Haiku

aprile 18, 2011 § Lascia un commento

L’haiku (俳句, pronuncia giapponese /haikɯ/ con tono basso su /ha/ e tono alto su /ikɯ/, e opzionalmente con abbassamento tonale alla fine, nella catena parlata; pronuncia italiana /'(h)aiku/ o /(h)ai’ku/) è un componimento poetico nato in Giappone, composto da tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe.

L’haiku fu creato in Giappone nel XVII secolo, ma deriva dal tanka, componimento poetico di 17 sillabe che risale già al IV secolo. la numerazione dei versi dipende dal contenuto dell’haiku, purché sia sempre di 17 sillabe.

L’haiku è una poesia dai toni semplici, senza alcun titolo, che elimina fronzoli lessicali e congiunzioni, traendo la sua forza dalle suggestioni della natura e delle stagioni: per via dell’estrema brevità la composizione richiede una grande sintesi di pensiero e d’immagine. Soggetto dell’haiku sono scene rapide ed intense che rappresentano appunto, in genere, la natura e le emozioni che esse lasciano nell’animo dell’haijin (il poeta). L’ultimo verso è, tradizionalmente, il cosiddetto riferimento stagionale (kigo), cioè un accenno alla stagione che definisce il momento dell’anno in cui viene composta o al quale è dedicata.

La mancanza di nessi evidenti tra i versi lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni, quasi come una traccia che sta al lettore completare. [Fonte: Wikipedia]

L’immaginazione è più importante della conoscenza

ottobre 30, 2008 § 2 commenti

Lo ha detto Albert Einstein. Da un pò non scrivevo qui sopra. Non perchè mi sia disamorato. Anzi. E’ che la vita “analogica” è stata estremamente impegnativa nelle ultime settimane. Viaggi, cambiamenti, ancora viaggi. Ed ecco che volevo “tornare” con una bella frase. Che potesse significare qualcosa. Che potesse dire qualcosa.

Dobbiamo tornare a immaginare. Liberare certi anfratti del cervello pieni di ragnatele. Liberare estro, creatività. Tornare a sognare.

A far sognare.

Nel marketing, nella vita. Alla faccia di vere o presunte recessioni.

Immagine Vs. Immaginazione

gennaio 5, 2008 § 3 commenti

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E’ un pò come nel sesso.

L’uomo, il Maschio, è più attento all’immagine. Al dettaglio. Al singolo elemento materiale. Ad un approccio visivo, tangibile.

La donna, la Femmina, si appella invece all’immaginazione. Alla fantasia. Alla scoperta. Alla riflessione. Alla partecipazione. Alla collaborazione.

Il marketing che vorrei è più femminile che maschile. Più immaginazione e meno immagine.

Viva le donne, viva il marketing.

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