Operatori mobili virtuali: il caso Poste Italiane

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In Europa già da alcuni anni sono presenti i cosiddetti “MVNO” (Mobile Virtual Network Operators), aziende che – non avendo una rete telefonica proprietaria – ne prendono “in affitto” una parte costruendo una proposta commerciale e di marketing adeguata. Anche l’Italia si è finalmente adeguata, vincendo le resistenze dei carrier storici: e così Coop, Carrefour, e poi a seguire Poste Italiane, British Telecom, Mediaset, Pam, Iper, Tiscali, Virgin Italia, etc etc venderanno servizi di telefonia mobile. Se per le insegne della Grande Distribuzione si tratta di un modo intelligente di fidelizzare ulteriormente il cliente finale, è diverso il caso delle Poste, la prima società postale al mondo a lanciare servizi di telefonia.

Gli obiettivi numerici sono degni di nota: 2 milioni di clienti entro 3 anni. E soprattutto lanciare e definire i pagamenti via cellulare. In progetto un telefono con due chip, uno per la SIM telefonica e l’altro per la “carta di debito”. Il telefono di Poste consentirà di pagare le bollette, inviare comunicazioni come le raccomandate (!), comprare ticket per i mezzi pubblici e tracciare le spedizioni fatte. Un sistema “user friendly” utile a servire clienti con poca dimestichezza con le nuove frontiere dell’elettronica …

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