Ecosistemi digitali e mondo “mobile”

E’ chiaro che il modo in cui abbiamo concepito internet e gli ecosistemi digitali in genere sta cambiando. E’ chiaro che internet non è più un concetto definito e finito nel tempo e nello spazio. E che le sue ramificazioni stanno trasversalmente intersecando la nostra visione del mondo, le nostre vite e il nostro lavoro. Solo un approccio multicanale e multi-task (e multi-visione) al business e ai processi permetterà alle aziende di sopravvivere e performare.

The next big thing: sarà il mobile, e la possibilità di connettersi e vivere esperienze anywhere, anytime… lo dicevamo 10 anni fa, sembrava un mito, un sogno vago…lo ridiciamo ora, con sempre maggiore coscienza di causa, dati alla mano…

Tutto questo porta a conseguenze inevitabili.

Quoto – in merito a ciò – Giuseppe Granieri, limpido ed illuminante come al solito:

Nella tecnologia di oggi -escluse esigenze particolari- non compriamo più l’hardware, ma l’ecosistema che c’è intorno. Compriamo il mondo che ci abilita. Bezos lo ha detto esplicitamente quando ha sostenuto che «il Kindle è un servizio». E io riconosco la logica nelle mie decisioni di acquisto. Non comprerei mai uno smartphone con migliori prestazioni e un ecosistema fallimentare dal punto di visto di accesso alle risorse (app, servizi, “esperienza”, ecc.).
La grande battaglia che si conducendo sul mercato è costruita tutta su «quello che c’è intorno» e la cosa che effettivamente paghiamo è questa, non il pezzo di ferro plastica e silicio. E quando compriamo qualcosa è a questo che prestiamo attenzione. Ed è questo che ne determina il valore.
Man mano che i «consumatori» (parola bruttissima) matureranno consapevolezza di questa logica sarà interessante vedere come evolverà il mercato. E come reagiranno -se sopravviveranno- i produttori di hardware che si ostinano a vendere hardware con poco o nulla intorno. Ed è interessante anche provare a immaginare quanti ecosistemi saranno sostenibili, dato che il valore di un ecosistema è proporzionale alla massa critica che ha. Più persone lo usano, più si investe in servizi, più si sviluppano soluzioni, eccetera. Amazon, Apple, stanno dando una grande lezione. Google segue a ruota. Ma quanto spazio c’è per altri?
Sarà anche utile osservare come cambierà il nostro rapporto con la tecnologia quando diventerà invisibile e quando impareremo a concentrarci soprattutto sull’uso che possiamo farne e sui modi nuovi di far le cose che ci consente. Nei prossimi anni i dispositivi costeranno meno, la connessione sarà sempre più ubiqua e le persone che utilizzeranno la tecnologia saranno sempre di più. L’innovazione tenderà ad accelerare ancora di più.
Sarà una bella avventura.

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