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Negli ultimi mesi ho fatto almeno tre volte il giro del mondo, sono stato in Cina, a Hong Kong, a Los Angeles…
Il marchio NITHO, per cui seguo il marketing, ha varcato da tempo i confini italiani ed è stato selezionato da clienti e distributori in diverse nazioni. Una sfida faticosa, ma tremendamente affascinante.
Nel frattempo abbiamo lanciato un nuovo sito corporate, più attento alla conversazione con i giocatori (anche se c’è tantissimo ancora da fare, c’è il telaio, ora occorre mettere motore e benzina…). Abbiamo stretto un accordo con la Federazione Italiana Videogiocatori (FNIV), per sviluppare prodotti attraverso un panel di veri “tester” i quali – essendo gamer reali – ci indicano tante strade giuste da percorrere nella creazione di nuovi volanti, joypad e device vari…
E poi ci sono piccole grandi soddisfazioni, come la citazione su Engadget. Fa piacere, davvero.
Fine del momento autobiografico/celebrativo.
Ricorrono i 110 anni dalla nascita di Magritte. Un artista che apprezzo molto. Che ha molto da insegnare a noi comunicatori e markettari.
Non basta sempre dire, non basta esprimere. Bisogna saper vedere. Saper vedere prima. Saper cogliere. Astrarre. Pre-vedere.
E non sto parlando di magia o cartomanzia.
Crisi. Economica. Finanziaria. Di nervi. Si parla di recessione, si agitano fantasmi, sicuramente lo scenario mondiale non è così tranquillo.
Banche che crollano, certezze che si sgretolano. Cassandre che urlano ai quattro venti.
Passaggi. Si tratta di fasi. Di passaggi. Con un ritorno, auspicato, ad un’economia più “reale”. Magari con un volto “più umano”. Magari quella della “felicità” per dirla con Luca De Biase.
E comunque – nel corso di questi passaggi – il marketing si rivela quantomai utile. Necessario. Non banale orpello, tanto la pubblicità non serve e abbiamo già le Pagine Gialle.
Il marketing crea delle differenze. In tempo di crisi c’è selezione e solo i marchi dotati di contenuti veri alle spalle e con efficaci azioni di proposizione possono sopravvivere. In epoche di contrazione dei mercati e dei consumi solo i marchi forti vivono. Forti non significa necessariamente danarosi e con grandi possibilità di investimento. Forti vuol dire ricchi di idee.
Le idee - per dirla con Hegel – hanno mani e piedi.
Lo ha detto Albert Einstein. Da un pò non scrivevo qui sopra. Non perchè mi sia disamorato. Anzi. E’ che la vita “analogica” è stata estremamente impegnativa nelle ultime settimane. Viaggi, cambiamenti, ancora viaggi. Ed ecco che volevo “tornare” con una bella frase. Che potesse significare qualcosa. Che potesse dire qualcosa.
Dobbiamo tornare a immaginare. Liberare certi anfratti del cervello pieni di ragnatele. Liberare estro, creatività. Tornare a sognare.
A far sognare.
Nel marketing, nella vita. Alla faccia di vere o presunte recessioni.













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