La fine dei dinosauri e il marketing immobiliare (digitale)

dino

Il sondaggio realizzato da Raffaele Racioppi, esperto di MLS di casa.it, che abbiamo recentemente commentato, ha mostrato ancora una sostanziale insofferenza da parte degli agenti immobiliari verso l’innovazione.

Il dato che fa più pensare è quello relativo alle abilità richieste dalla professione: per il 42% degli agenti immobiliari intervistati è la “conoscenza del mercato” a far da guida. Solo l’1% ritiene che la tecnologia abbia un ruolo e un valore.

Ecco, non si pretende che gli agenti immobiliari divengano geek smanettoni, in grado di padroneggiare con sicurezza codici html, campagne di seeding e robe similari: però l’attitudine va studiata e, per quanto possibile, cambiata.

Il più grande ritardo della categoria non è di carattere economico-finanziario, ma di mentalità.

La cultura imprenditoriale dell’agente medio è ancora troppo ancorata a categorie del secolo scorso.

Fa specie che uno strumento come il Blog rappresenti per la quasi totalità degli agenti una sorta di “oggetto misterioso”. Non si chiede agli agenti di fare storytelling, ossia raccontare in modo continuativo e stimolante storie riguardanti il proprio mestiere. Ma l’approccio, quello deve essere diverso.

La curiosità. E’ il punto di partenza. Occorre studiare gli strumenti che potrebbero dare spunto alle nostre vendite. Perché non si vende più come nel 1980. Non stiamo sostenendo che fosse più facile. Era semplicemente diverso.

Il mondo è cambiato, la geografia dei media anche. Nel 1980 – e fino a metà anni ’90 – dominava ancora il concetto di broadcasting, rappresentato magnificamente dalla TV delle origini: un palinsesto critallizzato, pochi programmi, erogazione univoca “da uno a molti”.
L’avvento di internet, e poi dei media sociali, ha completamente rivoluzionato questo paradigma. Oggi, chiunque può diventare filmmaker (YouTube) o autore (i blog) e guadagnare i famosi 15 minuti di celebrità profetizzati da Wharol.

Chiunque può immettere contenuti nel calderone della Rete. Il paradigma è quello della condivisione. Questo ha modificato l’approccio delle persone all’acquisto. Anche della casa, bene non certamente paragonabile ad un libro o ad una canzone.

Eppure le cose sono diverse. Quello che non cambia è la nostra mentalità.

E allora perché non puntare – anche all’interno delle grandi reti immobiliari organizzate – all’insegnamento di certi fondamentali?
Facebook non basta! Facebook non è il web. Facebook ci appartiene solo in parte. Occorre una strategia digitale che sia nostra.

Ogni agenzia, ogni realtà immobiliare dovrebbe avere una propria strategia digitale.
Basata su un mix di mezzi diversi. Basata sull’impegno, sull’investimento in termini di tempo.

Le cose non accadono per grazia ricevuta. Il digitale è un lavoro, è un canale, è il nuovo canale.
Presidiamolo, capiamolo, amiamolo.

Solo così non faremo la fine dei dinosauri.

(pezzo comparso su marketingimmobiliare.it, foto da nationalgeographic.it)

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