Marketing liquido

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Ho letto con interesse la presentazione fatta da Maurizio Goetz a SMAU ieri. Il tema, scenaristico ma di “scottante attualità” direbbe una Buonamici qualsiasi, è quello delle nuove frontiere del marketing.

Esiste una non più strisciante crisi dell’attenzione verso la pubblicità, a cui le aziende reagiscono in due modi: (a) con una comunicazione più ricca ed impattante e (b) con una comunicazione più “leggera”, attraverso l’utilizzo dei social media.

Dalla tradizionale campagna pubblicitaria assistiamo al passaggio a forme nuove, al concetto di movimento: la prima ha una durata finita ed è drammaticamente “battagliera”, il secondo mira all’evangelizzazione, alla condivisione, alla viralità, allo scambio…

Il nuovo ruolo della comunicazione non è solo quello di generare attenzione ma di coinvolgere i pubblici, le persone, gli utilizzatori, i clienti, che in qualche caso collaborano (la chiosa è mia) alla costruzione di un brand, ne decretano il successo o l’insuccesso.

Il nuovo paradigma del “marketing liquido” è quello di una comunicazione “agile” (e qui torna di nuovo l’immagine calviniana della “lightness” delle Lezioni Americane), adattiva, all’interno della quale le competenze sono rimescolate e il messaggio, proprio come l’acqua in un recipiente, si adatta ai contesti. Affascinante.

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