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Anche nel 2008 Nitho sarà presente a Idef, la fiera videoludica b2b dedicata ai mercati del sud Europa.
L’importante kermesse si tiene, come tradizione, negli ultimi giorni di giugno (24/26) a Cannes al Palazzo del Festival. L’appuntamento è di quelli che contano, in quanto vede la partecipazione delle principali aziende europee (sia SW che HW) operanti nel mercato videoludico, riunite insieme per incontrare i maggiori buyer di settore.
Idef rappresenta l’occasione per annunciare i Piani e le principali Novità che costituiranno i piatti forti del Natale 2008: a Cannes aziende e insegne si incontrano per pianificare al meglio le uscite di fine anno. E Nitho proporrà, in sinergia con il proprio distributore esclusivo Leader Spa per quanto concerne il mercato italiano, una line up da urlo, con gli accessori più innovativi per le console di nuova generazione.
A Idef Nitho proporrà le proprie novità e il piano delle attività anche al nascente network di clienti e distributori europei. Se latito con il blog ora conoscete il motivo.
A volte le aziende mi sorprendono.
Questo qui sotto è un annuncio per una posizione “marketing” comparso recentemente su monster.it. Ho solo un dubbio riguardante il “marketing all’americana”…
Azienda leader nel proprio settore ricerca “Marketing Genius”, esperto, creativo, brillante, entusiasta.
In grado di fare il copy, la creatività, il brand, l’identità aziendale e di coordinare le attività operative dell’ufficio mktg.
Esperto di direct mktg e possibilmente con esperienza significativa nel Btoc e Ptop e nel mktg all’americana.
Lingua inglese richiesta. Capacità di lavorare in team.
Astenersi noiosi, dinosauri e senza requisiti.
Trattamento commisurato alle reali capacità.
Sede di lavoro Milano.
Il nuovo libro di Giampaolo Fabris, Societing, sta già suscitando azioni &reazioni dentro e fuori la Rete. Molto interessante la disamina sociologica che Fabris compie, “annusando” e riportando su carta cambiamenti che hanno già dell’epocale.
Consumatori non più subalterni e succubi, marche incapaci di cogliere i mutamenti della società del consumo, crisi del modello seriale della produzione, comportamenti di acquisto determinati non più solo dal “bisogno” ma da un complesso mix di emozioni e socialità.
Ed ecco che i clienti, i cosiddetti “fruitori”, non sono più una “massa grigia” e una “madding crowd” da iniziare alle meraviglie del nuovo millennio, ma un gruppo eterogeneo di persone che non consuma semplicemente i prodotti ma li interpola, li sfrutta, li ricombina.
Categorie ormai scolastiche e libresche come le 4P di di McCarthy e le 4C di Kotler sembrano vacillare di fronte ad un consumatore attento ed avvertito che si riunisce in comunità, che ascolta, legge, indaga, testa, crea, prova …
Il nodo è l’interazione tra marche e fruitori: bastano le categorie del marketing conversazionale e del cosiddetto duepuntozero a definire e spiegare questa interazione? Non abbiamo forse bisogno di linguaggi diversi, di un approccio meno “cattedratico” e di un pizzico di buon senso in più?






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