Il fascino del Vino

pits__peccato-di-vino_gProtagonista il vino, l’elisir di lunga vita, bevanda sacra a tanti Dei, succo di-vino celebrato nei riti religiosi.

Da tempo immemore il vino ha svolto un ruolo di fondamentale rilievo nei raduni importanti o nelle feste popolari, terreni coltivati a vigna hanno raggiunto con onore il titolo di “Patrimonio storico” arrivando a mutare considerevolmente il paesaggio.

Emilio Sereni, agronomo, autore di notevoli saggi sui territori agrari italiani, nel suo “Terra nuova e buoi rossi” ripercorre la storia della viticultura italiana, sottolineando come i terreni coltivati a vigna siano attendibile testimonianza delle due grandi civiltà del passato, quella greca e quella etrusca, che dedicarono a tale coltivazione la loro cultura e i loro costumi.

Questo meraviglioso prodotto della natura mi ha sempre affascinato, tanto che la passione mi ha spinto a frequentare un primo corso da Sommelier terminato con onore, non ho proseguito per mancanza di tempo, ma lo avrei fatto volentieri.

Il vino è sempre stato molto presente nella mia vita, un bicchiere di buon vino mi tiene compagnia mentre lavoro al mio PC, quando ero più giovane non facevo troppo caso alla sua genuinità, tra amici a cantarcene due, era solo importante che il vino non mancasse, ora non più, ora deve essere davvero un buon vino, quando lo assaporo per il piacere della sua partecipazione nella mia solitudine, il suo profumo deve riempirmi il naso e arrivare fino alla testa, il gusto deve rispecchiare il mio umore, un giorno più agrumato, un altro più dolce, a volte potente e invecchiato, ma sempre l’insieme delle sensazioni che scaturiscono dal suo sapore mi deve inebriare, lo ricordo quel vino, ne ricordo il carattere, il temperamento, e quando ripenso al suo sapore ricordo l’occasione in cui ho provato quella precisa percezione.

Prima di affrontare un viaggio importante o semplicemente lungo, bevo un bicchiere di vino, mi scarica la tensione, mi conforta, mi fa stare bene.

Mi appassiona l’accostamento dei vini al cibo, qualsiasi piatto si gusta in modo differente se assaporato in associazione con il vino adatto, le infinite varietà del bianco e del rosso, l’eventuale perlage, la finezza, la delicatezza, l’eleganza del buon vino, basta alla vista per rendere migliore il momento del pranzo o della cena, se poi il tutto è equilibrato in un’armonia di gusto e di profumo, in un bouquet che ti stordisce nella rievocazione dei fiori di campo, del fieno che asciuga al sole, dell’erba appena tagliata, del legno delle botti antiche, delle erbe selvatiche come il timo o la ginestra o dei mandorli e dei ciliegi in fiore, ebbene tutto ciò diventa una musica dalle note suadenti, dalle quali ti lasci rapire come dal canto di sirene ammaliatrici, senza legarti all’albero della tua nave rassicurante.

Ho sempre saputo equilibrare il piacere leggiadro di cui il vino mi ha sempre fatto omaggio, senza cadere nell’esagerazione, non credo di essere particolarmente attento ed assennato, ma tanto è l’appagamento di queste sensazioni che trovo davvero insignificante andare oltre, il vino si rispetta, si apprezza, si onora, come il mare, se osi spingerti troppo in là, senza stima, ne subisci le conseguenze.

Il vino proclama momenti e li distingue dal resto della giornata: un aperitivo in terrazza, un incontro particolare.

Il vino… il vino… come diceva Galileo Galilei – Il vino è un composto di umore e luce – e perché no? Di amore e luce.

Immagine di Pits da ioarte.org

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