Ma che succede?

Prima tutti inneggiavano al blog come lo strumento ideale per il nuovo marketing 2.0…e tutti a riempirsi la bocca di social networking, tag, You Tube e Facebook… e ora assistiamo alla chiusura di alcuni blog corporate. Alcuni anche da aziende importanti e “quotate”. Anche alcuni blogger sono uccel di bosco o hanno proprio terminato le trasmissioni…

E allora? Non è detto che la conversazione sia adatta a tutte le aziende e a tutte le persone, non è detto che il seme dell’ascolto e della condivisione possano attecchire ovunque.

Anche qui ci vuole lavoro, pazienza, tempo, dedizione… nel marketing non c’è nessuna pietra filosofale…

Intanto stiamo valutando con NITHO la possibilità di convertire ancor di più il nostro web alla conversazione on line: una sfida intrigante, rischiosa, futuribile, imprescindibile… il progetto è ambizioso e prevede diversi “country bloggers” presenti in diverse nazioni…per un mercato che per noi è diventato davvero globale…

 

immagine del designer Tom Gabor

rumor

Due psicologi dell’Università di Harvard – Gordon W. Allport e Leo Postman – hanno studiato le dicerie che si sviluppano in tempo di guerra, e hanno ricavato una formula matematica che illustra come un’idea passa da una persona all’altra.

Nel 1947 hanno pubblicato le loro scoperte in un libro: The Psychology of Rumour” (La psicologia della diceria). Questa formula potrebbe spiegare come fanno alcuni messaggi a diffondersi così rapidamente, e rivela anche come una notizia può contagiare tutti senza necessariamente essere vera.

R = i x a

Raggio d’azione = importanza x ambiguità

R” è il raggio d’azione del messaggio

i” è l’importanza del messaggio (avrà effetto sulla mia vita? La migliorerà?)

a” è il livello di ambiguità del messaggio (è una cosa nuova o inusuale?)

Da Sappiamo cosa vuoi, M. Howard, Minimum Fax, 2005

La storia ha fatto il giro del mondo (e della Rete): un hacker (pare) ha svaligiato e violato documenti segreti (business plan, identità, accordi) di Twitter e li ha mandati, tra gli altri, a TechCrunch.

Eccone uno stralcio qui sotto.

what-is-twitter-3

target--

 

Copia di Engadget

Negli ultimi mesi ho fatto almeno tre volte il giro del mondo, sono stato in Cina, a Hong Kong, a Los Angeles…

Il marchio NITHO, per cui seguo il marketing, ha varcato da tempo i confini italiani ed è stato selezionato da clienti e distributori in diverse nazioni. Una sfida faticosa, ma tremendamente affascinante.

Nel frattempo abbiamo lanciato un nuovo sito corporate, più attento alla conversazione con i giocatori (anche se c’è tantissimo ancora da fare, c’è il telaio, ora occorre mettere motore e benzina…). Abbiamo stretto un accordo con la Federazione Italiana Videogiocatori (FNIV), per sviluppare prodotti attraverso un panel di veri “tester” i quali – essendo gamer reali – ci indicano tante strade giuste da percorrere nella creazione di nuovi volanti, joypad e device vari…

E poi ci sono piccole grandi soddisfazioni, come la citazione su Engadget. Fa piacere, davvero.

Fine del momento autobiografico/celebrativo.

case_chiuse_tariffario_1932

Offerte, promozioni, claim…datati 1932…

Rave-

Sono aperte le iscrizioni per Ravenna2009, festival su rifiuti, acqua ed energia, che si terrà nella bella città emiliana romagnola dal 30 settembre al 2 ottobre 2009.

Molto ricco il programma, che bissa il successo dello scorso anno:

5 Conferenze – Costituiscono l’evento principale della 3 giorni di Ravenna con il contributo del mondo delle scienze economiche, dell’impresa, della cultura, della tecnologia, dei media. La conferenza finale, quella che presenta le 2009 Buone Pratiche, vedrà la partecipazione di Luca Conti in qualità di moderatore.
16 Workshop – Costituiscono momenti di dialogo tra esperti dei singoli settori organizzati con la collaborazione di “reti esterne” e da importanti istituzioni, associazioni e imprese operanti nel settore dei rifiuti, acqua, energia (Regione Emilia-Romagna, ANCI Emilia Romagna, UNCEM, Conai, Consorzio di Bacino Padova 2, Bureau Veritas Italia, CAT, Centre for Alternative Technology, CISE – Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico, ERVET, Emilia-Romagna Valorizzazione Economica Territorio SpA, International Water Convention, Confindustria Ravenna, CNA, Confartigianato, Azienda Speciale S.I.D.I. – Eurosportello, CCIAA Ravenna, Cielo Buio) con protagonisti i principali decisori politici e tecnici a livello nazionale (oltre 90 relatori);
20 Labmeeting – Si tratta di veri e propri momenti formativi e di approfondimento relativi a tematiche di interesse per operatori, professionisti, enti locali, svolti con l’ausilio di software dedicati e case-studies. Sono suddivisi in 5 percorsi tematici, si alterneranno come docenti 80 tra i maggiori esperti provenienti dalle principali istituzioni, centri di ricerca, aziende, società di progettazione e consulenza.
8 Eventi Culturali – Ricerca, conoscenza, innovazione, arte e cultura intesi come terreno ideale dal quale far partire un nuovo modo di pensare, agire e di comunicare. Le opere di artisti, le innovazioni delle aziende, le nuove forme di comunicazione sono alla base della proposta degli eventi culturali.

Il tutto con un approccio “open”, non commerciale, non fieristico, ma realmente conversazionale.

C’è un sito e c’è anche un blog.

gruen-

Il Transfer di Gruen, il cui nome è ispirato a Victor Gruen, che nel 1956 inventò il primo centro commerciale, è il termine usato dagli insider per indicare il momento in cui l’acquirente cade in uno stato di confusione e perde il controllo del suo processo decisionale.

I sintomi includono: sguardo vitreo, perdita dell’orientamento e suggestionabilità. E’ in questo stato mentale così arrendevole che di solito si fanno acquisti non pianificati; i dirigenti dei grandi magazzini vorrebbero che tutti i clienti fossero in questa condizione PRIMA di entrare nel loro negozio.

Da Sappiamo cosa vuoi, M. Howard, Minimum Fax, 2005

The Gruen Transfer è anche il nome di un programma intelligente sulla pubblicità, in onda su ABC1 Australia (e credo anche in Europa).

paese-

L’amico Giampaolo Colletti, esperto di web TV, mi segnala questo evento a Milano, il 22 e 23 maggio:

Torna a riunirsi l’Italia raccontata attraverso le sue mille televisioni online irradiate via Internet. Tutte rigorosamente fatte in casa. Ai nastri di partenza la seconda edizione di “Paese che vai”, meeting che chiama all’appello tutte le micro web tv italiane realizzate da cittadini videomaker per passione.

I lavori inizieranno all’Università IULM (Milano, via Carlo Bo – fermata Romolo linea MM 2) venerdì 22 maggio alle ore 10 e proseguiranno anche sabato 23.
Oltre a questa due-giorni, il programma di “Paese che vai” prevede nei prossimi mesi l’organizzazione di una vera e propria rassegna dei video tratti dai vari web-palinsesti e votati da addetti ai lavori. A novembre 2009, poi, ci sarà l’evento di premiazione finale.

Paese che vai intende riunire le web tv raccontate su Nòva24-Sole24Ore nella rubrica “Storie di ordinaria programmazione e recensite su Altratv.tv.
Trentotto sono i canali online “dal basso” provenienti da ogni parte d’Italia che animeranno il meeting in programma all’Università IULM. E quasi un’ottantina prenderanno parte alla successiva rassegna, presentando un video tratto dal proprio palinsesto televisivo.

“Duemilanove, la tv altrove”: è questo lo slogan scelto per il secondo anno.
Class action sui generis. Le micro web tv, come realtà editoriali e di pubblica utilità informativa, raccoglieranno le firme per presentarsi ai players del mercato della distribuzione della banda per proporre una connessione forfetizzata domestica e-o mobile (entro un certo preventivato consumo). La richiesta si inserisce nella lotta al digital divide, che affligge ancora alcuni territori periferici.

Il progetto, ideato da Giampaolo Colletti (founder di Altratv.tv), si avvale della partnership di Nòva24-Sole24Ore, Università IULM, TheBlogTV, Odeon TV, Lastampa.it e Movi&Co

Per maggiori info clicca QUI

italo

Ritornano le interviste-bonsai di Marchètting blog, dopo aver ospitato Luisa Carrada, Vittorio Pasteris, Enrico Bianchessi, Maurizio Goetz, Mauro Lupi e Gianluca Diegoli oggi è la volta di Italo Vignoli, esperto comunicatore pubblico a cui ho posto le solite domande tra il lusco e il brusco:

I social media sono davvero e in ogni caso utili e funzionali alla comunicazione di un’azienda?
Credo sia più corretto dire che i social media devono essere presi in attenta considerazione nell’ambito di qualsiasi progetto di comunicazione, e valutati in funzione del target. Se l’obiettivo è raggiungere la fascia di età tra 20 e 35 anni, i social media sono indispensabili. Se sono gli ottantenni, sono inutili.
Fermo restando che coinvolgere i social media non significa invitare i blogger a un aperitivo, o spedire spazzolini da denti o completini intimi a chi ha più lettori o amici su Facebook. Il problema è un po’ più complesso, e i tre minuti sono un po’ stretti per affrontarlo.

Il comunicato stampa è morto?
Il comunicato stampa in cattivo italiano, con errori di grammatica e sintassi, e lampanti dimostrazioni di incompetenza professionale (cito sempre la traduzione del “diluted shares” dei comunicati stampa finanziari statunitensi in “azioni diluite”, che continua a comparire nei testi prodotti da agenzie italiane che si dichiarano specializzate nella comunicazione finanziaria senza che nessuno si preoccupi di verificare il significato della frase originale e renderlo con un giro di parole, così come sarebbe indispensabile), se non è morto dovrebbe essere ucciso.
Il comunicato stampa ben scritto, sintetico, con la notizia nel primo paragrafo e quello che serve per ampliarla nei successivi, una dichiarazione sensata (non la solita “siamo molto felici di…”), e tutti i riferimenti in chiusura, continua a essere uno strumento di comunicazione indispensabile.
La proporzione? 95% del primo tipo, 5% del secondo. Poi è inutile chiedersi perché finiscono nel cestino.

Le tue “regole d’oro” di comunicatore nell’approccio a una campagna stampa…
Vale la solita regola di Pareto: 80% studio, preparazione, attenzione per i dettagli, competenza e “sudore”, e 20% ispirazione e fortuna. Poi, ogni caso è diverso, ed è questo che rende la professione maledettamente divertente.

Che cosa vuol dire innovare nelle relazioni pubbliche?
Avere la consapevolezza che tutto quello che è stato valido fino a ieri da domani potrebbe cambiare, e bisogna ricominciare a studiare. Letto in un altro modo: se oggi faccio esattamente le stesse cose che stavo facendo un anno fa, significa che sono rimasto indietro, magari solo di un mese, ma sono rimasto indietro.

Una campagna on line che ti ha particolarmente colpito di recente…
Obama, un manuale vivente dell’uso dei social network.

Fenomeno Facebook: moda o che altro?
Un po’ moda e un po’ strumento utile, senza trascurare la componente di gioco, curiosità e scoperta. La mia generazione si è ritrovata con i compagni di liceo, quarant’anni dopo. Il bello è che ciascuno, dal proprio punto di vista, trova dei motivi di interesse.

Ti senti un po’ uno spin doctor :-) ?
Mi sento piuttosto un artigiano della comunicazione, che si impegna ogni giorno per migliorare il proprio bagaglio professionale.

 

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