Netizen 2012, la nuova fotografia delle web tv italiane

febbraio 17, 2012 § Lascia un commento

 

 

 

 

 

Ricevo dall’amico Giampaolo Colletti e pubblico..

Meno amatorialità e più business. Il settimo rapporto Netizen, realizzato dall’osservatorio Altratv.tv, fotografa una rete italiana più matura. Le web tv esperienza di cittadinanza attiva digitale “dal basso” raggiungono quota 590. In testa Lazio (102), Lombardia (85), Puglia (63) e Emilia-Romagna (53).

Cresce l’imprenditorialità: aumentano gli investimenti e i profitti grazie a social network, devices mobili e piattaforme di videosharing. La tv generalista fa meno tendenza, si guarda a mobile (45%) e DTT (39%).

Le micro web tv sono aumentate in maniera minore rispetto allo scorso anno, registrando una crescita del +11% (nel 2011 se ne contavano 533 con un aumento del +52% sull’anno precedente), ma appaiono più strutturate e con obiettivi più chiari. Ci si occupa di cultura (57%), sport (36%), politica (31%) e cronaca (26%). E crescono i canali verticali (oltre un terzo, 36%).

Così le antenne nate per caso o per passione si trasformano in vere e proprie start up. È possibile ricevere il rapporto Netizen via mail previa compilazione del form online. La ricerca annuale è ideata e promossa da Altratv.tv, osservatorio interuniversitario nato a Bologna nel 2004 e oggi vero e proprio network delle web tv italiane: la mappa interattiva pubblicata in home page recensisce 590 “antenne” e consente di navigarle con un semplice clic nell’area geografica di interesse.

Rapporto Netizen 2010: ecco l’identikit delle micro web TV italiane

gennaio 3, 2011 § Lascia un commento

Dal comunicato stampa AltraTV:

Si attesta al +52% il tasso di crescita delle micro web tv italiane, in un 2010 che vede salire la quota dei canali a 436 unità, rispetto alle 286 del 2009. Questo il dato più eclatante dell’annuale monitoraggio Netizen 2010, dedicata agli Internet Citizen, ovvero i cittadini digitalizzati videomaker. La ricerca è promossa dall’osservatorio Altratv.tv ed effettuata da un team di ricercatori che hanno intervistato i canali italiani.
Tutte le antenne sono geolocalizzate nella mappa aggiornata pubblicata su http://www.altratv.tv e navigabili direttamente dall’home page.

La ricerca fa emergere innanzitutto la piaga del digital divide: soltanto poco più della metà delle micro web tv intervistate dichiara di trovarsi in una zona del paese totalmente coperta da banda larga (59%). Oltre un terzo trasmette da aree coperte solo in parte (35%), mentre c’è anche chi fa informazione sul web con un’assenza totale di banda larga (6%).

Informazione territoriale (37%) e promozione (32%) appaiono ancora le leve maggiori che muovono i canali e le loro produzioni. In crescita la percentuale relativa alla presenza di canali tematici con proprie specificità (26%), ovvero canali legati a temi specifici e che animano community con identità ben delineate.

In miglioramento anche il rapporto di queste antenne con la Pubblica Amministrazione, con la quale la maggior parte ha un rapporto basato sul riconoscimento e collaborazione (34%). In crescita anche il numero di micro web tv che intrattiene rapporti economici con realtà private (19%), mentre i finanziamenti pubblici (europei o PA) sono ancora pochi (2% e 9%).

Piccole realtà, che registrano accessi fino a 3.000 utenti unici al mese (43%) – anche se un considerevole 20% si inquadra in una forbice compresa tra i 7.000 e i 10.000 accessi unici mensili – con gruppi di lavoro tra 1 e 5 membri, la cui età media tende ad elevarsi. Team maturi, dai 31 ai 40 anni (44%), appassionati di comunicazione e nuove tecnologie, che decidono di intraprendere l’avventura delle micro web tv.

La multicanalità appare il trend emergente di questo 2010 che vede crescere la scelta della ibridazione di formati e piattaforme. Le micro web tv intervistate associano al canale web-visivo altri prodotti web-oriented, anche di tipo tradizionale: si tratta nella maggior parte dei casi (68%) di blog, ma consistenti sono anche le percentuali relative ai webzine (21%) e a web radio (12%).

I contenuti trasmessi vengono ancora confezionati utilizzando per lo più format noti al piccolo schermo. Scende, tuttavia, la percentuale relativa a tg e servizi giornalistici (16%). Crescono, invece, documentari
e reportage (16% e 17%). Sempre alta la percentuale di interviste presenti, scelte per la semplicità e immediatezza del formato (20%). Dato interessante: la presenza di rubriche, talvolta format specifici del canale e identificativi dello stesso (25%).

[foto da blog.ultrastudio.it]

Web TV a confronto con “Paese che vai”

novembre 29, 2010 § Lascia un commento

Ritorna – mi segnala l’amico Giampaolo Colletti – il meeting nazionale delle micro web tv italiane “Paese che vai“, giunto al quarto anno. L’appuntamento è a Milano all’Università IULM tra quattro giorni, giovedì 2 e venerdì 3 dicembre 2010.

Nel meeting sono previsti incontri sui linguaggi del giornalismo in rete, sui modelli di business e soprattutto sui temi di regolamentazione, dopo la vittoria conseguita a seguito dei pronunciamenti AgCom sui regolamenti attuativi del Decreto Romani.

Al primo giorno tavola rotonda sui media indipendenti e panel specifici sui media degli stranieri, sulle antenne della solidarietà, sulle web tv di denuncia. Tra i tanti relatori del meeting Piero Gaffuri (Rainet), Axel Fiacco (MTV), Marco Pratellesi (Conde Nast), Luigi Casillo (Sky), Pieranna Calvi (Sipra), Carlo Freccero (Rai4), Federico Ferrazza (Wired). Sono attesi 180 videomaker in rappresentanza dei molti canali accesi sul web. Durante il meeting avverrà la premiazione dei Teletopi 2010, gli oscar delle micro web tv italiane. Presidente di giuria 2010 è Carmen Lasorella, che assegnerà i premi.

Il meeting è promosso dall’osservatorio Altratv.tv e dalla federazione delle micro web tv FEMI. E’ supportato da Nòva24-Sole24Ore, Università IULM, Vodafone, Eutelsat, Ipazia Preveggenza Tecnologica, The Blog TV, Movi&Co.

Le micro web TV italiane a confronto in “Paese che vai”

maggio 19, 2009 § Lascia un commento

paese-

L’amico Giampaolo Colletti, esperto di web TV, mi segnala questo evento a Milano, il 22 e 23 maggio:

Torna a riunirsi l’Italia raccontata attraverso le sue mille televisioni online irradiate via Internet. Tutte rigorosamente fatte in casa. Ai nastri di partenza la seconda edizione di “Paese che vai”, meeting che chiama all’appello tutte le micro web tv italiane realizzate da cittadini videomaker per passione.

I lavori inizieranno all’Università IULM (Milano, via Carlo Bo – fermata Romolo linea MM 2) venerdì 22 maggio alle ore 10 e proseguiranno anche sabato 23.
Oltre a questa due-giorni, il programma di “Paese che vai” prevede nei prossimi mesi l’organizzazione di una vera e propria rassegna dei video tratti dai vari web-palinsesti e votati da addetti ai lavori. A novembre 2009, poi, ci sarà l’evento di premiazione finale.

Paese che vai intende riunire le web tv raccontate su Nòva24-Sole24Ore nella rubrica “Storie di ordinaria programmazione e recensite su Altratv.tv.
Trentotto sono i canali online “dal basso” provenienti da ogni parte d’Italia che animeranno il meeting in programma all’Università IULM. E quasi un’ottantina prenderanno parte alla successiva rassegna, presentando un video tratto dal proprio palinsesto televisivo.

“Duemilanove, la tv altrove”: è questo lo slogan scelto per il secondo anno.
Class action sui generis. Le micro web tv, come realtà editoriali e di pubblica utilità informativa, raccoglieranno le firme per presentarsi ai players del mercato della distribuzione della banda per proporre una connessione forfetizzata domestica e-o mobile (entro un certo preventivato consumo). La richiesta si inserisce nella lotta al digital divide, che affligge ancora alcuni territori periferici.

Il progetto, ideato da Giampaolo Colletti (founder di Altratv.tv), si avvale della partnership di Nòva24-Sole24Ore, Università IULM, TheBlogTV, Odeon TV, Lastampa.it e Movi&Co

Per maggiori info clicca QUI

Current, la TV fatta dagli utenti

aprile 11, 2008 § Lascia un commento

Prende il via anche in Italia la TV fatta dagli utenti: si tratta di Current TV, fondata da Al Gore e affidata alle cure del valido Tommaso Tessarolo, novello direttore per le operazioni nel nostro paese.

Tommaso, esperto di web TV, è stato il fondatore di NetTV e consulente di Mediaset, la persona ideale quindi per lanciare questo progetto ambizioso anche in terra italica.

Grande spazio quindi ai contenuti video generati da film maker e non solo. Contenuti in larga misura retribuiti. La formula giusta – se funzionerà – per valorizzare e dare spunto a questa innovativa forma di fruizione/creazione di palinsesti.

 

Il Festival di Sanremo e la crisi dell’attenzione

marzo 9, 2008 § Lascia un commento

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Ha ben detto Gianluca Grignani, intervistato durante Domenica In, il giorno seguente alla proclamazione dei vincitori del Festival di Sanremo: il buon Gianluca, che non è solo un rocker apparentemente “maledetto” ma anche un artista sensibile alle nuove forme di comunicazione, ha spiegato che la crisi dei dati di ascolto del Festival di Sanremo 2008 non è imputabile solo a eventuali problemi di qualità dei contenuti ma ad un generale cambiamento del panorama  mediale. Anche in Italia.

Il pubblico si sta orientando verso nuove forme di fruizione: non è solo internet o YouTube, la geografia mediatica mostra sempre nuovi confini.

Quali sono le principali tendenze in atto? Vediamole, molto schematicamente:

-crescente frammentazione dei media e delle audience

-crisi dell’attenzione e dei modelli tradizionali di pubblicità

-centralità sempre più importante del contenuto e non del canale (qualcuno ha detto in passato che “content is the king”)

-passaggio dal concetto di “prime time” (in cui anche le “casalinghe di Voghera” hanno più monitor PC accesi che schermi televisivi) al “my time” (Babelgum, Joost e tutte le nuove forme di palinsesto “home made” e in generale il fenomeno delle web TV)

-conseguenti nuovi modelli di fruizione dei contenuti

-l’utente riveste un ruolo sempre più attivo, non solo nella fruizione e nella scelta dei contenuti, ma anche nella creazione degli stessi e nell’immissione nel circuito mediale

In fin dei conti Baudo non può ritenersi così insoddisfatto dei propri dati di ascolto. Bella consolazione, comunque.

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