamo forse bisogno di linguaggi diversi, di un approccio meno “cattedratico” e di un pizzico di buon senso in più?

Dove sono?

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