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Via IMlog segnalo questa ricerca di Pundo3000 che ha effettuato un’impietosa comparazione tra le immagini dei prodotti sulle confezioni o nelle pubblicità e le corrispettive reali. Qui di seguito un video riassuntivo.

 

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Questa volta non parlerò di Mistubishi - mi stupisci ma di alcuni claim che ho coniato io.

Quando lavoravo per Fondocasa, in qualità di responsabile marketing dell’agenzia di pubblicità della Holding.

Con tenerezza - ed anche con una punta di orgoglio - ho scoperto che diversi claim creati a suo tempo (2002-2004) sono ancora usati da un’azienda così importante, protagonista del franchising immobiliare in Italia.

Ed ecco che “mille soluzioni per comprare e vendere casa” resiste ancora nella head banner del portale. Avevo pensato che chi compra casa spesso affronta paure e problemi, anche ingenti. Ed ecco il bisogno di una consulenza onesta e leale. Non potento copiare il bellissimo “La tranquillità di fare centro” di Tecnocasa (leader assoluto in Italia nel franchising), sono andato su un più generico “mille soluzioni”.

Anche la rete di agenzie finanziarie e di muto casa (Mavrefin) conserva il claim “soddisfa la tua voglia di casa”. Casa intesa come edificio e luogo fisico, ma più facilmente come luogo dell’anima, come focolare domestico che è possibile vivere ed avere grazie ai mutui di Mavrefin.

Anche lo slogan della ricerca di personale, problema annoso di tutte le reti immobiliari, in cui c’è un grande turnover, è rimasto lo stesso: “Trovare lavoro è troppo difficile? In Fondocasa il lavoro c’è!”. Forse con una vaga allusione a tanti bamboccioni che si lamentano di non trovare lavoro salvo poi non “sporcarsi” le mani partendo da un lavoro oscuro e faticoso come ad esempio l’acquisitore immobiliare, quello che suona i campanelli…

Tutti slogan semplici, quasi banali, direi … slogan che - resistendo nel tempo - dimostrano che diverse cose buone ho lasciato dietro di me…

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L’ultima ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen lo afferma in modo molto sicuro: il 54% degli italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) ormai preferisce internet al caro vecchio piccolo schermo.

Il campione intervistato (3000 famiglie, circa 7000 persone) sembrerebbe (ma il condizionale è d’obbligo in questo tipo di indagini) assai rappresentativo dell’intera popolazione italiana. Popolazione che naviga in Rete proprio nel “prime time”, ossia tra le otto e le undici di sera, vecchia roccaforte della TV generalista. E non si tratta solo di giovani smanettoni, ma anche di adulti e di persone più mature, come conferma Giuliano Noci, capo del team del Politecnico: “Tutti pensano - spiega - che il world wide web possa soppiantare il piccolo schermo solo tra gli adolescenti, quelli che magari abitano nelle grandi città. E’ falso. Avete presente la famosa casalinga di Voghera? Ebbene, oggi è lei che naviga di sera. Ed è questo il dato più eclatante della ricerca.”

Piccole osservazioni:

-ci stupiamo, ed è giusto, ma lo stupore deriva dall’anomalia - tutta italiana - di un pubblico che solo ora sta maturando (e anche molto velocemente) e sta differenziando le proprie scelte mediatiche e cultutali

-ci stupiamo perchè solo da noi in Italia oltre il 50% degli investimenti pubblicitari è catalizzato dalla TV … ma ancora per poco…

-la Rete non sostituirà completamente la TV generalista, piuttosto la completerà e offirà un panel di scelte alternative e innovative a giovani e vecchi fruitori

-la crisi della TV non è dovuta solo e unicamente al “nuovo che avanza”, ma ad un declino - tipicamente italiano - dei contenuti proposti: quiz, reality, tette e culi forse hanno un pò stancato…

-un cambiamento radicale è comunque in atto, nonostante comunque oltre un terzo della popolazione italiana resti fedele alla TV. Popolazione che, come sottolinea Tessarolo, ha per oltre il 60% solo la licenza media… ed è ora di finirla con un Sistema che droga la gente mantenendo l’italica stirpe nella maggior ignoranza possibile

-a quando un Sistema che incoraggi e finanzi nuove iniziative di comunicazione ed erogazione di contenuti di qualità?

-a quando una vera TV di “servizio pubblico”?

-le aziende non possono più ignorare che la gente si sta spostando letteralmente sul web … ed è lì che occorre pianificare attività di comunicazione coerenti che adottino e imparino il linguaggio del web…

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Un’agenzia di pubblicità belga sta lanciando la nuova tratta ferroviaria Eurostar Bruxelles - Londra attraverso una serie di immagini ironiche (e talvolta “forti”) che mettono alla berlina i più comuni stereotipi britannici. Qui il campionario completo, con il coro dei “pro” e dei “contro”. Divertente lo slogan: Attenzione! Londra è all’angolo della strada

Via Negroski.

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Bella idea di Allianz … Questa non è una pipa, recita la pubblicità, con evidente riferimento al celeberrimo quadro di Magritte … e poi aggiunge Questo è un aggeggio che compromette i bronchi in modo fatale … Finale con il claim Hopefully Allianz health insurance …

Lo hanno fatto anche con Il Martello (…questo è un comune distruttore di dita), la Banana, La Tegola …

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Leggo su Panorama Economy che H&M ha inserito dei codici a barre sui suoi annunci e cartelloni pubblicitari. Così il consumatore può, con il proprio cellulare, scansire tale codice e, dopo la lettura ottica, essere indirizzato ad un menu interattivo dove potrà scegliere taglia, colore e pagare sempre tramite il device mobile.

Bel modo per H&M di trasformare qualsiasi ambiente (anche un angolo di trada malfamato, o il muro di un metro) in un potenziale punto di vendita. Shopping-follia o innovazione al cubo?

 

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