Agenti immobiliari allo specchio

marzo 27, 2015 § Lascia un commento

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Qualche giorno fa è stato pubblicato un sondaggio interessante sul mondo immobiliare italiano, condotto dal bravo Raffaele Racioppi, formatore e consulente.Il panel è di quelli degni di nota, quasi 1000 persone, tutti agenti immobiliari.

Il 70% degli intervistati lavora nel classico ufficio “fronte strada”. Quasi il 70% lavora da solo, mentre circa il 25% fa parte di un franchising network.

Quasi la metà delle realtà sono sotto le 3 persone di organico. Dato che conferma la parcellizzazione e la dimensione da PMI per l’industria immobiliare italiana.

Veniamo alle attività promozionali: i portali verticali rivestono ancora un ruolo molto importante, altri strumenti “tradizionali” sono ancora molto utilizzati (volantino, annunci su quotidiano, il cartello vetrina, la collaborazione con altri colleghi). In crescita l’uso dei social network, che procurano vendite per il 44% degli intervistati.

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I cambiamenti climatici e il marketing immobiliare

marzo 6, 2015 § 2 commenti

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Il clima della Terra sta cambiando, è cosa risaputa. Si tratta del cosiddetto “global warming”, il riscaldamento globale.

Secondo Wikipedia, I modelli climatici elaborati dall’IPCC indicano un potenziale aumento della temperatura, durante il XXI secolo, compreso tra 1,4 e 5,8 °C. La Nasa, con un breve video di 26 secondi, mostra l’evoluzione del Global Warming negli ultimi 131 anni, evidenziando un’impennata delle temperature soprattutto negli ultimi 2 decenni. In generale, oltre allo scioglimento dei ghiacci nei ghiacciai e nelle calotte polari con conseguente innalzamento del livello dei mari e riduzione delle terre emerse, un aumento della temperatura significa un aumento dell’energia presente nell’atmosfera e quindi eventi meteorologici estremi (quali cicloni, alluvioni, siccità, ondate di caldo e di gelo ecc.) di maggior numero con una maggior violenza.

Una delle zone più a rischio, tra le tante destinate a perdere terreno nei confronti dei mari, è la Florida.

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Dal Link Building alle Digital PR

febbraio 20, 2015 § Lascia un commento

Digital-PR

Oggi partiamo dall’assunto che un forte impatto di comunicazione non dipende da enormi budget ma da un approccio di marketing innovativo.

Sono le idee – come diceva Hegel – ad avere mani e piedi.

E così anche nella comunicazione immobiliare on line.

Il vecchio concetto di “link building” è ampiamente superato. Google stessa penalizza tale pratica se condotta alla “vecchia maniera”, e quindi:

● scambio link
● network di link
● article marketing
● acquisti in massa

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Intermediazione immobiliare e web, tra Italia e suggestioni straniere

febbraio 17, 2015 § Lascia un commento

internet

Il Terzo Millennio ci ha indubbiamente condotti ad un diverso modello di intermediazione immobiliare: nello scenario tradizionale chi compra o vende casa si reca in un’agenzia “fisica” per demandare a questa la ricerca o la gestione del deal in questione. Il nuovo percorso di ricerca prevede, grazie alle tecnologie, una selezione preventiva degli alloggi da parte dell’utente che si reca in agenzia solo per concretizzare l’affare.
L’intermediario fisico non è più quindi centrale, l’informazione gira, è accessibile, nonostante digital divide e problemi similari…tutto cambia…

Ma cosa sta accadendo realmente in Italia? Le condizioni “al contorno” ci dicono che le compravendite stanno diminuendo in modo sensibile, che gli stock aumentano a dismisura e che il fenomeno della disintermediazione si assesta al 50% circa.
In questo contesto, solo i portali immobiliari generalisti crescono (fatturato annuo di 80 milioni di euro e crescita del 30% annuo).

La crescita dei portali genera criticità presso gli agenti immobiliari, con costi di abbonamento crescenti ma soprattutto dipendenza sempre più stretta dai portali stessi e perdita nel “controllo” e nella gestione dei dati.

E all’estero? Partiamo dal mercato americano: certamente è molto più ampio, con figure particolari come quella dell’agente-broker. In generale si tratta di un first mover e di un punto di riferimento nell’adozione di strumenti tecnologici. Negli USA i player di riferimento sono 3, realtor, zillow e trulia, tutti free listing e tutti integrati ai sistemi MLS. In alto vigila la NAR (una specie di FIAIP americana), che lavora con una gestione accentrata dei dati.

In Australia la situazione è ancora più chiara: esiste un leader assoluto, realestate.com.au che fattura 3 volte la quota del diretto concorrente Domain. Negli anni i prezzi per gli abbonamenti di questa realtà di riferimento sono aumentati di quasi il 100%, e sono 10 volte maggiori dei costi sostenuti in Italia. Questa circostanza ha portato gli agenti immobiliari ad organizzarsi in autonomia, creando squiiz, direttamente controllato dagli stessi agenti.

Restando nel mondo anglosassone, e segnatamente in Inghilterra, notiamo come anche qui esista un leader incontrastato, Rightmove: anche qui la posizione di “cartello” di questo player ha indotto gli agenti immobiliari a creare un portale “autonomo”, agentsmutual.

Alla luce di questi esempi esteri, quali possono essere gli scenari di sviluppo in Italia? E’ indubbia la poca propensione dei nostri agenti immobiliari all’adozione di strumenti tecnologici, unita alla frammentazione degli stessi. Non c’è quindi speranza? La risposta è no: siamo ancora in tempo, a patto che vengano privilegiate e utilizzate – come leva – la qualità e l’unicità dei contenuti, unitamente alla quantità degli stessi: sono gli agenti immobiliari a detenere la massa critica degli annunci.

In Italia la cultura degli MLS è agli albori, e di conseguenza la maggior parte dei dati sono contenuti all’interno dei gestionali. Che fare?

Gli agenti immobiliari devono riappropriarsi del loro business anche nel mercato on line, sfruttando quindi, tutte le sinergie possibili.

(pezzo comparso su marketingimmobiliare.it)

Agente immobiliare 2.0

ottobre 2, 2014 § Lascia un commento

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Paola Faravelli è un agente immobiliare sui generis. Da anni interpreta e vive questo lavoro in modo diverso, out-of-the-box direbbe qualcuno più bravo di me. Perchè il mercato immobiliare è diverso, e – lamentazioni sulla crisi a parte – sicuramente è cambiato rispetto anche a pochi anni fa.

Ma ce ne siamo accorti? Siamo sicuri di vivere il nostro tempo? Siamo soddisfatti del nostro “marketing immobiliare”?

Se le risposte sono negative allora forse un corso come quello che Paola propone può fare del bene.

Quantomeno rimetterci in carreggiata. E tornare a riflettere su come vendere (meglio) e fare promozione.

Ho solo dimenticato di chiedere a Paola se insegnano anche come sciogliere i tradizionali nodoni della cravatta…

 

YouTube per il settore immobiliare. Un caso da studiare.

agosto 8, 2013 § Lascia un commento

youtube

Youtube, terzo sito più visitato in Italia (e nel mondo), rappresenta una fonte inesauribile di informazioni nella forma di contenuti video. Spesso infatti lo si definisce il secondo motore di ricerca dopo Google, proprio perché un video può essere molto più chiaro ed intrigante di una pagina web testuale. In Italia, Youtube ha raggiunto nel 2012 oltre 20 milioni di utenti unici al mese con una reach del 73% sulla popolazione on-line, ovvero quasi 3 internauti su 4 frequentano il “tubo”.

A livello mondiale è stato superato da poco il miliardo di utenti (record detenuto solamente da Facebook); ogni minuto vengono caricate 60 ore di nuovi video e ogni giorno vengono resi disponibili agli utenti 4 miliardi di video. Numeri pazzeschi.

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Quanto vale la casa di Harry Potter?

maggio 22, 2013 § Lascia un commento

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Il quesito è certamente fantasioso ma stimolante. E offre un esempio di come si possa fare marketing immobiliare in modo fresco, funzionale ed anche divertente.

L’esempio viene dagli Stati Uniti. Ancora una volta.

Parliamo di Movoto, un network di agenti immobiliari in forte crescita presenti ormai in oltre 30 stati dell’Unione.

Loro si definiscono “the lighter side of real estate”, ossia il lato leggero dell’immobiliare.

Perché prendersi troppo sul serio fa male.

L’approccio dell’azienda è estremamente professionale. Prevede una selezione accuratissima degli agenti che possono entrare a far parte del Network. Una specie di franchising, ma senza insegne o vetrine in immagina coordinata. Una rete basata sulla collaborazione e soprattutto sulle performance. Solo i migliori agenti, quelli che vendono di più e i più veloci possono ambire ad entrare in Movoto.

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