Il Place2Peer degli eventi, ecco YouLive

aprile 17, 2015 § Lascia un commento

youlive1

Con Andrea e OPLAY ci siamo inventati un modo diverso e coinvolgente di gestire un evento.

Si chiama YouLive, e nasce per attualizzare il concetto di esibizione LIVE.

Ingredienti? Web + regia + ufficio stampa + digital PR. Dai un occhio QUI.

Liberi dal Sistema

gennaio 28, 2015 § Lascia un commento

presentazione

Con OPLAY e Andrea stiamo curando la campagna stampa del testo scritto da Enrico Caldari di Q Institute

“La nostra società ha smesso da tempo di funzionare come dovrebbe, e ogni giorno ci chiediamo come possiamo fare qualcosa per cambiarla, per noi e per i nostri cari. Lo scopo di questa guida è portarci a comprendere quali meccanismi muovono davvero il Sistema, e darci stimoli e strumenti concreti per iniziare a cambiarlo.”

Enrico Caldari

Marchètting e Tiragraffi

marzo 7, 2012 § Lascia un commento

Tiragraffi.it è un magazine on line di informazione e di opinione su tutto ciò che gira introno al mondo della comunicazione.

La Redazione di Tiragraffi è composta da professionisti della comunicazione o aspiranti tali, critici, energici, implacabili ma preparati.
La redazione non ha una sede fisica, ma sfrutta la rete e la sua dinamicità.

Un mio contributo sul concetto di “movimento” (contrapposto alla più tradizionale “campagna stampa”) si trova QUI.

Il marketing immobiliare, questo (s)conosciuto

marzo 18, 2011 § Lascia un commento

Il marketing immobiliare – volenti o nolenti – è ormai una realtà. Il settore ha capito che, per stare nel mercato, occorre mettere in atto delle precise strategie di marketing. Altrimenti si è fuori. Nonostante le crisi di “rigetto”, gli operatori stanno lentamente ma inesorabilmente sviluppando una vera cultura d’impresa.

La crisi ha contribuito a questo sviluppo: solo gli operatori aggiornati e “moderni” avranno la possibilità di superare il momento problematico.

Di queste e altre tematiche parlo (con buon senso) su Immobiliare.com, qui una riflessione sull’ufficio stampa immobiliare.

Voglio andare a vivere in campagna (stampa)

luglio 3, 2008 § 4 commenti

L’ufficio stampa anniottanta, tradizionale, con i bravi addetti a mandare fax e/o telefonare ai giornalisti, con rotoli di carta da cambiare e toner da sostituire … immagini del secolo scorso … fotografie ormai virate al seppia … morte di uno spin doctor …

Poi la Grande Invenzione, internet, la rete, il Nuovo Web … e il conseguente cambiamento del panorama mediale, frammentato, polverizzato, con crisi sempre meno strisciante dell’attenzione e dei modelli tradizionali di comunicazione …

Il canale che perde di importanza a beneficio del contenuto, perchè – lo sanno tutti – content is the king … e l’utente/destinatario dei nostri messaggi ha perso quell’aura bovina e impassibile per divenire un creatore di format, video, audio, scritti …

Il concetto di campagna (stampa, pubblicitaria) sta lentamente naufragando, e dobbiamo imparare ad uscire dalle logiche temporali e ben determinate del passato per passare ad una dimensione più fluida, liquida direbbe qualcuno che stimo, una dimensione collaborativa e meno unidirezionale, univoca, arida, individualista…

Uffici stampa e blogger, ovvero la storia di un dialogo possibile

giugno 6, 2008 § 8 commenti

 

Qualche tempo fa ho parlato dei rapporti fra comunicatori e giornalisti, non sempre idilliaci.  Oggi voglio scrivere qualche nota sui rapporti tra uffici stampa e blogger.

Al di là del floklore e delle leggende metropolitane, giova ricordare che il blogger non sempre è un giornalista e che un blog non è un giornale. Banalità? Forse. Però spesso i comunicatori, soprattutto quelli più giovani e meno avvertiti, si dimenticano che un blog vive, sperimenta e mette in atto dinamiche totalmente diverse da quelle di una testata registrata. Un blog è uno strumento di condivisione e di comunicazione, certo. Ma anche una piazza nella quale l’Autore – editore di se stesso – scrive liberamente di ciò che preferisce. Senza commistioni e forzature promo-pubblicitarie. Senza filtri. Spesso in maniera totalmente non mediata.

Talvolta i comunicatori che scrivono ai blogger non hanno mai letto un blog (sembra strano ma è così, moltissimi non hanno alcuna familiarità con i network sociali e tantomeno con alcune forme elementari di messaggistica). Pochissimi hanno un proprio blog, anzi sarebbe interessante farne un censimento: conosco al massimo una decina di PR e communication manager che bloggano…

Il blog è la piazza della conversazione: è impensabile cercare di relazionarsi con un blogger con un atteggiamento formale, unidirezionale, univoco, monomediale, monocorde. Occorre invece scendere dal famoso piedistallo, inziare a leggere ed ascoltare…PER CAPIRE…

Occorre appassionarsi alle conversazioni, e poi magari partecipare … commentare … studiare … ed anche creare contenuti…veri contenuti…

A mio parere non serve e non basta erogare i cosiddetti “social media press release”, ossia comunicati stampa in versione duepuntozero infarciti di link e contributi interattivi, multimediali e “sociali”: è l’atteggiamento che fa la differenza. Conosco blogger e giornalisti che non sono minimamente interessati a questi comunicati in salsa “social”. Loro cercano un contenuto “notiziabile”, un’informazione interessante, un’eventuale “esclusiva”, uno scoop. La forma spesso, invece, travalica il contenuto.

Come dice spesso Luca Conti, una strategia di comunicazione “sociale” richiede tempo e pazienza. Hanno le aziende tutta questa pazienza? Sono pronte ad aspettare per vedere i primi frutti? Hanno interesse a dialogare in modo nuovo? Sono pronte le agenzie di comunicazione a supportare le aziende in questo cammino non facile?

Uffici stampa e giornalisti, ovvero la storia del cane e del gatto

aprile 29, 2008 § 5 commenti

Prendo spunto da un post un pò serio un pò faceto di Alessandro Longo, che pubblica uno stupidario dell’addetto stampa.

Da segnalare – nei commenti – questa chicca di Luca Salvioli:

“Ciao, mi ha dato il tuo numero…. mi ha detto che ti occupi di energie rinnovabili?
“Sì, insomma, ho scritto qualche articolo…”
“Ecco, benissimo. Perchè c’è questo mio cliente che ha fatto un sacco di cose con le rinnovabili…”
“In che senso?”
“Case, mattoni… poi insomma, sul tecnico non lo so”

Da ridere. O da piangere.

Perchè fare l’addetto stampa e occuparsi di comunicazione in genere non è uno scherzo.

E’ un lavoro. Che non si impara con i corsi della Scuola Radio Elettra. E’ un mix di: cultura, sensibilità, capacità di intrattenere relazioni umane (prima che professionali), fantasia, dinamismo, padronanza dei contenuti, metodo, volontà e pazienza.

E’ un modo di approcciarsi al mondo. Io per esempio, che faccio anche comunicazione e ho a che fare spesso con giornalisti, ho sempre amato trasmettere agli altri una nozione, un’esperienza, un contenuto o un prodotto/servizio che avevo particolarmente gradito e a cui mi ero appassionato. Va bene il mestiere, d’accordo, ma personalmente mi è difficile comunicare qualcosa che non ho interiorizzato, qualcosa che non mi ha colpito e che non mi ha entusiasmato.

Per fare bene l’addetto stampa occorre poi – ed è fondamentale – facilitare il lavoro dei giornalisti. Pensare come loro, entrare nelle loro dinamiche, capire le loro tempistiche, le loro richieste. Alessandro Iapino consiglia un testo che credo acquisterò: E’ la stampa, bellezza! Pubblicato da un anonimo giornalista milanese, spiega “come sono fatti davvero i giornali”.

 

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