AdWords, Web Marketing e narrazioni immobiliari

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E’ possibile vendere case con AdWords?

Cosa vuol dire fare “web marketing immobiliare”? E’ tanto diverso dal “web marketing” tout court?

Secondo Wikipedia, Il web marketing (indicato anche nella forma contratta “Web mktg”) è la branca delle attività di marketing dell’azienda che sfrutta il canale online per studiare il mercato e sviluppare i rapporti commerciali (promozione/pubblicità, distribuzione, vendita, assistenza alla clientela, etc.) tramite il Web.

Già. Il Web. Ci siamo dentro fino al collo, da anni. E crediamo talvolta che sia la semplice trasposizione del mondo offline, magari (talvolta) peggiorato.

No. E’ un altro mondo. Con altre logiche, altri processi, altre strutture.
Il Web è rete per sua stessa caratterizzazione semantica. Rete nel senso di relazioni. Tanto che il paradigma iniziale del cosiddetto Web 1.0 ha ceduto il passo al Web della Condivisione. Della Conversazione.

E quindi: è possibile vendere case con AdWords? Certamente si, ma prima occorre una strategia, un piano, un’idea.
Comprare pubblicità online, posizionarsi, mettere simpatici annuncini non dà automaticamente accesso libero al Paese dei Balocchi. Occorre ragionare su due cose, in primis:

• strutture
• narrazioni

Per strutture intendo soprattutto piattaforme e canali. Anche qualora il nostro cliente potenziale ci abbia trovati e scelti grazie ad AdWords (per esempio), occorrerà portarlo da qualche parte. Condurlo. Su un sito, su una landing page, su uno spazio ove apparecchiargli al meglio la nostra mercanzia.

Una tavola bene apparecchiata. Pulita, prima di tutto. E quindi bando alla complessità fine a sé stessa, bando alle inutili dimostrazioni di potenza. Una property web deve funzionare. Bene. Deve essere veloce, ben costruita, le cose devono essere al loro posto: pensate alla metafora della cucina…se gli attrezzi sono sparsi in modo caotico il cuoco risulterà lento ed impacciato e ad un certo punto di arrabbierà anche per la frustrazione.
Evitiamo la frustrazione nei nostri clienti potenziali, prendendoli per mano. Conducendoli noi direttamente e facendogli vedere esattamente cosa a noi interessa che vedano.

Rasoio di Occam: semplificare, tagliare, ridurre. Il Vuoto che dà valore al Pieno.

C’è poi il secondo aspetto, non meno importante delle strutture: le narrazioni.

Il consumatore del 2015 ha le tasche piene di messaggi pubblicitari. E’ obnubilato, tartassato e stravolto da un rumore bianco fatto di banner, spot, motivetti, tette al vento.
Ha bisogno d’altro.
Le statistiche e gli scenari d’oltreoceano (parlo degli Stati Uniti) mostrano un consumatore sempre più attento e sensibile ai Brand in grado di dialogare e proporgli contenuti.

La strada da battere è quella del Content Marketing.

E’ finita l’era di Carosello: per vendere le case dobbiamo raccontare le case.

Dobbiamo raccontare noi stessi, mettendoci in piazza senza fuffa e bugie. Raccontare le nostre emozioni per suscitarle nel cliente potenziale.

Non facile, ma ormai è l’unica strada. Con buona pace di AdWords.

(da un pezzo comparso su  marketingimmobiliare.it)

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