Il futuro dell’e-book

Ho ripescato un mio pezzo – quasi profetico – scritto per lettera.com nel lontano 2002…

In Fahrenheit 451 Ray Bradbury ci affabulò con la storia, neanche tanto paradossale, della fine del libro, sancita da un regime totalizzante e sempre più oppressivo. Ora il vecchio tomo di carta figura nuovamente sulla lista nera delle specie in estinzione, ma per altri motivi. Ad insidiarne il trono è l’e-book. Che cos’è un e-book? Come afferma Maria Isabella Viola, in uno dei tanti siti web nati con lo scopo di analizzare e divulgare questa nuova forma di trasmettere informazioni, si tratta di un testo in formato digitale leggibile attraverso un computer o un apposito apparecchio. Testo che si differenzia da un normale documento scritto attraverso un wordprocessor o da una pagina HTML per la maggiore qualità, che si avvicina a quella della pagina stampata, per la non riproducibilità (su questo punto avrei dei dubbi…), per i vantaggi derivanti da una migliore fruizione del prodotto stesso. In parole povere: un e-book sta in pochissimo spazio (un PC o un lettore dedicato ne possono contenere quantità ingenti), è aggiornabile (vantaggio particolarmente ghiotto per chi redige testi scientifici), insomma consente e anzi incentiva quell’interattività che il vecchio libro non ammette.

Sembra che il successo dell’e-book sia strettamente legato alla diffusione dei lettori appositi. Il libro va incontro, in questo modo, ad un utilizzo analogo a quello dei CD, dei DVD o degli mp3. E’ destinato forse a divenire un oggetto culturale “di massa”, per quanto ora non sia un prodotto di nicchia. Il vantaggio della nuova veste elettronica dei testi risiede forse nella possibilità di divulgare informazione in maniera sempre più verticale, senza incontrare ostacoli di alcuna natura. Ma la tecnologia sembra ancora in ritardo rispetto agli scenari prospettati: si avverte la mancanza di uno standard unico di lettura, per quanto Microsoft stia facendo i consueti tentativi di monopolizzazione.

Il libro di carta ha i giorni contati? Sembra di no. E poi vuoi mettere il fascino e la sottile malìa delle pagine stampate? Il sottoscritto ama definirsi un feticista dei volumi: ogni libro ha il suo odore, che conserva il ricordo e la memoria della sua storia. Ieri sera, aprendo le pagine di un vecchio romanzo di Calvino ritrovato nel caos babelico della mia libreria, ho avvertito il sentore tenue dell’inchiostro e saggiato i bordi consunti della copertina: la mia mente ha compiuto un viaggio a ritroso nel tempo, emozioni che un palmare ultratecnologico non mi avrebbero mai trasmesso.

[immagine da booksblog.it]

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