Knut, l’orsetto dello zoo di Berlino: l’importanza del testimonial

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Tutti pazzi per Knut, l’orsetto polare più famoso nel mondo, balzato agli onori delle cronache perchè “adottato” dagli uomini dopo la morte della mamma. Un caso “etologico” dopo le dichiarazioni di un attivista animalista che sostiene che per il piccolo orso sarebbe stato meglio morire piuttosto che restare prigioniero delle cure – ancorchè affettuose – degli esseri umani.

Knut è anche – e lo sanno bene allo Zoo di Berlino – un formidabile testimonial, capace di richiamare l’attenzione di un nugolo di visitatori e simpatizzanti. Canzoni, gadgets, peluches … in un delirio crescente di merchandising … perchè Knut piace ai grandi e ai bambini e cosa c’è di meglio per vendere di un orso neonato senza la  mamma … ?

post scriptum semi-serio: pare che altri zoo nel mondo si stiano attrezzando per “lanciare” i propri “testimonial” … e se avesse ragione l’attivista animalista? …

2 thoughts on “Knut, l’orsetto dello zoo di Berlino: l’importanza del testimonial

  1. Io da animalista convinta penso che il piccolo Knut per ora si accorga veramente poco di quello che gli accade attorno, anche se tutta quella gente che gli fa visita ogni giorno può provocargli parecchio stress. Ad ogni modo è stato piuttosto fortunato…proprio pochi giorni fa ho visto un servizio al telegiornale che parlava dei suoi simili e delle loro condizioni precarie grazie alll’aumento delle temperature e lo scioglimento dei ghiacci…

  2. ho letto Specchio della settimana scorsa … e gli scenari sul Global Warming sono davvero preoccupanti … ma sarà poi tutto vero? Ci stiamo forse allarmando in maniera eccessiva? Perchè i tecnici sono così divisi?

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