Come vendere una casa #INFOGRAFICA

giugno 19, 2015 § Lascia un commento

cartelli-vendo-casa

Surfando per il web ho trovato questa infografica (che oggi vanno tanto di moda, ma che hanno indubbie utilità se utilizzate nel modo giusto…), una bella immagine che rappresenta un percorso ideale “per vendere casa”.

Si, ci sono gli Americani dietro, c’è l’esperta Melinda Goodwin, c’è un modo diverso di approcciare la compravendita immobiliare…però ci sono anche tante cose “sensate” e forse è il caso di commentarle insieme…

Il primo passo della vendita è ottenere ovviamente l’incarico…il passo più difficile. Occorre convincere il venditore che siamo diversi dagli altri. Come? Attraverso i servizi, attraverso il marketing. C’è tutto un grande lavoro da farsi a monte. Un riposizionamento della nostra azienda immobiliare. Per spiccare davvero rispetto alla concorrenza.

E poi si mette l’immobile in vendita.

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Paola e gli agenti immobiliari “convertiti”

giugno 12, 2015 § Lascia un commento

vendesi

Paola Faravelli è un agente immobiliare sui generis. Basata a Diano Marina, da anni interpreta e vive questo lavoro in modo diverso, out-of-the-box direbbe qualcuno più bravo di me. Perchè il mercato immobiliare è diverso, e – lamentazioni sulla crisi a parte – sicuramente è cambiato rispetto anche a pochi anni fa.

Ma ce ne siamo accorti? Siamo sicuri di vivere il nostro tempo? Siamo soddisfatti del nostro “marketing immobiliare”?

Se le risposte sono negative allora forse bisognerebbe studiare più in profondità il lavoro di Paola.

Quantomeno rimetterci in carreggiata. E tornare a riflettere su come vendere (meglio) e fare promozione.

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Immobiliare, marketing e acque minerali

maggio 25, 2015 § Lascia un commento

acque-minerali

Qualche giorno fa ho parlato al telefono con un manager (ex collega) di un’importante rete immobiliare in franchising italiana.

Incontro piacevole: è sempre bello confrontarsi con operatori del settore che abbiano intenzioni e strategie aziendali innovative.

Si è parlato di marketing, di cosa fa e di cosa dovrebbe fare.

Si è parlato del ritardo congiunturale del mercato italiano, della mancanza (spesso) di obiettivi e strategie chiare.

Si è parlato di tecnologia, questo (talvolta) sconosciuta.

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Crowdfunding e mercato immobiliare

maggio 15, 2015 § Lascia un commento

Crowdsourcing

Crowdsourcing

Il crowdfunding fa il suo ingresso anche nell’immobiliare.

Secondo Wikipedia, il crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) o finanziamento collettivo in italiano, è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse.

Il fatturato del crowdfunding immobiliare nel 2014 è stato di circa un miliardo di dollari e sembra si attesterà a 2.5 miliardi entro la fine del 2015. Sono numeri che ci inducono a prendere in esame questa modalità.
La realtà dei fatti è che si tratta sì di un meccanismo di “finanziamento dal basso” ma il ruolo delle banche è ancora presente: gli istituti di credito, almeno in queste fasi iniziali, non sono assenti dalle operazioni immobiliari e condividono rendite e costi degli immobili con i privati.

Massolution certifica che le campagne hanno un target minimo di 100.000 dollari per toccare, nell’estremo opposto, i 25 milioni.

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Storytelling: raccontare storie per vendere case

maggio 8, 2015 § Lascia un commento

storytelling

Lo storytelling, lo dice Wikipedia, è l’atto del narrare, disciplina che usa i principi della retorica e della narratologia. Lo storytelling è inseribile nel settore letterario e audiovisivo, ma anche verbale.

Lo storytelling è un’arte e uno strumento per ritrarre eventi reali o fittizi attraverso parole, immagini, suoni. È uno strumento naturale attraverso il quale può avvenire una forma di comunicazione efficace: coinvolge contenuti, emozioni, intenzionalità e i contesti. La storia raccontata ha una connotazione emotiva e internazionale perché coinvolge delle persone e cerchiamo spontaneamente di dare un significato di ogni atto che vi viene descritto.

Cosa c’entra questo con il marketing immobiliare? Tanto. Tantissimo.

Il nostro beneamato “marketing immobiliare”, in qualche modo giovane virgulto e vergine, ha molto da imparare da questa disciplina. Vendere implica il racconto di una storia.

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Il paradosso del marketing immobiliare italiano

aprile 24, 2015 § Lascia un commento

paradosso

Il settore immobiliare ha per molto tempo vissuto “anni d’oro”. Il boom, forse anche un poco di bolla, condizioni al contorno comunque favorevoli hanno contribuito (dagli anni ’80 sino a metà degli anni Duemila) ad uno sviluppo praticamente continuo e sicuro del numero delle compravendite

Una relativa “facilità” nell’ottenere mutui ha spinto il settore a crescere in modo deciso.
Situazioni come questa, in cui la competizione c’è ma è come sopita (in quanto tutti vendono/producono/hanno successo/comunque sopravvivono), generano guasti nella cultura d’impresa.

Non sto dicendo che l’impresa deve giocoforza nascere dalla competizione, e non invoco la selezione di Darwin come una sorta di “male necessario”. Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti.

Più d’una generazione di operatori immobiliari è cresciuta con l’idea che il settore fosse una sorta di gallina dalle uova d’oro. Da spremere e sfruttare ad libitum, tanto “si vende sempre e comunque”.

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La fine dei dinosauri e il marketing immobiliare (digitale)

aprile 3, 2015 § Lascia un commento

dino

Il sondaggio realizzato da Raffaele Racioppi, esperto di MLS di casa.it, che abbiamo recentemente commentato, ha mostrato ancora una sostanziale insofferenza da parte degli agenti immobiliari verso l’innovazione.

Il dato che fa più pensare è quello relativo alle abilità richieste dalla professione: per il 42% degli agenti immobiliari intervistati è la “conoscenza del mercato” a far da guida. Solo l’1% ritiene che la tecnologia abbia un ruolo e un valore.

Ecco, non si pretende che gli agenti immobiliari divengano geek smanettoni, in grado di padroneggiare con sicurezza codici html, campagne di seeding e robe similari: però l’attitudine va studiata e, per quanto possibile, cambiata.

Il più grande ritardo della categoria non è di carattere economico-finanziario, ma di mentalità.

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