Tre minuti con…Vittorio Pasteris

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Prosegue la rubrica dedicata alle micro conversazioni in Rete con persone che leggo volentieri e di cui apprezzo l’approccio: oggi è la volta di Vittorio Pasteris, mi verrebbe da dire – citando Dante – “uomo di multiforme ingegno” multimediale …

1. Il “comunicato stampa” è morto?

Chi lo ha detto? Non penso proprio altrimenti dovresti pure dire che le agenzie di stampa e molti altri intermediari dell’informazione sono morti e sepolti e cio non e’. Anzi temo l’inverso. Dato che l’obiettivo di tutti e’ di produrre contenuti, e dato che coprire il teritorio del mondo dell’informnazione e’ operazione improba, si diffondono a macchia d’olio siti fatti solo di comunicati perche così si fa conteuto con fatica zero e costo uguale.
Forse il problema è come cambia il comunicato stampa. Nel senso che il comunicato stampa è sempre più ricco di contenuti a corredo di tipo multimediale, tipo www.thenewsmarket.com
 

2. Corporate blogging: cosa ne pensi? E’ “cosa buona e giusta” e lo è sempre e comunque?

Posso non ripondere ? Per corporate blogging si intende tutto e il suo contrario

3. Che cosa è per te davvero innovativo nella comunicazione odierna?

Robin Good, i blogger poco conosciuti, gli emuli in rete della radio, i nanopublishing di qualità

4. Web 2.0: una definizione “alla Pasteris”. Un’interessante mescolanza di innovazione, idee interessanti, aria fritta, marketing, strereotipi

5. Parlami dell’esperienza di “bloggante” in Stampa.it.

In effetti non esiste una versione “corporate” del sottoscrtitto. Il mio blog personale non c’entra nulla con Stampa.it. In effetti esistono due blog in Stampa che gestisco. Uno è “SOS computer“, rubrica intorno alla sicurezza informatica che va benone dato che “cattura” i problemi di molti utenti in rete. Poi c’e’ il mio blog come amministratore della comunità di blog Stampa.it. Esperienza nuova, su cui e’ ancora difficile fare bilanci.
In senso piu allargato l’esperienza di portare il blog nella redazione all’inizio e’ partita lenta ma ora sta letteralmente spopolando

6. Sul mio blog scrivo spesso che per comunicare/fare marketing non serve essere guru ma offrire il proprio meglio, con “il buon senso dei vecchi”: che ne pensi? Esatto, aggiungerei di sostituire aggettivi tipo bello e prestigioso con aggettivi tipo utile e funzionale.
Il buon senso e’ l’unica bussola possibile per fare qualsiasi cosa. I comunicatori rumorosi fanno molto rumore e casino ma subiscono il turnover. Gli altri restano

7. Sapresti in poche parole definire il tuo stile e il tuo approccio di “uomo di comunicazione” in epoca di web 2.0 e social networks?

Lineare, coerente, sotto le righe, curioso … 

One thought on “Tre minuti con…Vittorio Pasteris

  1. Pingback: Tre minuti con…Italo Vignoli « Marchètting: il marketing del buon senso

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