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indromontanelli_lettera22

Cara Grande Azienda Tradizionale Attiva nel Comparto del Largo Consumo,

ti ricordi? Ti ho scritto qualche mese, era luglio, e fuori impazzava la calda estate rivierasca. Oggi un freddo autunno ha preso il posto di quel sole, ed anche il vento dell’economia soffia burrascoso portando sentori pesanti di crisi. Ne parlano tutti. Ma io non ci credo. Non credo che tu ti sia spaventata e quindi abbia rinunciato al tuo Progetto di lanciare in pompa magna il tuo settore on line.

E’ proprio in momenti di recessione, o comunque di crescita rallentata, che occorre tirare fuori il meglio del nostro armamentario. Ti sei affermata nel corso di un secolo utilizzando strumenti tradizionali e hai resistito senza particolari problemi a guerre, crisi, crolli della borsa, venti contrari, andamenti negativi e fantasmi vari. Perchè il tuo settore non conosce crolli e rallentamenti veri. Perchè è difficile che si torni indietro.

In questo momento – in cui tutti, a torto o a ragione, trasudano negatività – occorre dare un segnale. Continuare a investire. Dare corso al tuo Progetto. Investire sul futuro. Perchè tu un futuro ce l’avrai. E il futuro non è sulla carta ma si costruisce su bit e protocolli TCP/IP. Il futuro è la conversazione, il dialogo, l’interazione con i tuoi clienti. Che – volente o nolente – dovrai giostrare su internet.

Mostrandoti sempre più “trasparente” e aperta, aprendo un blog corporate in cui dare voce a pareri e commenti, anche negativi. Hai timore di perdere il controllo di quello che la gente dice di te? Il fatto è che non hai mai avuto il controllo di quello che la gente dice di te. La gente ha parlato di te per anni. E ora ha aperto dei blog e usa strumenti “sociali” per comunicare. Non possiamo controllare la gente. Ma possiamo entrare anche noi a far parte di questa conversazione. E fornire anche la nostra versione della storia!

Lo ripeto spesso: se la gente che esprime commenti negativi su di te/noi è nel giusto, allora questa è un’opportunità per imparare e migliorare. Se la gente esprime commenti negativi che ritieni/riteniamo incorretti, allora avremo l’opportunità di rispondere e precisare la nostra visione dei fatti.

In ogni caso non ha senso rinunciare.

Se riuscirai a superare questo empasse allora potremo fare belle cose, io ci sono, lo sai

(sempre tuo) affezionato markettaro

Come misurare il valore e l’efficacia di una campagna di comunicazione e PR in Rete? Sulla carta stampata è facile, basta tener conto dei millimetri quadrati ottenuti, mentre sul web non è così immediato.

Ci ha pensato eXtrapola a colmare la lacuna, ideando PixelQuadrato, un sistema che prende come riferimento il pixel, e implementa un algoritmo semplice, innovativo e “open”.

Qui tutti i particolari.

 myairmypiu.jpg

Marco Formento racconta le sue spiacevoli esperienze con MyAir.

Maurizio Goetz lamenta disservizi con un negozio della catena Wellcome.

Nicola Mattina vive un confronto sconcertante con l’agenzia PR della Nokia.

Alessio Jacona critica un blog tematico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Sono solo alcuni esempi, presi in Rete negli ultimi giorni.

Le aziende non sanno conversare. Le aziende non amano farlo. Spesso si improvvisano. I brand/enti citati qui sopra raramente hanno risposto alle critiche/osservazioni dei giornalisti/blogger/utenti.

Si fa un gran parlare di social network, di comunicazione 2.0, di evoluzione nell’approccio con i clienti. Dimenticando le basi. Quello che qui manca è l’ABC del marketing. Prima di vendere un progetto di comunicazione, innovativo o tradizionale che sia, ad un’azienda cerchiamo di ascoltarla. Parliamo con l’AD ma anche con il magazziniere.

Perchè la comunicazione, 2.0 o 1.0 o doppiozero che sia, è un’opportunità. Che si può cogliere o no. La Rete e i network sociali sono utili nella misura in cui si adotti un approccio coerente. Qualcuno potrebbe parlare male di noi – mi sento dire spesso dalle aziende. E io penso: se quello che dice la gente è giusto, allora questa è un’opportunità per imparare e migliorare. Se quello che dice la gente è falso, allora avremo l’opportunità di rispondere e precisare la vera versione dei fatti.

Intanto sul post di Marco Formento (quello fortemente critico nei confronti di MyAir) l’area dei commenti è tristemente vuota: perchè nessuno dell’azienda (che io sappia) ha reagito? Spiegando/giustificando i problemi? Perchè non gli hanno offerto di provare gratis alcune tratte o alcuni servizi? Perchè non hanno snocciolato cifre e statistiche che contrastano la visione totalmente negativa di Formento? Perchè – se veramente il servizio ha talvolta perso colpi e causato disagi e problemi ai viaggiatori – non hanno fatto un “mea culpa” pubblico annunciando miglioramenti/implementazioni/cambi di rotta/poltrona? Il problema, peraltro, non sembra essere stato solo di Marco …

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Dieci anni fa o giù di lì le persone si chiedevano: “Dobbiamo usare l’email a tutti i costi?”. Poi tutti l’hanno utilizzata.

Poi le aziende si sono chieste: “Abbiamo bisogno davvero di un sito internet?”. La storia ha dimostrato di sì, per quasi ogni tipo di business.

Ora la domanda che le aziende mi pongono è: “Dobbiamo davvero aprire un blog?” …

Simpaticissimo striscione comparso recentemente in curva allo stadio…

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Siamo allo sdoganamento del WWW dalla propria nicchia, come suggerisce Maurizio Goetz?

 

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Kissing the frog to get the prince is a waste of a perfectly good frog~

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