Home Staging e marketing immobiliare: realtà e non più fantasia…

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L’Home Staging è una realtà. Vera. Non solo un hype da consumare sulle riviste e sui blog più “cool”, soprattutto “femminili”. Una realtà che, dopo un avvio in sordina – come spesso capita alle innovazioni nel nostro paese – è in grado anche di generare posti di lavoro.

L’Home Staging, come si legge sul sito di Home Staging School, una realtà di riferimento nella formazione specifica in Italia, è l’arte di valorizzare le proprietà immobiliari, migliorandone l’immagine in modo da favorirne la vendita o l’affitto nel tempo più breve al miglior prezzo.

Arrivata dagli USA dove già è una professione riconosciuta, questa disciplina si sta ora diffondendo in Europa e finalmente anche in Italia, dove sono nati studi, community e corsi per imparare i segreti del mestiere.
Letteralmente “messa in scena della casa”, non è da intendersi in senso negativo, come volontà di nascondere difetti e imperfezioni ma, proprio al contrario, come positiva volontà di rendere un immobile più piacevole ed accogliente per la visita dei possibili acquirenti o inquilini, o per gli annunci immobiliari, mettendone in risalto così i pregi e i punti forti.

Da alcuni studi emerge che un acquirente decide se acquisterà o meno la casa nei primi 90 secondi della sua prima visita. La prima impressione, dunque, è fondamentale. Ecco perchè è importante rivolgersi ad Home Stagers professionisti, in grado di preparare al meglio la casa.

Un intervento di Home Staging influisce tanto sul prezzo quanto sulle tempistiche di vendita. Ecco perchè, in un mercato come quello immobiliare, certamente in ripresa ma ancora non riemerso dalla crisi, è importante sapersi differenziare e trovare soluzioni efficaci.

Si parlava di concrete opportunità di lavoro. Si, perché ci sono i corsi ma poi occorre anche costruirsi – magari ex-novo – una nuova professione o un parco clienti. O cercare qualcuno che ci “assuma” o ci “assoldi”.

Grazie al Trovolavoro di CorrierEconomia, scopro che le aziende in cerca esistono veramente.

Home Staging Corner di Torino, per esempio, gestita da Micaela Gentili e Ira Campanini. Per Ira l’home stager “ha competenze d’interior design, arredamento, marketing e fotografia, senza essere però un architetto, un geometra o un agente immobiliare». La sua azienda nasce come intermediaria, a livello nazionale, fra la domanda (privati, agenzie, costruttori) e l’offerta, «poiché» continua la Campanini, «gli home stager escono dalle scuole di formazione esistenti e non lavorano, o lavorano poco».

Home Stager Corner è alla ricerca di 20 collaboratori già formati in diverse regioni italiane: Lazio, Umbria, Marche, Molise, Sicilia e Calabria.

C’è anche Immo-neo, società francese che, da giugno 2012, ha aperto una filiale italiana. Immo-neo si pone come azienda “facilitatrice” di affari immobiliari, attraverso la comunicazione ed ovviamente anche attraverso l’home staging, che fa parte a buon diritto delle teniche di “marketing immobiliare”. Nell’ambito dei servizi consulenziali offerti e soprattutto nell’ambito della crescita, Immo-neo sta cercando “home stager” e in generale designer, architetti e geometri under 40, soprattutto per le province di Genova, Brescia, Torino, Bergamo, Firenze, Parma, Venezia, Verona e Bologna.

Anche Prontacasa, azienda che fa dell’home staging “digitale” il proprio cavallo di battaglia, e di cui abbiamo parlato recentemente qui su Immobiliare.com, cerca 5 home stager o architetti, soprattutto in Lombardia, Lazio, Veneto e Piemonte per rimpolpare un team composto già da 19 professionisti attivi nella trasformazione di squallidi papiri in professionali planimetrie digitali. Prontacasa ha ben 12 architetti in pianta stabile in sede tra il quartier generale di Udine e quello di Sarajevo.

Come si evince da questi esempi, esiste già un mercato del lavoro per i futuri home stager. Basta cercare, interrogare il world wide web e iniziare a muoversi.

[da un post pubblicato su Immobiliare.com]

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