Buzz marketing

marzo 18, 2011 § Lascia un commento

Il buzz marketing è quell’insieme di operazioni di marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di una marca. Consiste cioè nel dare alle persone motivo di parlare circa un prodotto o servizio e nel facilitare quelle conversazioni.

La parola buzz è infatti onomatopeica e richiama il ronzio delle api: in estrema sintesi il buzz marketing rappresenta quindi la possibilità di raggiungere nel minor tempo possibile quello che viene definito “sciame”, cioè un gruppo di utenti omogeneo per interessi rispetto a un tema o a una categoria di prodotti/servizi.

Buzz marketing è dunque la strategia di coloro che, consapevolmente o inconsapevolmente, gratis o a pagamento, utilizzano il web (tramite, ad esempio, blog, forum e social network) per parlare e far parlare (o cercare di far parlare) di beni, aziende o marche.

[fonte: Wikipedia]

To blog or not to blog?

dicembre 1, 2009 § 3 commenti

Ma che succede?

Prima tutti inneggiavano al blog come lo strumento ideale per il nuovo marketing 2.0…e tutti a riempirsi la bocca di social networking, tag, You Tube e Facebook… e ora assistiamo alla chiusura di alcuni blog corporate. Alcuni anche da aziende importanti e “quotate”. Anche alcuni blogger sono uccel di bosco o hanno proprio terminato le trasmissioni…

E allora? Non è detto che la conversazione sia adatta a tutte le aziende e a tutte le persone, non è detto che il seme dell’ascolto e della condivisione possano attecchire ovunque.

Anche qui ci vuole lavoro, pazienza, tempo, dedizione… nel marketing non c’è nessuna pietra filosofale…

Intanto stiamo valutando con NITHO la possibilità di convertire ancor di più il nostro web alla conversazione on line: una sfida intrigante, rischiosa, futuribile, imprescindibile… il progetto è ambizioso e prevede diversi “country bloggers” presenti in diverse nazioni…per un mercato che per noi è diventato davvero globale…

 

immagine del designer Tom Gabor

Dalla Prima Lettera di Gianluca ai Markettari

dicembre 12, 2008 § Lascia un commento

Il marketing è morto in quanto sono esaurite le due condizioni che lo nutrivano: primo, che le persone non potessero parlare facilmente e direttamente tra loro, secondo, che il canale di trasmissione fosse concentrato, semplie e direttamente controllabile.

Da “[mini]marketing – 91 discutibili tesi per un marketing diverso”

minimarketing-cover-h300

Lucidissimo. Qualcuno lo sta già adottando come testo scolastico. Io lo stamperò e ne dispenserò piccole dosi centellinate a clienti e partner commerciali per evitare reazioni allergiche di grande portata.

Buttare benzina dove c’è già la scintilla

maggio 14, 2008 § Lascia un commento

Il solito saggio e illuminante Gianluca di [mini]marketing posta una serie di osservazioni sul concetto di conversazione in Rete.

Mi piace molto ciò che dice e lo quoto pedissequamente qui:

Bisogna però avere un approccio che non è quello classico della ‘campagna’ ma quello dell’esplorazione, dell’ascolto continuativo della rete e della velocità nell’incoraggiare o nell’unirsi a conversazioni o iniziative spontanee (sborsando anche soldi rapidi) che nascono in continuazione.

Iniziare una conversazione comporta un lavoro di ascolto e di esplorazione … non è banale mettersi in gioco in questo modo per un’azienda … non è facile smantellare concetti comunicazionali radicati in decenni di approccio monomediale e unidirezionale al mercato … è un pò un processo psicoanalitico: prima di costruire bisogna smontare quello che c’è …

Ascoltare implica umiltà.

E conoscenza del mezzo, che si realizza anche attraverso l’apprendimento step by step.

E poi basta buttare benzina dove c’è già la scintilla…

MyAir e la conversazione che non c’è

marzo 30, 2008 § 5 commenti

 myairmypiu.jpg

Marco Formento racconta le sue spiacevoli esperienze con MyAir.

Maurizio Goetz lamenta disservizi con un negozio della catena Wellcome.

Nicola Mattina vive un confronto sconcertante con l’agenzia PR della Nokia.

Alessio Jacona critica un blog tematico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Sono solo alcuni esempi, presi in Rete negli ultimi giorni.

Le aziende non sanno conversare. Le aziende non amano farlo. Spesso si improvvisano. I brand/enti citati qui sopra raramente hanno risposto alle critiche/osservazioni dei giornalisti/blogger/utenti.

Si fa un gran parlare di social network, di comunicazione 2.0, di evoluzione nell’approccio con i clienti. Dimenticando le basi. Quello che qui manca è l’ABC del marketing. Prima di vendere un progetto di comunicazione, innovativo o tradizionale che sia, ad un’azienda cerchiamo di ascoltarla. Parliamo con l’AD ma anche con il magazziniere.

Perchè la comunicazione, 2.0 o 1.0 o doppiozero che sia, è un’opportunità. Che si può cogliere o no. La Rete e i network sociali sono utili nella misura in cui si adotti un approccio coerente. Qualcuno potrebbe parlare male di noi – mi sento dire spesso dalle aziende. E io penso: se quello che dice la gente è giusto, allora questa è un’opportunità per imparare e migliorare. Se quello che dice la gente è falso, allora avremo l’opportunità di rispondere e precisare la vera versione dei fatti.

Intanto sul post di Marco Formento (quello fortemente critico nei confronti di MyAir) l’area dei commenti è tristemente vuota: perchè nessuno dell’azienda (che io sappia) ha reagito? Spiegando/giustificando i problemi? Perchè non gli hanno offerto di provare gratis alcune tratte o alcuni servizi? Perchè non hanno snocciolato cifre e statistiche che contrastano la visione totalmente negativa di Formento? Perchè – se veramente il servizio ha talvolta perso colpi e causato disagi e problemi ai viaggiatori – non hanno fatto un “mea culpa” pubblico annunciando miglioramenti/implementazioni/cambi di rotta/poltrona? Il problema, peraltro, non sembra essere stato solo di Marco …

Dove sono?

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