I cambiamenti climatici e il marketing immobiliare

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Il clima della Terra sta cambiando, è cosa risaputa. Si tratta del cosiddetto “global warming”, il riscaldamento globale.

Secondo Wikipedia, I modelli climatici elaborati dall’IPCC indicano un potenziale aumento della temperatura, durante il XXI secolo, compreso tra 1,4 e 5,8 °C. La Nasa, con un breve video di 26 secondi, mostra l’evoluzione del Global Warming negli ultimi 131 anni, evidenziando un’impennata delle temperature soprattutto negli ultimi 2 decenni. In generale, oltre allo scioglimento dei ghiacci nei ghiacciai e nelle calotte polari con conseguente innalzamento del livello dei mari e riduzione delle terre emerse, un aumento della temperatura significa un aumento dell’energia presente nell’atmosfera e quindi eventi meteorologici estremi (quali cicloni, alluvioni, siccità, ondate di caldo e di gelo ecc.) di maggior numero con una maggior violenza.

Una delle zone più a rischio, tra le tante destinate a perdere terreno nei confronti dei mari, è la Florida.

Qui lavora Frank Behrens, un geniale e cinico agente immobiliare olandese trapiantato negli Stati Uniti. Per Frank i cambiamenti climatici sono sinonimo di ulteriori guadagni e non di perdite.

Come? Aguzzando l’ingegno. Se il mare ruba spazio alla terra, allora occorre costruire sul mare stesso. La Dutch Docklands, l’azienda di Behrens, ha concepito un complesso residenziale galleggiante all’interno di Maule Lake, un lago (ex cava di pietra ormai allagata) situato a North Miami Beach.

Il residence, invero di lusso, sarà costituito da 29 isolotti galleggianti privati, ognuno fornito di villa con quattro camere da letto, spiaggia di sabbia, piscina, immancabili palme e molo per attraccare yacht fino a 25 metri. Prezzi non certamente popolari: 12,5 milioni di dollari cadauno.

Gli isolotti sono ancorati al fondale dell’oceano sfruttando la tecnologia utilizzata per le piattaforme petrolifere offshore.

Il progetto di Behrens non va inquadrato secondo i canoni della pur sempre originale edilizia locale: è un primo campanello d’allarme ai costruttori. Perché, infatti, continuare a concepire grattacieli che dureranno giusto il tempo di un mutuo e non pensare al futuro? Qui si usa dire “future-proof”, ossia “a prova di futuro”. Un futuro certamente non roseo, ma che va affrontato.

L’iniziativa mi ricorda una campagna di sensibilizzazione di MTV di circa 8 anni fa, “Free Your Mind”, dove (in un ben congegnato spot TV) un sedicente agente di Rete Europa Immobiliare vendeva villette situate a 7 km dal mare, sulle alture di Sant’Arcangelo di Romagna, ma che nell’arco di 15 anni sarebbero state raggiunte dalle acque del Mare Adriatico per effetto del Global Warming: vista mare assicurata!

Ai tempi, numerosissime le reazioni e i contatti al numero verde, molte le proteste contro un palese invito alla speculazione noncurante di scenari apocalittici futuri … prese di posizione ufficiali da parte della stampa locale e del sindaco … moltissime le telefonate di persone interessate all’affare …

(pezzo comparso su marketingimmobiliare.it)

2 thoughts on “I cambiamenti climatici e il marketing immobiliare

  1. E’ curioso cambiare punto di vista… chi vede catastrofi ecologiche, chi opportunità commerciali. A qualcuno convengono anche le guerre: una costa inghiottita dal mare di certo fa meno vittime!! Il cinismo abbonda…

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