Ripulire la propria web reputation

giugno 5, 2014 § Lascia un commento

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Gli amici di eXtrapola, azienda leader in Italia nel media monitoring, hanno tradotto e rielaborato il libro “Spin Sucks” di Gini Dietrich.

QUI c’è il LINK. Interessante (e quasi banale) come non sia possibile – tranne in rari casi – cancellare risultati “negativi” ma occorra letteralmente spingerli via dai primi posti dei motori di ricerca attraverso un’adeguata content strategy.

E come disse un giorno Warren Buffet: “Se perdi dei soldi per l’azienda potrò capire, se perdi la reputazione sarò spietato”.

Spin doctors

novembre 20, 2013 § Lascia un commento

ber-Il primo spin doctor della storia (fonte: Wikipedia) è Ivy Lee (soprannominato Poison Ivy per via della sua spiccata capacità di “avvelenare” l’informazione), che nel 1906 pubblica la Dichiarazione dei principi delle pubbliche relazioni (PR). Benché ufficialmente seguisse una linea di onestà e trasparenza, è diventato famoso per aver protetto il magnate John D. Rockefeller dall’accusa di omicidio nel 1914. Rockefeller aveva infatti assoldato alcuni agenti della Guardia del Colorado per sedare uno sciopero: durante l’assalto al campo degli scioperanti rimasero uccise 20 persone. Lee diffuse una versione modificata dei fatti per coprire Rockefeller, dando origine alle moderne tecniche di spin.

Un altro esponente di spicco dello spin è stato Edward Bernays, nipote di Sigmund Freud, che nel 1928 pubblica L’ingegneria del consenso, nel quale teorizza la pratica dello spin con lucida attenzione. Si distinse per la prima volta nella difesa dell’industria del tabacco nel 1929, durante la quale inventa la figura della femme fatale secondo una semplice equazione: fumo=emancipazione. Molte femministe tutt’oggi ignorano che l’ideale della donna fumatrice emancipata è stato creato a tavolino. Un secondo successo di Bernays fu la campagna a favore dei produttori di bacon statunitensi: le sue idee ebbero un tale successo che ancora oggi la colazione fatta con uova e pancetta è considerata un classico americano.

La web reputation è per sempre

novembre 12, 2013 § 3 commenti

L’80% dei consumatori è predisposto a considerare l’acquisto di prodotti consigliati da amici “reali” e dalla propria famiglia.
Il 78% dei responsabili del personale consulta i social network per approfondire la conoscenza dei potenziali candidati e il 35% ha eliminato candidati a causa delle informazioni scovate online.
Il 90% dei consumatori si fida dei consigli da propri conoscenti, il 70% si fida delle recensioni di sconosciuti.

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Osservatorio Multicanalità 2012: l’anno del sorpasso

gennaio 15, 2013 § Lascia un commento

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[da ADV-Advertiser] La sesta edizione dell’Osservatorio Multicanalità, il progetto di ricerca sul consumo multicanale condotto da Nielsen, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano, presentata a Milano, segna una tappa fondamentale nell’evoluzione dello scenario e dei consumatori italiani.
Se la prima edizione, nel 2007, misurava la multicanalità come fenomeno relativamente di nicchia (toccava 15,7 milioni di italiani), nel 2012 tale nicchia si è ampliata fino a coinvolgere il 53% della popolazione over 14, trainata dall’inarrestabile diffusione della tecnologia e dal perdurare della crisi economica, che implica un inevitabile e sempre maggiore coinvolgimento dei consumatori in tutte le fasi del processo d’acquisto. Quest’anno ci si è focalizzati quindi sugli utenti internet, identificando nuovi comportamenti di consumo multicanale, raccolti in quattro nuovi cluster:

I Newbie, pari a 5,3 milioni di individui, rappresentano i neofiti dell’approccio multicanale, con due anime principali, per le quali l’avvicinamento alla multicanalità è dovuto per i giovanissimi (20%) all’approccio con il processo d’acquisto e per gli over 55 (34%) ad un avvicinamento alla tecnologia.

Gli Old Style Surfer: pari a 7,7 milioni di consumatori, si caratterizzano per un approccio al web “vecchio stile” e strumentale, per rendere più efficiente il proprio processo d’acquisto e per risparmiare tempo.

I Social Shopper, pari a 10,7 milioni, sono i veri esperti della spesa e sono caratterizzati da un forte ruolo della Rete nel loro shopping, da un processo d’acquisto strutturato e dalla ricerca della “smart choice”, ossia di acquisti intelligenti e con un elevato rapporto qualità/prezzo.

Gli Hyper Reloaded, pari 7,6 milioni, rappresentano la punta massima del consumatore multicanale: caratterizzati da una vita sociale molto intensa e da una buona parte del proprio tempo trascorsa fuori casa, presentano un approccio strutturato al processo d’acquisto, con un elevato fabbisogno informativo, un elevato livello di partecipazione attiva con gli altri utenti, una marcata propensione sia all’e-commerce, sia ad un forte utilizzo del Mobile (smartphone e tablet) all’interno del processo d’acquisto, elemento che in particolar modo li caratterizza.

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Marketing Vs il potere della stupidità – intervista a Giancarlo Livraghi

agosto 3, 2012 § Lascia un commento

Ho scambiato alcune battute con Giancarlo Livraghi. Uno dei nomi storici della comunicazione italiana, un decano a cui molti professionisti si sono ispirati. Abbiamo parlato di marketing, comunicazione, tecnologie, stupidità e oscenità, etica e progresso. Per i pochi che non lo conoscessero…

Giancarlo Livraghi (Milano, 1927) è un pubblicitario, bibliografo e scrittore italiano.
Come professionista della pubblicità, ha lavorato per molte grandi imprese italiane e internazionali, ricoprendo anche cariche istituzionali.
Come studioso, ha sviluppato una linea di pensiero incentrata sui valori della comunicazione umana anche via internet.
Ha al suo attivo centinaia di pubblicazioni (tra articoli, studi e saggi) sulla comunicazione, sul marketing, sulla cultura dell’internet e sulle attività d’impresa online.

(cfr Wikipedia)

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Dig.it: il giornalismo digitale italiano si riunisce a Firenze il 4 e 5 luglio

giugno 20, 2012 § Lascia un commento

Ricevo dall’amico Vittorio e con piacere pubblico, ringraziandolo per il supporto e per l’invito…

L’ Associazione Stampa Toscana in collaborazione con Digiti, Lsdi, con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e dell’ Università degli Studi di Firenze organizza il primo evento nazionale dedicato a al giornalismo digitale in Italia.

Dig.It – Giornalismo digitale: nuovi modelli economici, nuove professionalità, nuova cittadinanza: a 15 anni dall’ inizio dell’ era digitale facciamo il punto sulla trasformazione in atto nel mondo dell’ editoria e del giornalismo online e nel rapporto fra informazione e società.

A Firenze si parlerà di cultura editoriale, cultura del giornalismo professionale, cultura della politica e dei governi locali.

Cercheremo di fare insieme un’analisi concreta di opportunità, problemi, esperienze.

L’evento è costituito da quattro aree tematiche

- Nuove professionalità e cittadinanza digitale
- Proprietà e responsabilità giuridica
- Le risorse economiche: pubblicità, paywall, contributi
- Lavoro e diritti

In complesso l’evento sarà composto da 12 panel in cui i relatori interagiranno con i partecipanti.

Marketing immobiliare

maggio 21, 2012 § Lascia un commento

E’ uscito. Scritto tra mille ritagli, in mille “non luoghi”.

Un parto durato mesi…

Sarà disponibile anche nelle Librerie Feltrinelli.

Grazie alla mia Musa Ispiratrice, che è poi la mia dolce metà.

E poi grazie a Massimo Boraso e Antonio Rainò, con l’accento sulla o.

Grazie a Kotler, Locke, Godin, LcLuhan, Alberto Sordi, Nanni Moretti, Bombolo, Leone Cane Fifone, Donald Fagen, Franco Bagutti, SRV, etc…etc…

La notizia della mia morte è fortemente esagerata

marzo 14, 2012 § Lascia un commento

Con questa famosa boutade di Mark Twain si apre il nuovo numero di IL, il magazine de Il Sole 24 Ore alla prima uscita (venerdì 16) sotto la direzione di Christian Rocca.
Un numero dedicato alla resistenza dei giornali cartacei, dai più dati per spacciati sotto l’incalzare di internet e delle tecnologie digitali.

Un numero che si preannuncia molto interessante, anche a giudicare dalle 16 mini-notizie disseminate nella cover che vediamo insieme in anteprima qui a fianco. Tra le altre, il dato che la carta risulta essere ancora vincente nei confronti del web (2.3 miliardi di persone ogni giorno leggono quotidiani contro 1.9 miliardi di utenti internettiani). Secondo il Financial Times i manager internazionali continuano a preferire la carta. In Giappone c’è il quotidiano più letto al mondo, oltre 16 milioni di copie. I quotidiani giapponesi totalizzano circa 470 mila lettori cadauno al giorno. In India i giornali cartacei stanno subendo un boom che li ha portati a crescere di due terzi negli ultimi 6 anni, con previsioni di crescita di quasi il 20% nei prossimi due anni. Nell’ultimo anno i quotidiani sono aumentati di circa 200 unità e ci sono quasi 15 mila testate nel mondo.

Interessante collage. Aspettiamo quindi a decretare il de profundis per la carta stampata. E lavoriamo magari di integrazione, di multi-canalità (e questo vale per i progetti di comunicazione-marketing in genere), non trascurando il fascino e la forza della cara vecchia cellulosa.

Marchètting e Tiragraffi

marzo 7, 2012 § Lascia un commento

Tiragraffi.it è un magazine on line di informazione e di opinione su tutto ciò che gira introno al mondo della comunicazione.

La Redazione di Tiragraffi è composta da professionisti della comunicazione o aspiranti tali, critici, energici, implacabili ma preparati.
La redazione non ha una sede fisica, ma sfrutta la rete e la sua dinamicità.

Un mio contributo sul concetto di “movimento” (contrapposto alla più tradizionale “campagna stampa”) si trova QUI.

Internet motore del commercio. Un mio pezzo “vintage” da PuntoCom

febbraio 16, 2012 § Lascia un commento

 

 

 

 

Correva l’anno 2004 e PuntoCom, gloriosa testata sulla comunicazione, pubblicava questo mio pezzo sull’infocommerce… è strano leggere oggi quei passi…ma anche illuminante…

La fine della cosiddetta “new economy” aveva fatto credere che il web non fosse in grado di influenzare i mercati. Che non consentisse di generare business. Così non è stato: l’e-commerce non è mai tramontato, ma ha continuato a progredire, prima lentamente, poi con sempre maggiore rilevanza. Ma la novità più importante è che anche gli acquisti “tradizionali”, effettuati cioè davanti ad una commessa in carne ed ossa e non sul carrello di un sito, sono sempre più influenzati dal web. Il fenomeno è noto come “infocommerce”, e, dopo essere nato e “decodificato” negli USA, sta prendendo piede in Europa e, cosa significativa, anche in Italia, paese notoriamente in ritardo nell’adozione di comportamenti e azioni indotte dalla tecnologia.

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