You are currently browsing the category archive for the 'recensioni' category.

“Storie di pittura piemontese del Novecento in Liguria” è il titolo di una mostra d’arte contemporanea che si terrà a Cervo (IM) dal 5 luglio al 23 agosto. Con opere di artisti del calibro di Carlo Levi, Casorati padre e figlio, Daphne Maughan, Martina, Aimone, Chessa, Morlotti, Menzio, Galante, Saroni, Campagnoli… mostra che traccia un filo rosso tra Liguria e Piemonte che prescinde dalla pacifica invazione dei vacanzieri sulle spiagge delle Riviere…

Location d’eccezione, il borgo-gioiello di Cervo, un paesino a strapiombo sul mare dell’estremo ponente ligure, paese noto anche per il Festival Internazionale di Musica da Camera e per tante altre manifestazioni culturali ed artistiche.

Sono stato coinvolto nella promozione della mostra, e del borgo in genere, con gli amici di Studio Vacuo, officina di comunicazione. Abbiamo pensato prima di tutto di aprire un blog, con commenti aperti, dando la possibilità al pubblico di interagire. Poi abbiamo creato un canale YouTube, un canale Flickr, un account Twitter

E il riconoscimento più bello di questa fase iniziale di promozione viene da un amico blogger, Marco Freccero: Il paragone che Marco fa con il fallimentare e mastodontico portale Italia.it, oggetto di furenti polemiche  nel recente passato, ci rende orgogliosi di questo approccio e del lavoro che stiamo sviluppando … nostro intento è proprio quello di prendere per mano, illustrare, raccontare la bellezza di questo borgo, in modo semplice ma professionale

ps: Affari & Finanza di lunedì parla del blog della mostra, accostandolo a iniziative “sociali” di mastodonti come Venezia e Genova…

Sophia.it, la più consistente e “storica” community on line sulla scuola, compie 10 anni.

Un’enormità in epoca di bolle speculative e nuovi/falsi miti internettiani.

Ne parla questa mattina Affari & Finanza:

 

Il magazine Ventiquattro de Il Sole 24 Ore parla di Giunti Labs in un elegante e preciso articolo dedicato.

Il tema è l’evoluzione del mercato del lavoro, che richiede processi formativi sempre più personalizzati, permanenti, location based, calibrati davvero sulle esigenze della singola persona e su qualsivoglia periferica abbia a disposizione.

Clicca qui per scaricarlo: ventiquattro-intervista-a-cardinali-giunti-labs

(nella foto, la Baia del Silenzio e l’Abbazia dell’Annunziata a Sestri Levante, sede worldwide di Giunti Labs)

In Giappone ha venduto due milioni di pezzi in poco tempo. E ora sbarca in Europa.

In Italia è disponibile dal 24 aprile nei negozi: stiamo parlando della nuova creazione di Nintendo, il Wii Fit, l’innovativo e divertente sistema per mantenersi in forma attraverso una serie di esercizi e giochi che fanno uso della Wii Balance Board, una pedana sensibile alla pressione di mani e piedi, e della console Wii.

Come poteva NITHO restare al palo e non proporre una mini-linea di accessori dedicati a questo evento?

La Fit bag, stilosa borsa per il Wii Fit, in grado di trasportare la pedana Nintendo e preservarla da urti e graffi, la protezione in silicone per la pedana, la batteria sostitutiva, il kit pulizia & antiscivolo, tutti visibili qui a questo link di Wii Italia, la principale community sul Wii del nostro paese.

Il blog Marchetting si arricchisce di una nuova “redattrice”, Fraaaa, studiosa di design e comunicazione, amante dell’arancione e delle moto, che scoverà e commenterà per noi nuove campagne pubblicitarie e produrrà adeguate riflessioni sul patinato mondo del marketing.

Benvenuti alla nuova rubrica dedicata alla comunicazione che ogni giorno vediamo in televisione, sui giornali o semplicemente per strada.

Ovviamente questa rubrica non ha la pretesa di essere una cosa troppo seria, ma esprimerà semplicemente la mia modesta opinione, su argomenti che sceglierò di volta in volta (ovviamente il tutto in maniera assolutamente democratica eh..^^).

Incominciamo subito con l’argomento di oggi che, come avrete capito, è l’ultima pubblicità TV della Fiat 500. Quando ho visto i nuovi cartelloni che la pubblicizzavano qualche settimana fa mi sono detta “Ma che carina! Bello il paragone con le “piccole cose”…chissà come sarà lo spot televisivo…”.

Ora che ho avuto l’occasione di vederla, oltre che sentire lo spot radiofonico, devo dire che mi sbagliavo, o quantomeno non ha soddisfatto le mie aspettative.

Mi hanno sempre detto che nel caso di campagne pubblicitarie tutto dev’essere bene riconoscibile, che non si possono usare mille claim diversi nello stesso momento e che avere un’idea buona è fondamentale.

Evidentemente questo è leggermente sfuggito a chi ha progettato la campagna … mi spiego meglio: perché se trovo un’idea semplice ma carinissima per la cartellonistica, ne cerco poi un’altra per lo spot televisivo? Le “piccole cose” si sono trasformate in una brutta versione di “Everybody needs somebody to love” neanche presa dal film dei Blues Brothers (John Belushi e Dan Aykroyd sono inarrivabili) e un modo di rappresentare la macchina che non mi è piaciuto per niente (e mi ha solo ricordato la pubblicità dell’Actimel).

(Si capisce tanto che Blues Brothers è uno dei miei film preferiti? O.ò)

Posso capire che si volesse ricondurre il tutto alle pubblicità della Punto, della Bravo etc. però secondo me non è stata proprio una cosa azzeccata.

Si poteva giocare sulle “piccole cose” magari anche con un po’ d’ironia … anche perché queste “piccole cose” si prestano a molte interpretazioni, a tratti anche goliardiche se si vuole.

Forse hanno preferito una resa finale simile agli spot precedenti proprio perché riconducibili alla nuova percezione che vogliono dare del brand Fiat.

 

[ok..anche oggi mi sono salvata..ho usato claim, brand..si, posso anche sembrare esperta!^^]

 

 

 

 

Last but not least. Il Gruppo editoriale Maggioli è media partner del prossimo evento ecologico-energetico di Labelab (Ravenna 2008), in particolare con la propria rivista “specializzata” Ambiente Territorio.

L’evento, che si terrà a Ravenna dall’8 al 10 ottobre, farà il punto della situazione sulle problematiche per la gestione di acqua, rifiuti ed energia, in particolare a livello locale. Perchè sia possibile un vero sviluppo sostenibile.

Doveroso citare gli altri importanti media partner: Ambiente TV, e-gazette, Eco Radio, Greenreport, Quotidiano Ambiente, Rinnovabili.it, Staffetta Quotidiana.

Recentemente ha parlato di Labelab anche il CorrierEconomia con un ottimo pezzo di Umberto (Torelli)…

 

 pinocchio.jpg

Si parte per la fiera di Norimberga, appuntamento cruciale per il mondo del giocattolo.

Sarò su per NITHO, ad incontrare clienti, giornalisti, partner attuali e potenziali.

Perchè il mercato del giocattolo non va male, ma tanti player “tradizionali” stanno guardando con interesse al mondo del multimedia e del gaming. Un settore in forte crescita, grazie alla nuova generazione di console e all’approccio più verticale e “casual” di colossi come Nintendo con il suo Wii, per esempio. Che fa proseliti anche al di fuori della cerchia dei giocatori incalliti.

 ugc.jpg

Come definire l’ultimo libro di Henry Jenkins, Cultura Convergente? Istruttivo, interessante, provocatorio.

Jenkins ci traghetta oltre il paradigma (assai inflazionato) del web 2.0: se il 2006 ha visto molte aziende scoprire i cosiddetti contenuti generati dagli utenti, e il 2007 ha generato contraddizioni tra produttori e consumatori (con gli utenti che non hanno quasi mai tratto profitto dalle loro “creazioni”), il 2008 vedrà il tentativo di pacificazione e conciliazione attraverso la comprensione di cosa abbia valore per ciascuna parte.

E’ inevitabile. Creazioni mediali professionali generano innumerevoli contenuti “amatoriali” mentre sperimentazioni grassroot (che partono dal basso, come certi video di giovani artisti su You Tube, per esempio) possono avere esiti commerciali e commerciabili.

Nella cultura convergente i consumatori partecipano in maniera attiva alla produzione ed anche alla circolazione di contenuti. Ne parlavo qui: le aziende, grandi e piccole, assistono al proliferare di questa tendenza, talvolta ne hanno timore ma non possono più arrestarla. Grazie alla Rete il pubblico/consumatore acquisisce materiali, foto, video, immagini, contenuti e li interpreta, li rimescola, li arricchisce, li banalizza, li ridistribuisce …

Non è necessario che le aziende si buttino a capofitto in questo magma, perchè fa figo ed è fashion avere un blog o girare un video virale. Cerchiamo di far capire loro - prima - che un processo inarrestabile è cominciato. Che non si torna indietro. Che c’è una  nuova geografia mediale e sociologica.

E se davvero i mercati sono conversazioni, cominciamo ad acoltare, che è sempre buona norma nella comunicazione.

Iniziare a conversare/partecipare sarà un passo inevitabile e (più o meno) leggero.

Oggi Marketing Journal, magazine del Club del Marketing e della Comunicazione, riporta un mio (vecchio) post sul tema “guerrilla” con un esempio concreto e alcuni consigli pratici ispirati dal buon senso.

Parlando quindi di marketing “non convenzionale” non possiamo non dibattere di quanto le aziende vogliano e possano rischiare per mettere in pratica azioni alternative a quelle “tradizionali”.

Ieri sera ero a colloquio (piacevole) con il direttore commerciale di una grossa azienda alimentare italiana: ebbene, questo coraggio bisogna trovarlo - è stato il sunto della conversazione. In momenti di crisi e passaggio (come quello attuale) sono le aziende “coraggiose” che emergono e si salvano dal baratro.

Evoluzione e crisi come momenti ideali per l’epifania di strumenti e ideologie diverse e innovative…

 web2.jpg

Ho rivisto in video l’interessante presentazione fatta da Marco Montemagno, giornalista di SKY, blogger e AD di Blogosfere, al recente IAB Forum. A parte l’estrema bravura nell’esposizione e la capacità di coinvolgere un audience (geniale aver fatto alzare tutto il pubblico presente per fare un applauso a Internet…), di Marco apprezzo la chiarezza. Dal suo discorso estrapolo qui i 4 punti di forza principali del web, ed in particolare del web 2.0 …

-Distribuzione: internet è utile per tutti, bando alle criminalizzazioni che qualche grande nome del giornalismo fa in nome della notiziabilità e bando al pressapochismo di chi parla di internet senza conoscerlo … Internet è il reame della viralità e delle potenzialità, basta avere un’idea buona e questa può circolare su milioni di PC e terminali mobili …

-Condivisione: sia in termini di dati, che di persone … qui il paradigma è quello del consumatore che “costruisce” il proprio Brand, il proprio Prodotto … ottimi gli esempi dei video di Dove e di Boeing, che ha coinvolto gli utenti nella definizione delle caratteristiche produttive iniziali

-Dialogo: è cambiato il rapporto - in seno al web stesso - tra produttori e fruitori di informazioni/prodotti/beni/servizi … non possiamo più ignorare il fenomeno dei network sociali, possiamo non utilizzarli ma non far finta che non ci siano …

-Personalizzazione: il web è sempre più consumer-centrico, qualcuno usa il brutto termine “prosumer” … grazie a internet posso cucirmi addosso strumenti, reti di relazioni, contatti, posso veicolare idee e renderle concrete, senza essere un guru o uno smanettone

Un anno fa, lo ripeto spesso, non avevo un blog: ho voluto mettermi in gioco anche io, capire di più, prendere le facciate - come dice Marco - ma vivere la rete e questa sua rivoluzione. Ci ho messo la faccia e devo dire che è stato (ed è) esaltante :-)

felicita_altan.jpg

Luca De Biase, partecipando a Web2.Oltre, ha portato la propria esperienza nella scrittura del libro Economia della felicità.

Ne parla qui, in un post che ho apprezzato moltissimo.

Fare marketing in epoca di web 2.0 vuol dire anche considerare i cosiddetti “beni relazionali”, una dimensione economica che non prescinde dai rapporti tra la persone. Persone che producono contenuti (”UGC”), che li condividono, persone che scambiano sapere, pareri, informazione, emozioni.

Nel marketing del futuro non solo i Brand potranno essere “costruiti” e “partecipati” in qualche modo dagli utenti stessi, ma le aziende stesse dovranno compiere passi sempre più decisi verso i consumatori. Un percorso di maggiore consapevolezza.

Forse alla fine del processo di consapevolezza si scoprirà che si fanno addirittura affari migliori se si tiene conto davvero delle persone.

fest-cr.jpg

via Negroski

Riporto qui un post del sempre originale ed ironico Gianluca di [mini]marketing, il blog che mi ha fologorato due anni fa sulla via del web 2.0 spingendomi a postare i miei deliri su questa piattaforma.

Si parla delle 7 T del marketing utopico (clicca la JPG qui sotto per ingrandire).

6-t-del-marketing-796338.jpg

Geniale chi nei commenti ha detto che era fermo alle “3 T” bolognesi…

 9010_loverespectaxis350px1_2.gif

E’ in uscita (24 ottobre) il nuovo libro del guru e CEO di Saatchi & Saatchi, Kevin Roberts: Effetto lovemarks. Vincere nella rivoluzione dei consumi.

Seguito di Lovemarks, il futuro oltre i brands, questo libro dà voce non solo agli operatori del marketing ma ai nuovi “protagonisti” nella costruzione di marchi di successo: i consumatori stessi.

Lovemark è un brand, o un evento o un’esperienza, di cui le persone si innamorano. Quali gli ingredienti per creare un lovemark?

1. mistero: è il segreto che tiene in vita le relazioni a lungo termine, di qualsiasi natura siano. L’azione inaspettata, il gesto segreto, lo scatto imprevedibile

2. sensualità: facciamo esperienze attraverso i sensi. Quando un marchio solletica e sollecita tutti e 5 i sensi, allora il risultato è “indimenticabile”.

3. intimità: sta per empatia, impegno, ed è da questo che nasce la fedeltà nel tempo da parte dei consumatori.

Nell’epoca della “attraction economy”, sono due i (non) luoghi più importanti: lo schermo (del cellulare, del PC, del cartellone in autostrada, del TV) e il negozio. L’emotività guida l’acquisto, e trasforma impulsi alogici in un processo di identificazione e immedesimazione.

Roberts conia un nuovo termine per definire il rutilante mondo del consumismo 2.0: “SiSoMo”, ossia un blending di Sight (vista), Sound (suono) e Motion (movimento).

Dopo l’immaginazione, ecco il cuore al potere.

community-management.gif

Segnalo l’ottimo libro Community Management (Apogeo) di Rosario Sica e Emanuele Scotti. Un approccio divulgativo al fenomeno delle community, soprattutto in ambito aziendale. Uno strumento di lavoro per iniziare a progettare, lanciare e coltivare comunità virtuali. Perchè la dimensione “informale” (grass root) delle organizzazioni è ormai una realtà.

technogym-tvaz.jpg 

L’amico Giampaolo Colletti mi segnala che Technogym, azienda leader nelle macchine per farsi i muscoli e vivere meglio, ha lanciato la prima web TV sul benessere.

Un’anteprima è già visibile su You Tube.

Complimenti a Giampaolo per questo nuovo successo ed anche all’azienda che ha saputo cogliere prima di altre i benefici dei network sociali e delle altre diavolerie positive del web 2.0 e della comunicazione del Terzo Millennio.

videomarta.jpg 

L’accento tradisce l’origine torinese ma i contenuti sono universalmente validi ed interessanti: debutta VideoMarta, videoblog di una classica diciottenne del 2007, che parla in modo scorrevole e divulgativo di tecnologia, internet, computer, blog, etc … una specie di Marco Montemagno al femminile e ancora adolescente.

Complimenti.

 katahomo.jpg

Avete bisogno di un sensitivo da ufficio? Di una segretaria multicolor? O piuttosto di un giornalista atossico? Su Katahomo si trovano. Un sito-catalogo che “vende” soluzioni in carne e ossa per i piccoli e grandi problemi dell’ufficio, della casa e del tempo libero …

Uno spazio che ironizza sulla mercificazione imperante nella società contemporanea e sulla difficile (talvolta) arte di vendersi e di vendere.

Cito pedissequamente dal sito: … immaginate di trovare esemplari umani dal modello e dalla forma più diversa … tutti dotati di cartellino, nome, descrizione prodotto e naturalmente prezzo, tanto più alto, quanto più grande è il vantaggio (economico) che il modello di uomo acquistato sarà in grado di realizzare per voi … Katahomo, il primo e unico negozio on line di soluzioni in carne e ossa - ideato per chi crede che sapersi vendere oggi sia davvero importante.

Autrice di questo originale ecommerce umano è la vulcanica Alice Avallone, creativa e pubblicitaria “in erba”.

La serialità e la creazione fantastica e paradossale di questi personaggi “borderline” mi ha riportato alla mente il mio amico Donald Datti e il suo meraviglioso Miniature (il cui titolo originale, ma nessuno lo sa, è Miniature sulla tazza del cesso, l’editore ha cassato la formulazione originaria): cito qui una delle più significative …

UNO
Quel filosofo che -
Voglio scoprire il significato più profondo della vita.
Si fece murare nel suo studio e sarebbe morto di fame se non ce l’avesse fatta.
Non si sa se ce la fece.
Bevve la propria urina e morì affogato dalle proprie feci

 maiali.jpg

Nel week end ho riletto con piacere il capolavoro di Paolo Cevoli Maiali e menaggment, in cui il geniale comico romagnolo, manager nella vita reale, tratteggia la figura del mirabolante imprenditore Teddi Casadei, titolare del “maialificio” omonimo. Qui la Niù Economi ha già fatto il suo ingresso e non ci sono infatti più operai: i maiali - che godono di trattamenti da biuti farm e sostegno psicologico “stick & carrot” (bastone e carota) - corrono ad insaccarsi da soli

Geniale Cevoli perchè - conoscendo personalmente il mondo del bisiness - ha creato una figura che spesse volte anche a me è capitato di incontrare nella mia  vita professionale: ci si riempie la bocca di marketing e termini inglesi, si agitano un pò di slide a caso + tette/culi come se piovesse ed ecco l’azienda di successo, guidata dall’imprenditore di successo. Quello con le idee innovative, quello che ha in mano il prodotto del secolo. Geniale perchè ha capito (il buon Cevoli) che per comunicare/vendere occorre ascoltare …

00on.png

Comunicazione Italiana è un’interessante iniziativa di Fabrizio Cataldi, una sorta di “communication communnity” che riunisce oltre 24.000 professionisti e decision maker nel campo della comunicazione. Leggo sempre volentieri Prometeo, la newsletter quindicinale che segnala temi sempre non banali nel nostro ambito di lavoro. Questo numero parla anche dei Marketing Blog Playoffs 2007

 sun-tzu.jpg

In realtà di zen non ha molto, perchè trae ispirazione dagli insegnamenti di un generale cinese vissuto 2500 anni fa, Sun Tzu: il testo di Gerald Michaelson (”Strategie per il Marketing - 12 principi fondamentali per vincere la guerra del mercato) è comunque illuminante su molti aspetti del nostro lavoro.

Molto pratico il buon Michaelson, massimo esperto mondiale di Sun Tzu, e autore di altri testi un pò troppo “americani” come The Art of War for Managers, una specie di Dale Carnegie del management d’oltreoceano.

Due gli aspetti fondamentali dell’approccio di Sun Tzu: la tradizionale semplicità “orientale” dei concetti (ma come dargli torto?) e l’importanza della stategia come mezzo “preventivo” per vincere le proprie battaglie senza “combattere”.

Tra tutto, segnaliamo alcune indicazioni degne di nota:

-l’importanza dell’organizzazione delle informazioni

-la rilevanza della posizione (o posizionamento ?)

-il rispetto per il consumatore

-l’uso della sorpresa

-l’utilizzo coerente delle proprie forze

-la necessità di una struttura di comando ben organizzata

Chiudo con una citazione di Murphy sulla semplicità, uno dei cardini dello Zen Marketing di Sun Tzu: se sembra stupido, ma funziona, allora non è stupido.

images2.jpg 

Ieri sera mi è capitato fra le mano un testo che avevo letto qualche tempo fa: “I due volti di Internet”, un saggio di Marco Migliozzi e Giuliana Venticelli, che non è il classico testo trionfalistico su Internet , o il solito libro tecnico destinato agli “smanettoni” della Rete. E’ un testo critico. Per questo mi piace. Perché fa un po’ di chiarezza sul World Wide Web, considerato, a torto, negli ultimi anni, una sorta di “pietra filosofale”, un Re Mida tecnologico capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca. In tempi di Bolla Speculativa sembrava che ogni sito pubblicato sulla Rete fosse in grado di trasformare l’autore in un nuovo ricco. Qualcuno (sicuramente i primissimi) ha sicuramente incamerato guadagni consistenti. Poi il giocattolo si è rotto, anche in America. Ecco perché è necessario riflettere. Internet ormai, volenti o nolenti, fa parte della nostra esistenza. Lo utilizziamo per diletto o per lavoro, e il numero degli accessi in Italia è in continua, costante, crescita. E’ chiaramente un fenomeno di massa, e come tale meritevole di essere studiato da un punto di vista sociologico.

E’ quello che hanno gli autori hanno fatto. Esaminando le potenzialità e gli sviluppi possibili del mezzo, ma anche il cosiddetto “rovescio della medaglia”.
Internet ha sicuramente cambiato il modo di fare informazione, integrandosi alla perfezione all’interno della nostra civiltà mediatica, anche grazie alla possibilità di riunire in sé strumenti diversi come la radio, la televisione, i giornali, il telefono, e facendo soprattutto leva sull’interattività.

Ma non dobbiamo trascurare il problema della “registrazione della verità”: è l’esempio dell’ipotetico signor Rossi, che esprime su Internet “…una dichiarazione di interesse pubblico, in veste di esponente di un partito, come portavoce di una corrente politica, come funzionario dello Stato o, semplicemente, come normale cittadino [...] il signor Rossi oggi, 1 gennaio dell’ anno 200X, dichiara che il cielo è azzurro e pubblica tale notizia sulle pagine Internet, a un indirizzo preciso; poi il signor Rossi, essendosi accorto che il cielo non era affatto azzurro, per non fare brutte figure, cambia la pagina Internet e ne pubblica una nuova versione sullo stesso indirizzo, dove dichiara che, in data 1 gennaio 200X, il cielo era plumbeo. Come fare a dimostrare che il signor Rossi, ci ha imbrogliato, modificando totalmente il contenuto delle sue dichiarazioni?”

Altro problema connesso alla diffusione di Internet su vasta scala (e dell’informatica in genere) è la riduzione dei posti di lavoro: perché i fautori della Net Economy non ne parlano mai?
E che dire della sventagliata libertà offerta dalla Rete? Non esiste forse un sistema denominato Echelon che controlla ogni nostra cliccata? Vogliamo parlare dei cookies?…
Internet non è uno strumento assolutamente democratico: in un’intervista (curata da me) apparsa su Infocity, il portale del giornalismo e della comunicazione, Marco Migliozzi e Giuliana Venticelli hanno dichiarato che “le persone che hanno la possibilità di usare la Rete sono un numero estremamente basso, se rapportato all’intera umanità. Per i navigatori Internet è una miniera di possibilità, per gli altri resta uno strumento difficilmente utilizzabile. Chi si avvale di Internet è come chi, a bordo di un motoscafo, compete in una gara con altri concorrenti che hanno a disposizione solo una barca a remi. Il divario fra paesi ricchi e terzo mondo diventa ancora più evidente con la Rete. Ma nello stesso momento Internet può arginare la diffusione dei modelli americani e l’avanzare della cultura di massa, quando la libertà di espressione non viene ostacolata; permette di leggere notizie che sui mass media non vengono pubblicate; rende possibile il confronto immediato fra le diverse testate giornalistiche e la consultazione della stampa estera; inoltre può diventare il mezzo di difesa delle differenze culturali, favorendo la conoscenza di differenti modelli di vita e tradizioni. Ecco i 2 volti della rete!”

 

Maggio 2008
L M M G V S D
« Apr    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Flickr Photos

G-Shock Car

Blooming Capitol

Repetition

More Photos

del.icio.us