La gara d’appalto che non c’è più…

Off-topic ma dovuto, questo post me lo hanno “suggerito” gli amici Davide Palummo e Carlo Crespellani Porcella…

Riporto integralmente il testo che Davide mi ha pregato di diffondere…

Si parla di gare d’appalto che misteriosamente vengono revocate a pochi minuti dalla scadenza, mandando in fumo il lavoro di tantissime aziende e anche i soldi (nostri)…

A pochi minuti dalla scadenza ufficiale della gara Scuola Digitale della RAS, la delibera n. 33/1 del 31/7 scorso la conosciamo solo informalmente, quella delibera che modificando la precedente n. 18/12 del 2010, di fatto revoca la gara che avrebbe portato sul tavolo della Regione decine di proposte per la Linea A (sistema telematico), per la Linea B (contenuti didattici) e per la Linea C (centro di competenze). Fidandoci delle poche parole espresse durante una Conferenza Stampa (rif. conferenza stampa del 1/8/2012) dal Presidente della Regione e dall’Assessore all’Istruzione mandiamo in malora centinaia di giornate di lavoro, incontri, accordi, spese (fidejussioni, tasse AVGP, ..)..insomma il progetto a cui lavoravamo da tanto tempo.
Ci sono due questioni a parer mio gravissime:
– Quella di merito: quanto esposto dal Presidente della Regione e dall’Assessore all’Istruzione per cercare di motivare la revoca del bando non è convincente, non dà una risposta alle attese della Scuola Sarda né tantomeno fornisce una soluzione all’organizzazione di un nuovo modo di gestire la Scuola che oramai è più che necessario. Cerca solo di spostare l’attenzione su un ipotetico call-center e su altrettanto ipotetiche forniture di tablet senza cogliere l’essenza del progetto.
– Quella di forma: lavorare per oltre due anni ad un progetto che ha il suo fulcro sulla fornitura del suddetto bando e, a due giorni dalla scadenza, cambiare le carte in tavola ha dell’incredibile. Una completa mancanza di rispetto per il lavoro di centinaia di persone, uno spreco enorme di energie e risorse, oggi più che mai preziose.
È sconcertante come un grande progetto incubato dalla RAS per oltre due anni, presentato in moltissime sedi ufficiali in Sardegna ed in tutta Italia, finanziato con centinaia di milioni pubblici, venga annullato due giorni prima della sua scadenza vanificando l’operato decine di operatori che, particolarmente in questo contingente di mercato, hanno investito enormemente per offrire una soluzione alle richieste della RAS.
Sulla questione di merito credo sia opportuno fare riferimento alle parole di Silvano Tagliagambe, pubblicate sui siti Sardegna-e-Libertà e LTA – RomaTre, chi meglio di lui può analizzarla e spiegarla all’opinione pubblica; sulla questione di forma non riesco che ad indignarmi…

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