You are currently browsing the tag archive for the 'blog' tag.

 C’erano una volta gli opinion leader, persone competenti, studiosi ed esperti in grado di influenzare con competenza e carisma l’opinione dei consumatori. C’erano una volta la pubblicità e il marketing “tradizionale”, con i Caroselli e i testimonial “famosi”. Oggi c’è internet. Il consumatore è protagonista attivo: si informa, commenta, “interagisce” attraverso la rete.

Controllare la propria reputazione e quella dei propri brand sul web è oggi indispensabile per migliorare le proprie strategie di comunicazione. Riuscire a monitorare le notizie e le conversazioni in rete non è però un’operazione semplice. Fino a qualche anno fa il mondo on line era fatto solo di pochi siti autorevoli e forum tematici. Ora, invece, il passaparola della rete può propagarsi anche attraverso siti di news on line, blog e piattaforme di social networking con ramificazioni più o meno complesse per l’analisi della reputazione

E ciò mentre il cambiamento della geografia dei media e le sfide dell’economia globale portano sempre più le aziende e gli individui a chiedersi: come e quanto siamo visibili in rete? Cosa viene scritto su di noi? Come veniamo giudicati? A queste domande risponde neXtra, un nuovo servizio lanciato da eXtrapola, società italiana specializzata nel monitoraggio internet, in collaborazione con Intext, software che sviluppa media analysis.

neXtra è un’efficace lente di ingrandimento sul web. Uno strumento flessibile di misurazione della visibilità on line che permette di registrare i “picchi” di visibilità, evidenziarne gli argomenti associati, analizzare la distribuzione sulle fonti, misurare il “valore economico” della comunicazione on line e il suo allineamento con gli obiettivi di comunicazione, confrontare le proprie performance con quelle dei competitor. Passaparola.

labeblog1

[inizio post autoreferenziale]

labelab è un’azienda di amici situata a Ravenna che dal 2001 si occupa di gestire 3 portali tematici (rifiutilab.it, acqualab.it, energialab.it), oltre che di realizzare consulenze ad enti ed aziende su rifiuti, acqua, energia e sviluppo sostenibile. Nel 2008 labelab ha organizzato uno dei più importanti avvenimenti italiani sul tema dello sviluppo e dell’ecologia (Ravenna 2008), in cui sono state presentate centinaia di buone pratiche in una sorta di fiera/festival “a cielo aperto” su rifiuti, acqua ed energia.
La necessità di incrementare e rendere sempre più “trasparente” e “bidirezionale” la comunicazione dell’azienda ha portato il management a valutare lo strumento del blog come piattaforma ideale attraverso la quale avviare e proseguire un dialogo con clienti, utenti finali, stakeholder, giornalisti, curiosi, simpatizzanti e non.
Da oggi è così possibile interagire in maniera “non mediata” (i commenti sono aperti) con l’azienda a www.labelab.it/blog. Il blog metterà in evidenza le principali novità “corporate”, gli eventi, le nuove realizzazioni di labelab in termini di prodotti e servizi, le tendenze e le news dal mercato e dal mondo dell’acqua, dell’energia e dei rifiuti.
Labeblog nasce quindi con l’intento di diventare un’agorà in cui confrontarsi e scambiare idee, opinioni, realizzazioni, progetti: a supportare la vocazione “sociale” dell’azienda sono anche i canali YouTube, Twitter, Facebook e Flickr, affinchè la condivisione di materiali riguardi davvero tutto l’universo di labelab.

[fine post autoreferenziale]

Mi hanno recentemente interpellato per un servizio su “blog & comunicazione”, apparso ora su Pubblicità Italia.

Sono contento che la giornalista abbia riportato il mio concetto relativo allo “scendere dal piedistallo” da parte delle aziende che stanno sperimentando nuove forme di comunicazione “informale”…

Qui sotto c’è uno stralcio…

 

Qualche tempo fa ho parlato dei rapporti fra comunicatori e giornalisti, non sempre idilliaci.  Oggi voglio scrivere qualche nota sui rapporti tra uffici stampa e blogger.

Al di là del floklore e delle leggende metropolitane, giova ricordare che il blogger non sempre è un giornalista e che un blog non è un giornale. Banalità? Forse. Però spesso i comunicatori, soprattutto quelli più giovani e meno avvertiti, si dimenticano che un blog vive, sperimenta e mette in atto dinamiche totalmente diverse da quelle di una testata registrata. Un blog è uno strumento di condivisione e di comunicazione, certo. Ma anche una piazza nella quale l’Autore – editore di se stesso – scrive liberamente di ciò che preferisce. Senza commistioni e forzature promo-pubblicitarie. Senza filtri. Spesso in maniera totalmente non mediata.

Talvolta i comunicatori che scrivono ai blogger non hanno mai letto un blog (sembra strano ma è così, moltissimi non hanno alcuna familiarità con i network sociali e tantomeno con alcune forme elementari di messaggistica). Pochissimi hanno un proprio blog, anzi sarebbe interessante farne un censimento: conosco al massimo una decina di PR e communication manager che bloggano…

Il blog è la piazza della conversazione: è impensabile cercare di relazionarsi con un blogger con un atteggiamento formale, unidirezionale, univoco, monomediale, monocorde. Occorre invece scendere dal famoso piedistallo, inziare a leggere ed ascoltare…PER CAPIRE…

Occorre appassionarsi alle conversazioni, e poi magari partecipare … commentare … studiare … ed anche creare contenuti…veri contenuti…

A mio parere non serve e non basta erogare i cosiddetti “social media press release”, ossia comunicati stampa in versione duepuntozero infarciti di link e contributi interattivi, multimediali e “sociali”: è l’atteggiamento che fa la differenza. Conosco blogger e giornalisti che non sono minimamente interessati a questi comunicati in salsa “social”. Loro cercano un contenuto “notiziabile”, un’informazione interessante, un’eventuale “esclusiva”, uno scoop. La forma spesso, invece, travalica il contenuto.

Come dice spesso Luca Conti, una strategia di comunicazione “sociale” richiede tempo e pazienza. Hanno le aziende tutta questa pazienza? Sono pronte ad aspettare per vedere i primi frutti? Hanno interesse a dialogare in modo nuovo? Sono pronte le agenzie di comunicazione a supportare le aziende in questo cammino non facile?

Sempre meno timidamente le aziende si aprono alla conversazione con la cosiddetta blogosfera.

Leggo critiche e osservazioni, assisto a discussioni da spettatore emotivamente coinvolto e poi noto che un marchio “tradizionale” e tipicamente ”old economy” come Audi sta organizzando un evento riservato ai blogger, il Blog driver day.

Onore al merito per aver espresso chiaramente l’intento dell’operazione, perchè di operazione PR si tratta chiaramente:

Blog Driver Day è un evento appositamente pensato per tutti coloro che nella Rete sono in grado di diffondere opinioni e pareri ed esprimono giudizi in modo assolutamente indipendente e obiettivo

Molto valido ed interessante il tentativo di comunicare e interagire con i cosiddetti media sociali, che Audi reputa “interlocutori validi e affidabili”. Meno bello (e ancora pienamente “old economy”) il fatto che l’evento sia a numero rigorosamente chiuso e ad invito: ora che non c’è più BlogBabel come avranno fatto a stilare l’elenco dei partecipanti? :-)

In bocca al lupo ad Audi, comunque, e che la conversazione abbia inizio.

glob_logo.gif 

Finalmente il 4 aprile ritorna on air un programma TV intelligente (no, non è sempre un ossimoro…) fatto da una persona intelligente: si tratta di Glob, l’Osceno del Villaggio, condotto dal bravo Enrico Bertolino.

Si parlerà di comunicazione.

Con l’aiuto di bloggers, giornalisti, musicisti e scrittori, comici e personaggi televisivi, Enrico Bertolino analizza i fenomeni mediatici più interessanti dei cinque continenti: dai programmi televisivi più innovativi alle campagne pubblicitarie, dalla divulgazione scientifica al bon ton nei salotti televisivi, dalla galassia internet agli archivi Rai, senza tralasciare la stampa nostrana e quella internazionale, decifrando i messaggi ambigui che rischiano di deformare la realtà producendo esiti comici e paradossali e - col contributo settimanale di Blob di Enrico Ghezzi  e del suo sguardo irriverente sulla tv italiana - assieme al pubblico straniero in studio, accompagna in una ironica e puntuale analisi di tutto ciò che fa comunicazione, attraverso interviste, schede di approfondimento e rubriche settimanali.

Il programma si apre anche ai contenuti generati dagli utenti: nella sezione YouGlob è possibile caricare il proprio spot elettorale. Dopo avere visto (via negroski) il video I’m PD, si avverte vieppiù il bisogno di veri “spot fasulli”…

 haring1.jpg

Periodo impegnativo: viaggi, eventi, persone da incontrare, business da avviare, strade da battere, in Italia ma soprattutto all’estero.

Ultimamente ho un pò trascurato e “tradito” questo blog.

Mi sono sentito anche in colpa.

Perchè bloggare è diventato per me un dolce impegno, un’attività fisiologicamente inevitabile.

Solo un anno e due mesi fa tutto questo non c’era … e ora non si può e non si deve tornare indietro … perchè non si può rinunciare a queste utili e fantastiche conversazioni in Rete: tutto questo cerco di trasmettere alle persone e alle aziende che vedo … “non si può non conversare”, è troppo importante utilizzare forme “nuove” di comunicazione come i blog e altri social network … l’opportunità è troppo “golosa”, i rischi – se possiamo usare questo termine – minimi …

 ugc.jpg

Come definire l’ultimo libro di Henry Jenkins, Cultura Convergente? Istruttivo, interessante, provocatorio.

Jenkins ci traghetta oltre il paradigma (assai inflazionato) del web 2.0: se il 2006 ha visto molte aziende scoprire i cosiddetti contenuti generati dagli utenti, e il 2007 ha generato contraddizioni tra produttori e consumatori (con gli utenti che non hanno quasi mai tratto profitto dalle loro “creazioni”), il 2008 vedrà il tentativo di pacificazione e conciliazione attraverso la comprensione di cosa abbia valore per ciascuna parte.

E’ inevitabile. Creazioni mediali professionali generano innumerevoli contenuti “amatoriali” mentre sperimentazioni grassroot (che partono dal basso, come certi video di giovani artisti su You Tube, per esempio) possono avere esiti commerciali e commerciabili.

Nella cultura convergente i consumatori partecipano in maniera attiva alla produzione ed anche alla circolazione di contenuti. Ne parlavo qui: le aziende, grandi e piccole, assistono al proliferare di questa tendenza, talvolta ne hanno timore ma non possono più arrestarla. Grazie alla Rete il pubblico/consumatore acquisisce materiali, foto, video, immagini, contenuti e li interpreta, li rimescola, li arricchisce, li banalizza, li ridistribuisce …

Non è necessario che le aziende si buttino a capofitto in questo magma, perchè fa figo ed è fashion avere un blog o girare un video virale. Cerchiamo di far capire loro – prima – che un processo inarrestabile è cominciato. Che non si torna indietro. Che c’è una  nuova geografia mediale e sociologica.

E se davvero i mercati sono conversazioni, cominciamo ad acoltare, che è sempre buona norma nella comunicazione.

Iniziare a conversare/partecipare sarà un passo inevitabile e (più o meno) leggero.

 goodforyou.gif

Dieci anni fa o giù di lì le persone si chiedevano: “Dobbiamo usare l’email a tutti i costi?”. Poi tutti l’hanno utilizzata.

Poi le aziende si sono chieste: “Abbiamo bisogno davvero di un sito internet?”. La storia ha dimostrato di sì, per quasi ogni tipo di business.

Ora la domanda che le aziende mi pongono è: “Dobbiamo davvero aprire un blog?” …

 web2.jpg

Ho rivisto in video l’interessante presentazione fatta da Marco Montemagno, giornalista di SKY, blogger e AD di Blogosfere, al recente IAB Forum. A parte l’estrema bravura nell’esposizione e la capacità di coinvolgere un audience (geniale aver fatto alzare tutto il pubblico presente per fare un applauso a Internet…), di Marco apprezzo la chiarezza. Dal suo discorso estrapolo qui i 4 punti di forza principali del web, ed in particolare del web 2.0 …

-Distribuzione: internet è utile per tutti, bando alle criminalizzazioni che qualche grande nome del giornalismo fa in nome della notiziabilità e bando al pressapochismo di chi parla di internet senza conoscerlo … Internet è il reame della viralità e delle potenzialità, basta avere un’idea buona e questa può circolare su milioni di PC e terminali mobili …

-Condivisione: sia in termini di dati, che di persone … qui il paradigma è quello del consumatore che “costruisce” il proprio Brand, il proprio Prodotto … ottimi gli esempi dei video di Dove e di Boeing, che ha coinvolto gli utenti nella definizione delle caratteristiche produttive iniziali

-Dialogo: è cambiato il rapporto – in seno al web stesso – tra produttori e fruitori di informazioni/prodotti/beni/servizi … non possiamo più ignorare il fenomeno dei network sociali, possiamo non utilizzarli ma non far finta che non ci siano …

-Personalizzazione: il web è sempre più consumer-centrico, qualcuno usa il brutto termine “prosumer” … grazie a internet posso cucirmi addosso strumenti, reti di relazioni, contatti, posso veicolare idee e renderle concrete, senza essere un guru o uno smanettone

Un anno fa, lo ripeto spesso, non avevo un blog: ho voluto mettermi in gioco anche io, capire di più, prendere le facciate – come dice Marco – ma vivere la rete e questa sua rivoluzione. Ci ho messo la faccia e devo dire che è stato (ed è) esaltante :-)

 

Novembre: 2009
L M M G V S D
« Ago    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Flickr Photos

midnight city still

Oneonta

Untitled

More Photos

del.icio.us