La persistenza dei claim: quando lo slogan è “una scelta importante”

novembre 30, 2011 § Lascia un commento

Da un mio pezzo su Immobiliare.com…

Il nostro viaggio tra gli slogan e i claim immobiliari fa oggi tappa da Grimaldi: Grimaldi Immobiliare – come recita il sito istituzionale – è da oltre 30 anni un’azienda di Qualità.
Grazie al know how acquisito nel corso degli anni risponde efficientemente alle esigenze sempre più evolute dei clienti attraverso la professionalità dei propri affiliati e allo sviluppo della sua Rete su tutto il territorio nazionale. Metodo, serietà e competenza sono i valori su cui fonda la propria storia e la notorietà del suo Marchio. Grimaldi Immobiliare è una società sempre al passo con i tempi, capace di rinnovarsi costantemente e di adeguarsi velocemente ai nuovi trend di mercato, grazie ad un management rinnovato e fortemente motivato verso il futuro.

Un’azienda d’esperienza, quindi, ma proiettata verso il futuro.

Il claim di riferimento utilizzato da Grimaldi è “con te nelle scelte importanti“.

Claim pulito, essenziale, semplice. Valido e funzionale non solo nella compravendita immobiliare ma anche nella famosa “ricerca personale”.

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Ecco il Reality Spot

novembre 30, 2011 § Lascia un commento

Tre, l’azienda di telefonia, sperimenta un nuovo linguaggio nell’ultimo spot TV, presentando e “scoprendo” uno degli elementi “classici” dell’advertising, ossia il focus group. Secondo Wikipedia

un focus group (o gruppo di discussione) è una forma di ricerca qualitativa, in cui un gruppo di persone è interrogato riguardo all’atteggiamento personale nei confronti di un tema, di un prodotto, di un progetto, di un concetto, di una pubblicità, di un’idea, di un imballaggio o di un personaggio. Le domande sono fatte in un gruppo interattivo, in cui i partecipanti sono liberi di comunicare con altri membri del gruppo. Nel mondo del marketing, i focus group sono uno strumento importante per l’acquisizione di riscontri riguardo ai nuovi prodotti. In particolare, i focus group permettono alle aziende che desiderano sviluppare, nominare o esaminare un nuovo prodotto di discutere, osservare e/o esaminare il nuovo prodotto, prima che esso sia messo a disposizione del pubblico. Ciò può fornire informazioni inestimabili sull’accettazione del prodotto da parte del suo mercato potenziale.

Originale, quindi, questa forma di meta-pubblicità (intesa come riflessione sulla pubblicità stessa) da parte di Tre, che forse non ha e non avrà grande presa sul pubblico come il sorriso di una star (o il suo seno), ma che può rivelare ai più i retroscena del patinato mondo del marketing.

Intervista a Douglas Coupland

novembre 28, 2011 § Lascia un commento

 

 

 

 

 

 

Michele Boroni intervista Douglas Coupland, autore del libro “Marshall MacLuhan“. Qui un brano tratto dalla intro all’intervista:

A pagina 19 del libro Marshall McLuhan di Douglas Coupland (Isbn edizioni) l’autore si interroga sul senso di scrivere una nuova biografia del sociologo e massmediologo canadese, considerato che nel 1989 uscì un ottimo libro scritto da Phillip Machand e un altro altrettanto valido nel 1997 di Terrence Gordon.
La risposta è questo libro, per certi versi bizzarro e che somiglia ben poco alla classica biografia agiografica. Un mosaico pop composto da elementi disparati: pagine di Wikipedia, schede di libri tratte da Amazon, commenti lasciati su YouTube, aneddoti, divagazioni e ricordi personali dell’autore, anagrammi di alcune parole chiave e un test per misurare l’ampiezza dei tratti autistici di un individuo adulto.
Douglas Coupland è uno scrittore poliedrico che, come McLuhan, è riuscito nella sua carriera a contaminare cultura alta e cultura pop, romanzi e tutorial di videogiochi, serie tv e arte contemporanea, fino a diventare designer per un marchio canadese di abbigliamento casual.
Il libro di Coupland parte da quei tre riferimenti per i quali è universalmente riconosciuto McLuhan, diventati elementi pop universali e luoghi comuni: il celebre “Il medium è il messaggio”, lo slogan “il villaggio globale” e l’apparizione dello stesso McLuhan nel film Io & Annie di Woody Allen in cui viene richiamato dal regista-attore newyorkese per zittire un dotto e logorroico professore della Columbia in coda in un cinema di Manhattan – in Usa e in Uk il libro si intitola proprio You Know Nothing of My Work!, la frase che Marshall McLuhan pronuncia nel film.

Social Networker: radiografia della sociosfera italiana

novembre 25, 2011 § Lascia un commento

Una recente indagine di TNS Digital Life, ricerca multi-country su comportamenti e attitudini digitali delle persone, evidenzia che in Italia più del 50% dei navigatori svolge attività di social networking e impiega circa 4,8 a settimana in attività “social”: il 63% interagisce in un mese con almeno la metà dei propri “contatti”.

Il 48% degli internauti “social” scrive apertamente di Marche, il 74% ascolta: le persone partecipano, insomma.

Perchè si diventa “amici” di un brand? Soprattutto per partecipare a concorsi (61%) o beneficiare di offerte (61%) e ricevere informazioni su quella marca (56%), ma anche per partecipare alla co-creazione del Brand, fornendo input e consigli su come migliorarlo (42%), per accedere a contenuti forniti dal Brand (41%) e divenirne supporter (39%)

Sia benedetto il marketing

novembre 24, 2011 § Lascia un commento

Su Twitter e altre amenità sociali

novembre 23, 2011 § Lascia un commento

Ora che anche Fiorello, star della TV pubblica (ma non solo), ha sdoganato Twitter tutti ne parlano: è il tema del momento, VIP che aprono il loro account, classifiche più o meno sensate di influencer, analisi markettare, account fake, litigi, giornalisti (anche “tecnologici”) che scoprono le strumento e iniziano a cinguettare furiosamente, pseudoesperti che fanno le carte alla tecnologia e pontificano amabilmente.

Twitter come facebook, nel senso di strumento “a-la-page”. Non sfonderà come facebook, almeno in Italia. Anche se vanta già numerosi milioni di utenti.

facebook è il regno della chiacchiera continuata da pianerottolo, Twitter è il pettegolezzo reso al volo davanti la chiesa o mentre compri il pane. Sempre di conversazione si tratta.

E il marketing? Anche oggi viene in mio soccorso Massimo Moruzzi che sentenzia giustamente

Se la tua azienda usa twitter ma non risponde alle email, secondo me dovresti licenziare il responsabile marketing. Sta facendosi pubblicità con i tuoi soldi

Ecosistemi digitali e mondo “mobile”

novembre 18, 2011 § Lascia un commento

E’ chiaro che il modo in cui abbiamo concepito internet e gli ecosistemi digitali in genere sta cambiando. E’ chiaro che internet non è più un concetto definito e finito nel tempo e nello spazio. E che le sue ramificazioni stanno trasversalmente intersecando la nostra visione del mondo, le nostre vite e il nostro lavoro. Solo un approccio multicanale e multi-task (e multi-visione) al business e ai processi permetterà alle aziende di sopravvivere e performare.

The next big thing: sarà il mobile, e la possibilità di connettersi e vivere esperienze anywhere, anytime… lo dicevamo 10 anni fa, sembrava un mito, un sogno vago…lo ridiciamo ora, con sempre maggiore coscienza di causa, dati alla mano…

Tutto questo porta a conseguenze inevitabili.

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Videogames: la situazione del mercato italiano

novembre 16, 2011 § Lascia un commento

Via Gamification riporto i dati di un report Newzoo dedicato all’industria videoludica italiana.

Sono 14 milioni i giocatori italiani attivi, numero importante, se rapportato alla popolazione, e con una ratio tra le più alte a livello europeo. La dicotomia di genere è sempre più sottile: 44% le femmine giocatrici, 49% i maschi.

Il fatturato 2011 dell’industria videoludica italiana sarà di circa 1.7 miliardi di dollari. Il 49% dei giocatori spende effettivamente soldi per l’acquisto o il download di giochi. Grande è la percentuale dei social games (145 milioni), 175 milioni generati da mobile games, 550 milioni la quota del mondo console “tradizionale”…

Saranno 24 milioni le ore spese videogiocando in Italia nel 2011: anche qui social games in gran spolvero, alla seconda posizione per tempo speso. Al primo posto ancora le console.Per quanto concerne la divisione per console, appare del tutto evidente che i giocatori odierni sono sempre più multipiattaforma (chi gioca possiede mediamente 4,2 piattaforme). Forte il legame PS3 e iPod, grande il numero di chi gioca su Facebook.

Google+, i social network e la pietra filosofale

novembre 10, 2011 § Lascia un commento

Da un mio pezzo comparso su Immobiliare.com:

Si inasprisce la “tenzone” con Facebook: Google+, il social network di Mountain View, apre infatti alle aziende che da oggi potranno attivare un proprio profilo pubblico (“Pages”) proprio come le Fan Page e i Gruppi di Facebook. Gli utenti potranno così lasciare direttamente commenti nello spazio relativo dell’impresa in questione oppure cliccando “+1″, l’equivalente dei Like di Facebook.

Sono già 40 milioni gli users di Google+, un numero ritenuto al di sopra delle attese in azienda, ma che impallidisce di fronte agli 800 milioni di Facebook.

Il dado è tratto, con l’ingresso delle aziende nelle cosiddette “cerchie” si attende sicuramente un ulteriore boost al nuovo fenomeno social: come risponderà l’azienda di Zuckerberg?

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Senza pietre non c’è arco

novembre 3, 2011 § Lascia un commento

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
– Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
– Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo.
Poi soggiunge: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che mi importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.

Italo Calvino, Le città invisibili

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