Agenzia immobiliare 1.0

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Ieri ho rinvenuto nella mia cassetta postale l’ennesima letterina in cui l’agenzia immobiliare di turno si presenta e parla dei propri servizi. Gentile Famiglia è l’esordio … e se fossi solo? Ma va bene così, non cerchiamo il pelo nell’uovo. Un esordio comunque un pò fiacco, un pò troppo “old fashioned”. Nel senso che non mi colpisce. Io sarei più diretto, tipo Caro Potenziale Fruitore dei miei servizi oppure andrei al sodo proponendo il meglio delle mie virtù con un messaggio diretto, o lanciando un concorso oppure promettendo premi o similari. Voglio essere stupito, non annoiato. Ma di questo parliamo più avanti …

La letterina (piena di buoni propositi) annuncia l’apertura del nuovo punto vendita di zona, il punto numero 3600 di una Rete immobiliare leader e presente in tutta Europa e anche fuori. Un’enormità! Ed infatti poi parte la piccola solfa autocelebrativa … siamo i più grandi, etc etc

Ed ecco la presentazione dei servizi che SOLO la Rete in questione mette a disposizione:

la rivista specializzata, che “tira” 8 milioni di copie mensili. Strumento portentoso di promozione e anche di acquisizione di immobili. Come è noto, tutte le reti franchising (e anche gruppi più piccoli e pure l’agenzia “freelance” vicina al mio ufficio) pubblicano un mensile, con gli annunci immobiliari. Mensili che spesso sono tutti uguali e tutti ugualmente pallosi e senza valore aggiunto che non sia un’accurata (e capillare) distribuzione sul territorio. Ci vuole qualcosa di diverso: intanto mi hanno fatto pensare i video annunci immobiliari pubblicati su Youtube (qui un esempio), dove precursore e leader sembra essere l’agenzia Studio Figini di Lomazzo (CO).

una banca dati informatica. Giustamente l’agenzia in questione vanta i portenti dello scambio di richieste e offerte tra tutte le agenzie della rete. Questo concetto, ancorchè valido, mi sa un pò di New Economy e di pre-Bolla (di internet, non immobiliare). Due i motivi che mi spingerebbero ad andare oltre: 1. la necessità di parlare di più e direttamente ai consumatori, come fanno ormai anche alcuni gruppi italiani e anche agenzie non federate. Perchè non parlare di pregi (e difetti) di una zona, degli alloggi, di quello che c’è intorno, della storia dell’alloggio, dei servizi, etc etc … ? 2. la necessità di andare oltre la “zona” (qui gli agenti immobiliari all’ascolto sanno di cosa parlo: i franchising delimitano delle zone operative di esclusiva per le agenzie sul territorio) e di arrivare davvero a ad un portafoglio immobili comune, condiviso e gestibile (Frimm docet)

una rete finanziaria che – forte del proprio potere contrattuale – ottiene tassi privilegiati da proporre ai clienti. Tutte le insegne franchising hanno una rete finanziaria. Anche le singole agenzie non federate hanno partner finanziari, magari la banca della propria cittadina, che è in grado di “trattare bene” i clienti che devono fare un mutuo. Il privato stesso – che non è più un pirla come invece molti vogliono farci credere – ha la possibilità di informarsi in banca e contrattare condizioni adeguate.. Il vantaggio non è – secondo me – nel “risparmio economico” quanto nei servizi che un mediatore creditizio può offire: sveltire, snellire le pratiche, farsi carico di problemi, ritardi, incombenze burocratiche…

il sito internet. Non siamo però nel 1995: oggi anche il mio salumiere ha il sito. E magari il blog per parlare con i clienti e consigliare loro ricette o itinerari enogastronomici. E’ indubbio che il sito della Rete in questione sia il più visto d’Italia ma vogliamo parlare della sua veste grafica? Di come si pone ai clienti? Della sua “usabilità”?

La letterina si conclude (ecco il vantaggio, il “premio” per il consumatore che scegliesse i servigi dell’agenzia in questione) con la promessa di valutare gratuitamente il mio immobile qualora decidessi di venderlo … bel vantaggio! Vi do la mia casa da vendere e devo anche pagare la vostra “valutazione/consulenza”?

Nel complesso (e – si badi bene – non è un attacco personale contro la Rete in questione) un insieme di parole vecchie, stantie, che sanno di muffa. Perchè non usciamo dai soliti canoni? Dalle solite “promesse” e dalle inutili vanterie di servizi che anche l’Agenzia PincoPallo sotto casa può (più o meno) offire?

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