The obstacle is the way

giugno 6, 2014 § Lascia un commento

obstacle

 

 

 

 

 

 

E’ uscito da poco il nuovo libro di Ryan Holiday, media strategist che in qualche modo sento affine.

La tesi è – parafrasando Marco Aurelio – che l’impedimento all’azione possa favorire il progredire dell’azione stessa. E’ l’ostacolo ad essere la via, lo strumento per superare i problemi e le difficoltà.

QUI c’è un bel post su Arnold Schwarzenegger, interessante lezione e analisi sulla capacità di trasformare i problemi in opportunità.

QUI sotto una presentazione con alcuni punti salienti del testo e alcuni consigli pratici.

Marketing, commercio e segmentazione

settembre 6, 2013 § Lascia un commento

coop - Copia

Calvino, Bin Laden e cuoche sovietiche

dicembre 19, 2012 § Lascia un commento

italocalvino

Ripropongo qui – un poco off topic – un mio pezzo pubblicato da Mentelocale il 9 ottobre 2001, undici anni fa, ma soprattutto un mese dopo l’attentato al World Trade Center di New York. La fine del mondo siamo noi, se diamo fiato alle trombe dell’intolleranza…

L’inquietante scenario internazionale che si sta delineando non induce certo alla speculazione dotta. Però è facile dimostrare che anche un approccio apparentemente “innocente” alla letteratura, ci porta a parlare di tematiche sociali. I grandi scrittori raramente sono avulsi dal contesto in cui operano e creano.

Prendiamo ad esempio Il Cavaliere inesistente di Italo Calvino, un romanzo del 1959. È uno dei più noti libri dello scrittore ligure: appartiene al ciclo de I nostri antenati, che comprende anche Il visconte dimezzato e Il barone rampante. Si tratta di una rivisitazione parodistica e grottesca dell’Ariosto. Il protagonista di Calvino non è un paladino invincibile, come i guerrieri tratteggiati nell’Orlando furioso, guerrieri di alta stirpe e nobiltà, combattenti dal duello facile, ma Agilulfo, il “cavaliere inesistente” appunto, un’armatura vuota che si comporta come una persona in carne e ossa. E’ accompagnato dal suo scudiero, il (poco) fido Gurdulù, incosciente del suo esistere ed essere. I due sono al centro di avventure fiabesche, che portano all’estremizzazione le immagini e gli stilemi di per sé fantastici dei poemi cavallereschi.
Calvino ne prende in prestito la cornice: la lotta tra cristiani e “infedeli”, con i primi convinti della loro presunta “superiorità” sui secondi, superbi ma scalcinati come un’armata Brancaleone.

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La selezione naturale del mercato videoludico [modalità autocelebrativa: ON]

luglio 18, 2012 § Lascia un commento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[intervista resa da me e dal mio collega “inventore di prodotti” Jari Zenoardo a Gamestore, magazine b2b del mondo videogames, all’ultimo IDEF di Cannes, fiera leader per il Sud Europa per quanto concerne il mercato videoludico. Sorriso certamente markettaro, ma parole certamente sentite e “credute”]

Risparmiare il tempo

agosto 26, 2011 § 2 commenti

Chi smette di fare pubblicità
per risparmiare soldi,
è come se fermasse
l’orologio
per risparmiare il tempo.

Henry Ford

Relazioni pubbliche in tempo di crisi

agosto 27, 2010 § Lascia un commento

Ne sono convinto: è in momenti di crisi che occorre tenere duro e serrare le fila.

Non si può fare – come tante aziende unopuntozero e anche qualcuna fintamente duepuntozero – retromarcia ora. Non ha senso tagliare i budget per comunicazione e marketing. E’ come togliere la benzina dalla propria macchina. E’ come smettere di respirare.

Per un pò si può fingere, poi si crepa.

[ps: la vignetta – trovata in Rete – è ovviamente di Altan.]

Marketing e comunicazione in caso di crisi

novembre 4, 2008 § 3 commenti

crisi

Crisi. Economica. Finanziaria. Di nervi. Si parla di recessione, si agitano fantasmi, sicuramente lo scenario mondiale non è così tranquillo.

Banche che crollano, certezze che si sgretolano. Cassandre che urlano ai quattro venti.

Passaggi. Si tratta di fasi. Di passaggi. Con un ritorno, auspicato, ad un’economia più “reale”. Magari con un volto “più umano”. Magari quella della “felicità” per dirla con Luca De Biase.

E comunque – nel corso di questi passaggi – il marketing si rivela quantomai utile. Necessario. Non banale orpello, tanto la pubblicità non serve e abbiamo già le Pagine Gialle.

Il marketing crea delle differenze. In tempo di crisi c’è selezione e solo i marchi dotati di contenuti veri alle spalle e con efficaci azioni di proposizione possono sopravvivere. In epoche di contrazione dei mercati e dei consumi solo i marchi forti vivono. Forti non significa necessariamente danarosi e con grandi possibilità di investimento. Forti vuol dire ricchi di idee.

Le idee – per dirla con Hegel – hanno mani e piedi.

Dove sono?

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