Comunicare con la Fotografia

fotografiaComunicare attraverso immagini può sembrare una cosa semplice, ne siamo contornati, ovunque le immagini hanno soppiantato le parole, i siti ne sono colmi, i blog ne fanno sfoggio, perché di qualsiasi argomento trattino, una foto correlata dà meglio l’idea, l’occhio vuole la forma, il colore, l’immagine visiva ti catapulta direttamente proprio là dove lo scritto vuole andare a parare.

Ma la comunicazione può avere diverse sfaccettature, fino a quando si tratta di un riferimento informativo, una descrizione, un annuncio, qualsiasi immagine a tema, che possiamo trovare su internet, oltre a servire da cornice al testo rendendolo più piacevole, funziona anche da conduttore dell’elaborato stesso.

La fotografia però non è solo un’immagine.

Fotografia deriva da “phos” e “graphè”, due parole greche che significano “luce” e “grafia”. E’ l’arte di scrivere con la luce.

Scrivere sta per comunicare, ma non si tratta solo di mostrare l’oggetto, l’avvenimento, la scena, benchè questo rappresenti il soggetto dell’opera. L’artista di questo genere riesce a farti vivere l’emozione del momento che ha catturato, ti riporta ad un ricordo, ad una speranza, ti fa leggere dentro, come una canzone.

Tanto più l’artista è bravo, tanto più lo scatto assomiglia a un dipinto, con le sue sfumature, le sue ombre, i suoi colori, che appaiono come pennellate di un pittore esperto.

Alcuni artisti si specializzano su soggetti che preferiscono, e allora ci mostrano capolavori davvero suggestivi, c’è chi si dedica al primo piano, chi al bianco e nero, chi al panorama e così via, e sono talmente abili da riuscire a catturare un particolare con l’esclusiva luce di una specifica ora, perché proprio quella luce è quella che gli dà l’armonia giusta.

Ovviamente la tecnologia aiuta, le macchine fotografiche hanno oggi caratteristiche quasi assurde che permettono riprese formidabili, ma la bravura del fotografo si distingue, ciò che riesce a fare l’uomo nessuna macchina lo può eguagliare, l’inquadratura, l’angolazione, la caratteristica cromatica e creativa, la messa a fuoco per quanto automatica, sono sempre opera dell’uomo che, combinando tutti questi aspetti e avendone padronanza, tanto da considerarli spesso tutti insieme in una frazione di secondo, riesce a farti ridere, a suscitarti un moto di nostalgia, a farti venire un nodo in gola, solo guardando quel riquadro, magari anche piccolo.

A volte la bellezza è data dall’impressione che il soggetto esca dalla foto, è più che un rilievo, ne leggi l’intenzione. E tutto questo è dato da un gioco di luci ed ombre, come una via immersa nella notte, con un solo lampione lontano che ne illumina una parte, e quel chiarore dirada sempre più, fino a lasciare una zona oscura in balìa dell’immaginazione di chi la osserva, è solo quando ti allontani e le getti l’ultimo sguardo, che ti accorgi del muso di un cane curioso, che confuso nel nero dell’angolo più buio della foto, ti guarda sgomento andar via.

ph terzobinario

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