Le T-Shirt per Comunicare

iconspeak_01L’esperanto non è abbastanza diffuso e l’inglese non lo è quanto si crede. Se ti piace girovagare per il mondo, se sei uno di quelli che scelgono i luoghi meno turistici, se ti appassiona conoscere le culture completamente diverse dalla tua, allora quando vai in vacanza ti spari magari 12 ore di volo per arrivare in una sperduta coltivazione di riso dove padre, madre e 4 figli, se ne stanno tutto il giorno con i piedi nell’acqua per raccogliere il frutto della coltura, mangiano sano e vanno a dormire al tramonto. L’esperienza è dura, ma tu, inflessibile, la vuoi fare, allora offri un po’ di soldi alla famiglia per ospitarti 2 o 3 giorni. Accettano, e ti mostrano dove dormirai. La conversazione è breve, quasi inesistente perché tu non capisci loro e tantomeno loro capiscono te, ma è bastato far loro vedere i soldi, anche lì sono fonte di sostentamento. Dopo vari gesti ti rendi conto che si dorme tutti nella stessa unica stanza che funge da cucina, sala, e camera da letto. Definire l’arredamento “spartano” è un eufemismo, ma la compagnia non manca, due cani con il pelo inaridito dal fango essiccato, se ne stanno accovacciati accanto al fuoco, e le galline fuori fanno un gran starnazzare.

Nessun mobile, a parte una sola sedia, un tavolo e coperte ripiegate lungo le pareti, forse si ci siedono per mangiare. Ad un tratto una suoneria rompe il silenzio e il tipo allunga una mano sotto ad un mucchio di sacchetti di iuta, tira fuori un cellulare e si mette a parlare speditamente nella sua arzigogolata lingua di cui non riesci ad afferrare assolutamente nulla.

Eh! Si, ironia della sorte, la tecnologia è ormai fortunatamente arrivata ovunque, ma quando ti trovi in alcuni Paesi stranieri riuscire a comunicare ti procura ancora un malessere fisico, e non c’è niente di più deludente quando sei alla disperata ricerca di un hotel, un ristorante, l’aeroporto o la toilette e nessuno ti capisce, allora ti atteggi ad operatore aereo e sventoli le braccia indicando, ammiccando, gesticolando, nella speranza che il suggerimento giusto arrivi a destinazione.

Ma ora le cose si sono facilitate. Tre ragazzi svizzeri, titolari della IconSpeak, hanno avuto la bella pensata di ideare delle magliette parlanti, ovvero, dal momento che le icone sono universali, presenti non solo sui cellulari, ma anche su tutte le segnaletiche e sui manifesti informativi, loro ne hanno stampato 40 su t-shirt, felpe e shopping bag.

Al costo di 33 dollari quindi oggi possiamo indossare una maglia e andare in tutto il mondo, qualsiasi cosa ci serva c’è l’icona a disposizione da mostrare, chiunque capirà che se gli stiamo indicando il disegnino con un letto cerchiamo da dormire, un piatto con due posate farà intendere che vogliamo pranzare, da che parte dobbiamo andare? E così via. Ci basterà indicare la piccola stampa che si trova sul nostro petto e vai!

La lingua dell’umanità intera è nata. La comunicazione non morirà mai, gli uomini si esprimono in mille modi diversi che mutano con i tempi, si dicono nuove cose, si imparano nuove culture, basta metterci un po’ di simpatia e fantasia e ci si capisce sempre.

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