Lo Zen e l’arte di comunicare

2c0ff12f28673e09a0607a6edb36fe1eQualcuno, qualche professorone, in passato ha detto: “Non si può non comunicare”.

Ed è abbastanza vero. E buon per me/noi che con la comunicazione ci compriamo il pane.

Comunicare è anche, però, sottrarre. Eliminare il superfluo. Andare alla radice. Semplificare.

Un’operazione zen potremmo dire.

Rappresentare concetti con immagini piene di pregnanza, immagini uniche, basti pensare ad un logo o al concept di una campagna pubblicitaria.

Oppure coniare uno slogan, che sia conciso ma altresì pronto a essere ricordato, a diventare un tormentone, vedasi “lava più bianco” e simili.

Il vuoto che dà valore al pieno, l’assenza che richiama la presenza e dà valore.

Comunicare è sempre un’attività di studio, riflessione, ricerca vorrei dire, per arrivare ad una sorta di illuminazione: il logo che funziona, il claim che suona bene, l’immagine che “arriva”.

L’illuminazione non è uno scherzo.

Nello zen, quello vero, la si cerca, magari per tutta la vita.

Ma nello zen, quello vero, illuminazione è l’atto stesso di sedersi e riflettere, fare il vuoto, ritrovare l’Uno.

photo sharon cummings

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