Siti web “in 5 minuti” e marketing “usa e getta”

Sara’ capitato anche a voi di vedere delle pubblicita’ in giro che promuovono la realizzazione di siti web “in 5 minuti”, cotti e mangiati. Che promettono quasi l’autocomposizione e l’auto-realizzazione del vostro spazio internet. A partire da certi template e colori, per finire ai loghi e addirittura ai testi.

Iniziativa di marketing sicuramente interessante, da studiare e da capire.

Iniziativa “mass market”, destinata cioe’ al mercato di massa, ad un pubblico indifferenziato di aziende, dal salumiere al commercialista, dall’idraulico al farmacista.

Un target il più vasto possibile, insomma.

Questo – e’ il caso di dirlo sin da subito – non e’ web marketing. Non e’ marketing in generale.

E’ un’eccellente idea commerciale e commerciabile che punta ad esaudire i bisogni che molte realta’ non organizzate hanno. Bisogni di visibilita’, bisogni di organizzare una politica di marketing, qualunque essa sia. Tali realta’ non hanno solitamente personale dedicato alla gestione del marketing interno e giocoforza si affidano ad avventizi e new comer. Talvolta vige il principio del “fai da te”.

Giova pero’ segnalare che queste iniziative di siti “in 5 minuti” e “marketing usa e getta” hanno la capacita’ di “colpire” e interessare anche realta’ più strutturate. Posso capire che il mio fruttivendolo non sappia cosa sia un hashtag o un ecommerce, ma non mi aspetto la medesima “non conoscenza” da parte di entita’ più autocoscienti.

E’ questo un grande equivoco. Perche’ il marketing non si improvvisa. Specialmente il web marketing.

Strutturare una strategia su internet non si fa giocando a dadi. Occorre una precisa presa di coscienza della situazione corrente dell’azienda in questione. Occorre capire le intenzioni e gli obiettivi. I budget a disposizione.

Web marketing e’ qualcosa a cui non possiamo più rinunciare. Essere su internet e’ come navigare in un grande oceano. Possiamo scegliere di andarci con un motoscafo, con uno yacht, con un peschereccio. Possiamo anche decidere di galleggiare e basta. Ma anche in questo caso dobbiamo muovere le braccia e magari nuotare. In ogni caso non possiamo affondare.

Le iniziative dei siti “in 5 minuti” si focalizzano sull’apparente semplicita’ dell’andar per internet: in effetti chiunque, cliccando l’iconcina di un qualunque browser, puo’ magicamente ritrovarsi all’interno di quell’oceano. Si…ma dove? Per andare dove? Con quali scopi?

E’ vero che la socializzazione della tecnologia puo’ consentire a chiunque, oggi, di divenire un film maker (YouTube), uno scrittore (i blog), un fotografo (Flickr), un “giornalista” (Twitter, i feed…). I media stanno diventando “umani” e si sta perdendo in parte quello sbarramento in entrata per quello che concerne l’utilizzo di certe tecnologie. Ma questo e’ vero soprattutto per l’utente singolo. L’azienda Tal dei Tali non puo’ lasciare certe scelte strategiche al caso. L’enterprise si coniuga certamente con l’open source, con i social media, con i prodotti che nascono “grass root”, ossia dai consumatori stessi, dalla base. Ma per solcare con sicurezza quell’oceano servono ancora – e serviranno – skipper e nocchieri.

Oggi più di ieri.

[immagine da il vascellofantasma.it]
[da un mio pezzo comparso su immobiliare.com]

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